Tonya (film)

Da Teknopedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Tonya
Margot Robbie in una scena del film
Titolo originaleI, Tonya
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2017
Durata121 min
Rapporto2,35:1
Generebiografico, commedia, drammatico, sportivo
RegiaCraig Gillespie
SceneggiaturaSteven Rogers
ProduttoreBryan Unkeless, Steven Rogers, Margot Robbie, Tom Ackerley
Produttore esecutivoLen Blavatnik, Aviv Giladi, Vince Holden, Toby Hill, Craig Gillespie, Zanne Devine, Rosanne Korenberg
Casa di produzioneLuckyChap Entertainment, Clubhouse Pictures, AI Film
Distribuzione in italianoLucky Red
FotografiaNicolas Karakatsanis
MontaggioTatiana S. Riegel
Effetti specialiJohn S. Baker, Jeffery D. Woodrel, Jean-Marc Demmer
MusichePeter Nashel
ScenografiaJade Healy
CostumiJennifer Johnson
TruccoDeborah La Mia Denaver, Vincent Van Dyke
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Il logo del film

Tonya (I, Tonya) è un film statunitense del 2017 diretto da Craig Gillespie e scritto da Steven Rogers.

Il film è incentrato sulla controversa vita della pattinatrice su ghiaccio Tonya Harding, interpretata da Margot Robbie, protagonista nel 1994 di uno dei più grossi scandali sportivi degli Stati Uniti d'America.[1] La storia è narrata tramite segmenti di interviste ai protagonisti e ricostruzioni dei fatti.

Nata a Portland, nell'Oregon, a soli quattro anni Tonya Harding viene instradata da sua madre LaVona a una carriera nel pattinaggio artistico: LaVona è una donna truce e violenta, che non le dimostra il minimo affetto né apprezzamento per il suo notevole talento. Nel corso di un'infanzia e un'adolescenza difficili, Tonya diventa un'eccellente pattinatrice, ma - essendo priva di grazia e gareggiando con discutibili costumi fatti in casa - non riesce a sfondare. A 15 anni conosce Jeff Gillooly e pochi anni dopo lo sposa per poter scappare dai frequenti e atroci abusi di LaVona. Tuttavia anche il matrimonio si rivelerà molto turbolento, e Jeff inizierà presto a picchiarla.

Dopo l'ennesimo cattivo piazzamento in una gara, Tonya licenzia la sua storica coach Diane Rowlinson e assume al suo posto Dody Teachman.

Durante i campionati mondiali di pattinaggio di figura del 1991 esegue correttamente un triplo axel, divenendo la prima donna statunitense e la seconda in assoluto a riuscirci; tuttavia nelle successive gare, anche a causa della tensione causata dalle violenze di Jeff, sbaglia tutti gli atterraggi e alle Olimpiadi invernali del 1992 si qualifica solo al quarto posto, subito dietro a Nancy Kerrigan, sua principale rivale.

Il matrimonio naufraga e Tonya, sconfitta e disillusa, lascia il pattinaggio e torna a Portland, dove lavora come cameriera. Diane la rintraccia e le propone di allenarla nuovamente per le Olimpiadi invernali del 1994. Intanto Tonya cerca di recuperare il rapporto con LaVona, ma questa rifiuta, rinfacciandole di essere stata lei, con i suoi abusi, a renderla una campionessa, e di non aver mai ricevuto gratitudine per questo.

Tempo dopo Tonya e Jeff tornano insieme. Durante un allenamento, Tonya riceve una lettera minatoria: vedendo come la ragazza ne sia rimasta sconvolta, Jeff inizia a pensare di spaventare nello stesso modo Nancy Kerrigan, e si rivolge perciò al suo amico Shawn Eckhardt. Questi, alla ricerca di prestigio e notorietà, invece di attenersi al piano originario ingaggia due maldestri sicari perché aggrediscano la Kerrigan e le spezzino un ginocchio. L'aggressione avviene, ma i due inetti si fanno ben presto catturare; l'FBI arriva altrettanto presto a Shawn, che si era vantato di essere l'artefice del misfatto. Questi indica Jeff come mandante dell'aggressione. Mentre intorno a lei esplode lo scandalo, Tonya si qualifica nella squadra olimpica statunitense; realizzando che in breve la polizia la riterrà complice del marito, la ragazza si reca all’FBI e lo accusa a sua volta di essere il responsabile per l'attacco alla Kerrigan; Jeff, una volta letta la deposizione di Tonya, l’accusa di aver sempre saputo dell'aggressione e di non aver fatto nulla per impedirla. Dopo un drammatico confronto, i due si lasciano per sempre.

Tonya diventa il bersaglio di un vero e proprio circo mediatico e i mass media la seguono a casa e durante gli allenamenti; LaVona si reca a casa sua e le offre conforto, dicendole per la prima volta quanto sia orgogliosa di lei; tuttavia, mentre l’abbraccia, Tonya scopre un registratore nella sua tasca: la donna era stata mandata lì dai poliziotti per estorcerle una confessione. Jeff, Shawn e i due sicari vengono condannati al carcere, mentre il processo per Tonya viene rimandato a dopo le Olimpiadi. Durante la gara olimpica Tonya è emotivamente sconvolta e sbaglia tutte le figure, nonostante la giuria le conceda più tempo per sistemare un laccio rotto dei pattini. Si classifica ottava, mentre la Kerrigan ottiene il secondo posto. Si celebra il processo e Tonya, pur non incarcerata, viene condannata a una pena molto severa che prevede anche la squalifica a vita dal pattinaggio. Tonya implora il giudice di rivedere la sentenza, poiché proibirle di pattinare equivale a una condanna all'ergastolo ma non ottiene alcuno sconto di pena.

Tonya non rivedrà mai più Jeff e LaVona. L’ex marito, una volta libero, cambierà nome e si farà una vita con una nuova famiglia, ma nell'intervista ammette di aver mandato in rovina la carriera di Tonya. Quest'ultima, suo malgrado famosa nella maniera sbagliata, tenterà una carriera nella boxe per poi diventare a sua volta madre.

Il 14 giugno 2016 è stato riportato che Craig Gillespie avrebbe diretto il film, mentre Steven Rogers ha scritto la sceneggiatura[2], il quale, per la scrittura di essa, è stato ispirato da un documentario sul pattinaggio sul ghiaccio che menzionava la Harding[3].

Il 21 marzo 2016 Margot Robbie entrò nel cast per interpretare Tonya Harding.[4] L'attrice, che ha anche co-prodotto il film, non si rese immediatamente conto che la sceneggiatura era basata su fatti reali fino a quando non finì di leggerla;[5] in più, per prepararsi alle scene di pattinaggio, la Robbie si dovette allenare per ben 4 mesi. Le reali pattinatrici Heidi Munger e Anna Malkova hanno contribuito come controfigure della protagonista, mentre Sarah Kawahara è stata allenatrice e coreografa.[6]

La produzione però non fu in grado di trovare una pattinatrice controfigura della Robbie che potesse eseguire un triplo axel, cosa che è stata quindi creata dagli effetti speciali.[7]

Il 12 dicembre 2016 Miramax Films ha acquistato i diritti per la distribuzione del film in America.[5] Il 13 dicembre 2016 Sebastian Stan entra nel cast nel ruolo di Jeff Gillooly, l'ex marito della Harding[8], mentre due giorni dopo si è unita al cast anche Allison Janney per interpretare la madre della protagonista, LaVona Harding[9]: in particolare quest'ultima ha detto che il personaggio di LaVona è stato uno dei ruoli più difficili da interpretare della sua carriera, e ha anche aggiunto, dopo la proiezione del film al Toronto International Film Festival, che: "Penso che LaVona fosse in realtà una donna molto intelligente, molto articolata [...] Non stava scherzando, non ha mai scherzato, e non voleva che [Tonya] si distraesse perché teneva alle sue ambizioni [...] Voleva che [Tonya] sapesse che sarebbe stato un duro lavoro."[10] Poi Allison Janney per il suo lavoro si è aggiudicata Oscar e Golden Globe alla miglior attrice non protagonista.

Il 9 gennaio 2017 entra nel cast anche Paul Walter Hauser, nel ruolo di Shawn Eckhardt,[11] e nello stesso mese si uniscono anche Julianne Nicholson, Caitlin Carver, Mckenna Grace e Bojana Novaković nei ruoli rispettivamente di Diane Rawlinson, Nancy Kerrigan, Tonya Harding da bambina e Dody Teachman.[12][13]

Le riprese del film sono cominciate a fine gennaio del 2017 a Macon, Georgia.[14][15][16]

Colonna sonora

[modifica | modifica wikitesto]

Alcune delle canzoni presenti nel film venivano realmente ascoltate da Tonya Harding, come Sleeping Bag dei ZZ Top. Altre sono state scelte dal supervisore della musica Susan Jacobs: brani degli anni ‘70, tra cui The Chain dei Fleetwood Mac e Goodbye Stranger dei Supertramp, provengono da un’era in cui la musica era “potente, piena e calda” e lei ha sentito che tracce rock si inserivano bene nella pellicola. La critica Emily Manning commentò che canzoni come Free Your Mind delle En Vogue e Barracuda delle Heart hanno creato “un interessante parallelismo tra l’audacia e la tenacità di Tonya”.[17] Il film termina con la cover di The Passenger da parte dei Siouxsie and the Banshees, una scelta condivisa dalla Manning.[18]

Una colonna sonora è stata pubblicata l’8 dicembre 2017 dalla Milan Records, e ha compreso sia canzoni di vari artisti usati dal film che brani originali.[19]

Distribuzione

[modifica | modifica wikitesto]
Margot Robbie durante la première del film a Sidney

Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival,[20] dove ha ottenuto il secondo posto nel premio del pubblico.[21] Poco dopo, Neon ha acquisito diritti per la distribuzione statunitense del film, battendo le offerte di Netflix e Lionsgate.[22][23][24] È stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi l'8 dicembre 2017 e in quelle italiane dal 29 marzo 2018.[25][26]

Il film è uscito in Blu-ray e DVD il 13 marzo 2018.[27]

Allison Janney e Margot Robbie promuovendo il film

Tonya ha incassato $ 30 milioni in Nord America e $ 23,9 milioni nel resto del mondo, per un totale complessivo di 53,9 milioni di dollari.[28]

Il film è stato accolto molto positivamente dalla critica: sul sito web Rotten Tomatoes il film riceve l'89% delle recensioni professionali positive, con un voto medio di 7,8/10, basato su 266 recensioni,[29] mentre su Metacritic ha un punteggio medio ponderato di 77 su 100, basato su 10 critiche.[30]

Sebastian Stan alla premiere del film al Toronto Film Festival 2017

Christy Lemire, giornalista per Roger Ebert, ha definito il film "un irresistibile, schiumoso miscuglio di gelosia, competizione e lotta di classe, fortificato da potenti interpretazioni ed un’inaspettata risonanza emozionante".[31] Peter Travers del Rolling Stone ha elogiato il misto di divertimento e dolore presente nella pellicola;[32] anche Vulture ha lodato la recitazione della Robbie, definendola un progresso per la sua carriera.[33]

Ty Burr, scrivendo per il The Boston Globe, ha considerato il film uno dei più sorprendenti dell’anno, ma ha criticato il modo con cui è stata gestita l’eccessiva attenzione mediatica ricevuta dalla Harding.[34]

Per il New Yorker, Richard Brody ha disprezzato la vena troppo comica con la quale è stata raccontata la vita iniziale della protagonista,[35] un’opinione condivisa anche da Jean Hannah Eldestein del The Guardian.[36]

Anche altri critici hanno completamente stroncato il film, accusandolo di aver modificato la storia della Harding in modo da renderla apprezzabile al pubblico.[36][37]

Riconoscimenti

[modifica | modifica wikitesto]
  1. ^ (EN) I, Tonya, su tiff.net. URL consultato il 9 settembre 2017.
  2. ^ (EN) Justin Kroll, Craig Gillespie to Direct Tonya Harding Biopic Starring Margot Robbie (EXCLUSIVE), in Variety, 14 giugno 2016. URL consultato il 2 novembre 2017.
  3. ^ Conversations with I, TONYA. URL consultato il 10 settembre 2022.
  4. ^ (EN) Mike Fleming Jr, Margot Robbie Attached To Play Disgraced Ice Skater Tonya Harding In ‘I,Tonya’, in Deadline, 22 marzo 2016. URL consultato il 2 novembre 2017.
  5. ^ a b (EN) Mike Fleming Jr, Miramax Lands Margot Robbie As Tonya Harding Drama ‘I, Tonya’, in Deadline, 12 dicembre 2016. URL consultato il 2 novembre 2017.
  6. ^ (EN) Jenna Marotta, Jenna Marotta, Training Margot Robbie to Be ‘I, Tonya’: Skating Choreographer Sarah Kawahara Tells All, su IndieWire, 13 dicembre 2017. URL consultato il 10 settembre 2022.
  7. ^ (EN) Tasha Robinson, How I, Tonya’s effects crew captured the film’s impossible skating shot, su The Verge, 29 gennaio 2018. URL consultato il 10 settembre 2022.
  8. ^ (EN) Patrick Hipes, Sebastian Stan To Play Jeff Gillooly In ‘I, Tonya’, in Deadline, 13 dicembre 2016. URL consultato il 2 novembre 2017.
  9. ^ (EN) Justin Kroll, Allison Janney to Play Tonya Harding’s Mother in ‘I, Tonya’ (EXCLUSIVE), in Variety, 15 dicembre 2016. URL consultato il 2 novembre 2017.
  10. ^ (EN) 2017's Best Movie Duo Is Allison Janney And A Pet Bird In 'I, Tonya', su HuffPost, 11 settembre 2017. URL consultato il 10 settembre 2022.
  11. ^ (EN) Amanda N'Duka, Paul Walter Hauser Joining Margot Robbie In ‘I, Tonya’, in Deadline, 10 gennaio 2017. URL consultato il 2 novembre 2017.
  12. ^ (EN) Amanda N'Duka, Margot Robbie’s ‘I, Tonya’ Adds Julianne Nicholson, in Deadline, 18 gennaio 2017. URL consultato il 2 novembre 2017.
  13. ^ (EN) Amanda N'Duka, ‘I, Tonya’ Finds Its Nancy Kerrigan In Caitlin Carver; Mckenna Grace & Bojana Novakovic Also Cast, in Deadline, 23 gennaio 2017. URL consultato il 2 novembre 2017.
  14. ^ (EN) DGA Member Login Service, su dga.org. URL consultato il 2 novembre 2017.
  15. ^ (EN) The Tonya Harding movie starring Margot Robbie is filming in Macon, GA next week - On Location Vacations, su onlocationvacations.com. URL consultato il 2 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2018).
  16. ^ (EN) “I, Tonya” films in Macon, bringing ’90s vibe to Macon Coliseum, in macon. URL consultato il 2 novembre 2017.
  17. ^ (EN) Emily Manning, ‘i, tonya’ sets figure skating to siouxsie & the banshees (and it works), su i-D, 17 gennaio 2018. URL consultato il 30 settembre 2019.
  18. ^ (EN) The stories behind the best songs on the 'I, Tonya' soundtrack, su EW.com. URL consultato il 30 settembre 2019.
  19. ^ (EN) I, Tonya (Original Motion Picture Soundtrack) by Various Artists. URL consultato il 30 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2019).
  20. ^ (EN) Toronto Film Review: Margot Robbie in ‘I, Tonya’, su variety.com. URL consultato il 9 settembre 2017.
  21. ^ Tre manifesti vince davanti a Gillespie e Guadagnino il premio del pubblico a Toronto 2017, su comingsoon.it. URL consultato il 19 settembre 2017.
  22. ^ (EN) Toronto: Neon, 30WEST Land ‘I, Tonya’ With Margot Robbie, su variety.com. URL consultato il 23 settembre 2017.
  23. ^ (EN) Mike Fleming Jr, Neon & 30WEST Land ‘I, Tonya’ For $5 Million – Toronto, in Deadline, 11 settembre 2017. URL consultato il 2 novembre 2017.
  24. ^ (EN) Eric Kohn, Why ‘I, Tonya’ Sold to Neon In TIFF’s Biggest Sale | IndieWire, su indiewire.com. URL consultato il 2 novembre 2017.
  25. ^ (EN) 'I, Tonya' Gets 2017 Awards-Qualifying Release Date (Exclusive), su hollywoodreporter.com. URL consultato il 23 settembre 2017.
  26. ^ Tonya, in MYmovies.it, Mo-Net Srl.
  27. ^ (EN) Macon Prickett, Academy Award Nominee I, TONYA Available on Blu-Ray and DVD March 13, su BroadwayWorld.com. URL consultato il 10 settembre 2022.
  28. ^ I, Tonya (2017) - Box Office Mojo, su boxofficemojo.com. URL consultato il 30 settembre 2019.
  29. ^ (EN) I, Tonya. URL consultato il 26 febbraio 2017.
  30. ^ I, Tonya. URL consultato il 2 novembre 2017.
  31. ^ (EN) Christy Lemire, I, Tonya movie review & film summary (2017) | Roger Ebert, su rogerebert.com. URL consultato il 20 ottobre 2019.
  32. ^ (EN) Peter Travers, Peter Travers, 'I, Tonya' Review: Tonya Harding Biopic Is the Movie We Need Right Now, su Rolling Stone, 6 dicembre 2017. URL consultato il 20 ottobre 2019.
  33. ^ Margot Robbie Is a Revelation in I, Tonya, su vulture.com. URL consultato il 20 ottobre 2019.
  34. ^ bostonglobe.com, https://web.archive.org/web/20180806115620/https://www.bostonglobe.com/arts/movies/2017/12/20/tonya-bedazzles/t0KFnul5CzqJW8H6jQEMIO/story.html. URL consultato il 20 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2018).
  35. ^ (EN) Richard Brody, “I, Tonya,” Reviewed: A Condescending Bio-pic of Tonya Harding, 7 dicembre 2017. URL consultato il 20 ottobre 2019.
  36. ^ a b (EN) Jean Hannah Edelstein, How I, Tonya betrays its tragicomic ice-skating protagonist, in The Guardian, 11 dicembre 2017. URL consultato il 20 ottobre 2019.
  37. ^ (EN) Special To, 'I, Nauseated': The Oregonian's ex-sports columnist nails what the Tonya Harding movie gets wrong, su oregonlive, 28 gennaio 2018. URL consultato il 20 ottobre 2019.
  38. ^ Golden Globe 2018, tutte le nomination, in Il Post. URL consultato l'11 dicembre 2017.
  39. ^ (EN) Alex Ritman, BAFTA Awards: 'Shape of Water,' 'Three Billboards,' 'Darkest Hour' Lead Pack of Nominations, su hollywoodreporter.com, The Hollywood Reporter, 8 gennaio 2018. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  40. ^ Pierre Hombrebueno, Gotham Awards 2017: Get Out e Chiamami col tuo nome guidano le nomination, su bestmovie.it, Best Movie, 19 ottobre 2017. URL consultato il 19 ottobre 2017.
  41. ^ (EN) Sam Rockwell and Allison Janney to be Honored at 2017 HFAs | Hollywood Film Awards, in Hollywood Film Awards, 12 ottobre 2017. URL consultato il 2 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2017).
  42. ^ (EN) Mary J. Blige, Timothée Chalamet & "I, Tonya" to Be Honored | Hollywood Film Awards, in Hollywood Film Awards, 11 ottobre 2017. URL consultato il 2 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2017).
  43. ^ (EN) Critics’ Choice Awards Nominations: ‘The Shape Of Water’ Leads With 14; Netflix Tops TV Contenders, deadline.com. URL consultato l'8 dicembre 2017.
  44. ^ (EN) Australian Academy Announces Nominees for AACTA International Awards, in The Hollywood Reporter, 12 dicembre 2017. URL consultato il 6 gennaio 2018.
  45. ^ Andrea Francesco Berni, Independent Spirit Awards 2018: 6 nomination a Chiamami col tuo Nome di Luca Guadagnino, su badtaste.it, 22 novembre 2017. URL consultato il 22 novembre 2017.
  46. ^ (EN) 'Dunkirk,' 'The Shape of Water' Lead Satellite Award Nominations, in TheWrap, 29 novembre 2017. URL consultato il 30 novembre 2017.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN1953152381757601950008 · LCCN (ENno2023063562 · BNE (ESXX5787613 (data)