Discussione:Pi greco

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Pi greco
Argomento di scuola primaria
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Progetto Teknopedia e scuola italiana

22/7 *non* unire

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[↓↑ fuori crono] per me se dice pi greca, pò vedete voatriQuesto commento senza la firma utente è stato inserito da 82.59.2.127 (discussioni · contributi) 16:16, 3 lug 2013 (CEST).[rispondi]

Non mi sembra il caso di unire le due pagine. La dimostrazione che 22/7 è maggiore di π è un approfondimento su un aspetto marginale che non merita di essere inserito nella pagina riguardante pi greco. Inoltre nella voce dimostrazione che 22/7 è maggiore di π è inserita la dimostrazione, assolutamente fuoriluogo, pesante, inutile nella pagina dedicata a pi greco. Infine questa divisione ricalca quanto fatto nella versione en. --Wiso 17:30, 18 feb 2006 (CET)[rispondi]

Sono d'accordo. Tolgo il da unire e la metto nelle voci correlate. Se qualcuno non è d'accordo, vediamo cosa fare. -- Laurentius 21:33, 18 feb 2006 (CET)[rispondi]

--Eginardo 09:32, 27 feb 2007 (CET): l'ho messa sotto l'omonima voce[rispondi]

Dovrebbero essere più omogenee: per ciascuna formula, prima il titolo o nome, e poi la formula. E' così nella sezione "matematica", ma poi cambia in "fisica". Ylebru dimmela 21:21, 4 mar 2007 (CET)[rispondi]

Errore nell'animazione

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Pi è l'area del cerchio che ha come RAGGIO, e non diametro, 1

C = 2 r . L'animazione si riferisce alla circonferenza, non all'area. --J B 14:40, 14 mar 2007 (CET)[rispondi]

risposta a Rojelio

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In verità il link puntava giusto, ma la questione delle cifre di Pi greco recitate da Kate Bush era dibattuta all'interno e bisognava leggere almeno dalla metà. Se ritieni il link un doveroso arricchimento lo rimetterai, altrimenti va bene così. Grazie, --Almapadre 07:24, 18 mar 2007 (CET)[rispondi]

Massive Attack

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Ho tolto questa affermazione:

  • La copertina di un album dei Massive Attack è proprio l'immagine del π

perché ho guardato tutte le copertine dalla wiki inglese e non l'ho trovato. Ylebru dimmela 23:04, 26 apr 2007 (CEST)[rispondi]

Non si tratta di un album dei Massive Attack, ma della copertina del film e della colonna sonora originale de Il teorema del delirio. I Massive Attack partecipano a tale colonna sonora, insieme ad altri artisti (Aphex Twin, Roni Size, ecc.). L'immagine della copertina cd è in fondo a questa pagina, mentre la locandina del film è visibile qui. --kiado 10:12, 27 apr 2007 (CEST)[rispondi]

Ulteriore animazione?

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Che ne dite di aggiungere anche File:Pi-unrolled-720.gif? Mi sembra molto chiara ed esplicativa... --kiado 10:12, 27 apr 2007 (CEST)[rispondi]

a "Odranoel"

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Se non sei riuscito a dimostrare la "tua formula" dopo averla messa sopra quella di Leibniz, forse è meglio che non ti dedichi alla matematica... -- .mau. ✉ 22:24, 21 giu 2007 (CEST)[rispondi]

Ho cambiato il nome vero con il mio nick. Non voglio il mio nome quà sopra. e non rimettetelo, come avete già fatto ieri.

Si, visto che non sono molto pratico di wikipedia ho probabilmente sbagliato a metterla sopra quella di Leibniz, però ti ricordo che neanche Riemann, ha fornito una dimostrazione della sua ipotesi (non voglio certo paragonarmi al grande Riemann sia chiaro). La matematica è formata sì da rigore logico, ma anche da intuizione e fantasia, quindi dato che questa formula (non dimostrata e scoperta per caso), che se vuoi chiamerò "congettura" di Odranoel, può comunque servire, sia per dei programmi per calcolare il pi greco, sia come semplice nota, da sapere. Io la mia "congettura" la rimetto in fondo a tutte. se ritieni veramente necessario eliminarla fai pure, non a rimetterò una terza volta. -- Odranoel ✉ 22:39, 21 giu 2007 (CEST)[rispondi]

Due cosucce:
  1. Ti consiglio la lettura di Teknopedia:Niente ricerche originali,
  2. Ehm... come suggerito da .mau., prova a manipolare un po' la formula di Leibniz. :-)
Ylebru dimmela 22:57, 21 giu 2007 (CEST)[rispondi]

Detto in altro modo:

  • wikipedia non è un testo di matematica, ma un'enciclopedia. Se anche tu avessi trovato una formula nuova di pacca e completamente diversa da tutte quelle note ad oggi, non verrebbe accettata su wikipedia fino a che non fosse apparsa sulle riviste del settore.
  • Il secondo punto non è la posizione della formula, ma molto più banalmente il fatto che se provi a guardare la tua formula e quella di Leibniz ti accorgerai che non c'è chissà quale differenza...

-- .mau. ✉ 08:29, 22 giu 2007 (CEST)[rispondi]

Libro e film Contact

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Egregi Signori, il romanzo di Carl Sagan, Contact e il film da esso tratto definiscono il pi greco un messaggio intenzionale lasciato nella struttura dell'Universo. Poiché se ne parla nelle relative voci di Teknopedia suggerirei dei collegamenti. Distinti saluti, Alessandro Crisafulli--147.163.48.49 (msg) 13:19, 31 lug 2008 (CEST)[rispondi]

Ma chi è il cervellone che ha scritto tutte queste cose??????????? --Daniele96 (msg) 19:26, 30 mar 2009 (CEST)[rispondi]

Io: [1]. La fonte è en.Wiki. --Alessandro Crisafulli (msg) 19:05, 18 mar 2012 (CET)[rispondi]

Pi greco o pi greca?

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A parte il fatto che il testo da te inserito tanto il testo inserito che la correzione dell'anonimo mi sembrano ricerca originale, a riprova che le lettere non sono sempre indicate al femminile c'è questo autorevole esempio: Non un iota o un apice, traduzione tradizionale dalla Bibbia. --Pequod76(talk) 04:02, 25 giu 2009 (CEST)[rispondi]

Comunque, ho controllato sul Rocci. Ehm, siamo un po' punto e a capo, perché il genere degli articoli in greco antico è il neutro, non il maschile. Quindi τὀ Π. --Pequod76(talk) 04:10, 25 giu 2009 (CEST)[rispondi]

c'è un grecista in ascolto? -- .mau. ✉ 09:29, 25 giu 2009 (CEST)[rispondi]

Secondo me basarsi sul genere in greco per decidere quello in italiano non mi pare un approccio corretto. Per molte lettere greche (alfa, beta, teta, omega, ecc.) il Garzanti e il De Mauro danno "s. m. o f. invar.", ovvero dovrebbero prendere il genere del termine a cui fa riferimento: "la [lettera] pi greca", "il [numero] pi greco". In ogni caso, se non si raggiunge un consenso su questa faccenda (possibilmente basato su riferimenti certi) sarei per togliere completamente la frase in quanto al momento è ricerca originale --Rutja76scrivimi! 09:44, 25 giu 2009 (CEST)[rispondi]
Ho tolto la frase, finché non viene raggiunto un accordo e non si hanno fonti. --Aushulz (msg) 13:54, 25 giu 2009 (CEST)[rispondi]
"Il [numero] pi greco" è errato, in quanto "pi" è una lettera, non un numero; che poi stia a rappresentare un numero è un'altra questione. Io direi che siccome in italiano le lettere sono femminili (la a, la c, la zeta...) e anche le lettere non presenti nell'alfabeto italiano vengono definite come femminili (riguardo le lettere semitiche, ad esempio, la shin, la sade, la qof...) sia più giusto dire "la pi greca". Anzi, direi che l'aggettivo sia proprio indice della sua femminilità: noi non diremmo "la qof araba", perchè nell'alfabeto latino la qof non è considerata (salvo traslitterazioni); la formula "la pi greca" sta a significare "la lettera corrispondente alla pi italiana scritta nell'alfabeto greco". Ergo, femminile: "pi greca" --Lampo5 (msg) 15:58, 21 lug 2009 (CEST)[rispondi]
Ogni opinione personale è degna di essere ascoltata, ci mancherebbe, ma Teknopedia non è una fonte primaria --Rutja76scrivimi! 17:32, 21 lug 2009 (CEST)[rispondi]
Il 99% dei professori universitari (in ingegneria) che ho seguito parlavano di pi-greco al maschile. Ne deduco che anche se non fosse la forma corretta (ma questo è ancora da verificare con fonti attendibili) l'uso della forma maschile è diventato così comune da essere giustificato, per lo stesso motivo per cui si dice "chilogrammo" invece di "kilogrammo" oppure "acetilene" al posto di "etino". --Aushulz (msg) 18:56, 21 lug 2009 (CEST)[rispondi]
Rutja, non sto inserendo "ricerche personali", ho solo spiegato a causa di cosa io ritenga che la giusta denominazione sia "pi greca"; e comunque l'uso al maschile è talmente diffuso da poter essere definito equivalente nel gergo comune. Riguardo l'italiano "corretto" bisognerebbe chiedere a qualche esperto di grammatica e simili... --Lampo5 (msg) 17:09, 23 lug 2009 (CEST)[rispondi]
Hai detto "io ritenga", è proprio questo il nocciolo della questione: che ciascuno pensiamo in maniera diversa, e qui non si tratta di "mettersi d'accordo", bensì di trovare una o meglio più fonti che spiegano se il termine "pi greco" nel linguaggio matematico (importante: infatti ci interessa qui solo nell'ambito matematico) è o viene usato (nei testi con una certa autorevolezza) al maschile o al femminile. Probabilmente la cosa più fattibile è cercare nei libri di matematica più conosciuti e utilizzati in Italia in ambito universitario. Non penso che esistano libri che parlano in maniera approfondita di questa questione, poiché i linguistici non si interessano molto del linguaggio dei matematici; in altre parole è possibile che in ambito matematico si sia affermato l'uso della forma maschile senza che da parte dei linguisti ci sia stato un consenso. Se riuscite a trovare un po' di testi scritti da matematici/fisici/ingegneri italiani molto famosi è possibile che bastino come fonti. --Aushulz (msg) 19:00, 23 lug 2009 (CEST)[rispondi]
Il problema è che difficilmente viene scritto "pi greco/a" invece del solo simbolo... o almeno stando a quanto mi ricordi dei miei anni di liceo...--Lampo5 (msg) 16:14, 24 lug 2009 (CEST)[rispondi]

Risposta a Rojelio: i miei non sono vandalismi. Si declina al femminile perchè è una lettera (al più, se si vuole, una costante). Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 151.45.139.188 (discussioni · contributi) 18:28, 15 set 2012 (CEST).[rispondi]

Il giorno in cui in tutti i libri di matematica ci sarà scritto "pi greca", sarò d'accordo con te, ma quel giorno non è ancora arrivato. Probabilmente non è chiaro che il "pi greco" di questa voce, sebbene sia indicato con la "pi" utilizzata nel greco antico, non è una lettera, bensì una costante matematica. Infatti la lettera si chiama "pi", il simbolo si chiama "pi", ma la costante si chiama "pi greco". C'è poco da discutere. --Aushulz (msg) 19:25, 15 set 2012 (CEST)[rispondi]
C'è molto da discutere: sia costante che lettera sono sostantivi femminili. La mu della permeabilità magnetica o la epsilon della costante dielettrica non diventano maschili, per esempio.
Perché quelle non sono costanti, ma simboli convenzionali a cui sono associate delle grandezze il cui valore dipende da molti fattori. Invece il "pi greco" non è un simbolo, bensì il nome che identifica una costante matematica; dire "pi greco" è come dire "due"; non si dice "le due", ma il "due", in quanto "due" non è femminile plurale solo perché il nome finisce con la "e". Allo stesso modo, "pi greco" è un numero ed è stato chiamato così. Lo potevano anche chiamare "acca sumero" o "doppiovù groenlandese" e quello sarebbe rimasto il suo nome a vita. --Aushulz (msg) 17:43, 16 set 2012 (CEST)[rispondi]
Quelle sono costanti, con proprie unità di misura, e lo è anche pi greca, anche se adimensionale, perchè proviene dal rapporto di due lunghezze. Non è il nome di un numero, non è come 2. 3,1415 etc. è un numero. Per esempio Tau è un simbolo che indica una costante, la costante di tempo delle evoluzioni smorzate dei sistemi del secondo ordine. E' femminile. Ogni volta che una costante matematica viene indicata con una lettera come simbolo, gli aggettivi, se declinati in concordanza con la lettera, devono essere al femminile.
Chi ha parlato di tau? Nella discussione sopra si è parlato di mu della permeabilità magnetica e epsilon della costante dielettrica, ma la permeabilità magnetica e la costante dielettrica (a dispetto del nome) sono grandezze il cui valore dipende dalla natura del materiale che si prende in considerazione, quindi non sono costanti.
Ti invito vivamente inoltre a leggere Teknopedia:Niente ricerche originali: detto in parole semplici, su Teknopedia non abbiamo la facoltà di "pensare con la nostra testa", ma dobbiamo adeguarci a quelle che sono le fonti e adeguarci a quelle. La propria capacità di valutazione deve essere focalizzata al riconoscimento di fonti attendibili. Quindi, seppure tu avessi tutta la ragione di questo mondo, se in in tutto il mondo (o in questo caso in Italia, trattandosi di un termine italiano) si dice "pi greco", non possiamo accettare la tua opinione. L'usanza del nome "pi greco" è confermata ad esempio da Google, dove per "pi greco" si trovano 253.000 risultati, mentre a "pi greca" sono associati solo "3.210 risultati": la differenza mi pare netta. Volendo confrontare fonti attendibili, su Google Libri si trovano 2.480 risultati per "pi greco" contro soli 157 risultati.
Inoltre ripeto che questa voce tratta di un argomento matematico, non di greco antico, per cui non ci importa nulla di cosa dice il vocabolario di greco antico alla voce "πι". --Aushulz (msg) 19:54, 18 set 2012 (CEST)[rispondi]

Nel 31 dicembre 2009, un giovane e brillante programmatore francese Fabrice BELLARD ha annunciato di aver calcolato 2700 miliardi di cifre decimali (http://bellard.org/pi/pi2700e9/pipcrecord.pdf)con il seguente computer:

  • CPU Intel Core i7 CPU a 2,93 GHz
  • 6 Gb of RAM
  • 7.5 TB di memoria di massa usando cinque 1.5 Tb di hard disk (Seagate Barracuda 7200.11 model)

ed il Backup è stato fatto con 2 TB di hard disk (Seagate Barracuda LP model). La verifica delle cifre decimali è stata fatta usando una rete di 9 PC Desktop in 34 ore.

Per ottenere questi risultati BELLARD ha impiegato 131 giorni.

FONTE: http://bellard.org/pi/pi2700e9/


Nella pagina c'è scritto:

"Nella geometria piana, π viene definito come il rapporto tra la circonferenza e il diametro di un cerchio, o anche come l'area di un cerchio di raggio 1."

Scusate, ma non è la CIRCONFERENZA di un cerchio di raggio 1? Guardate anche qui: http://img220.imageshack.us/img220/5287/piun.gif

Ciao--> Luciano Kenshirou (msg) 15:15, 13 mag 2010 (CEST)[rispondi]

se il raggio di un cerchio è 1, la circonferenza è 2π . -- .mau. ✉ 15:22, 13 mag 2010 (CEST)[rispondi]

In realtà avevo sbagliato a scrivere, comunque ora è chiaro, ho avuto un lapsus. Vedendo quella gif si vede un cerchio con diametro 1 che, se "srotolato", presenta circonferenza = 3,14.. quindi l'affermazione "pigreco corrisponde alla circonferenza di un cerchio di diametro 1" dovrebbe essere esatta, esattamente come quella già presente. Grazie! Ciao --> Luciano Kenshirou (msg) 17:21, 13 mag 2010 (CEST)[rispondi]

La sezione Storia al momento è strapiena dei nomi di quelli che hanno calcolato un tot di numeri di Pi Greco. L'enciclopedicità di molte di quelle informazioni secondo me è prossima allo zero, specie per quelle più recenti visto che è più che normale che con computer sempre più potenti si calcolino sempre più cifre.. (quale sia l'utilità di calcolare tutte quelle cifre poi è un mistero..)--Sandro (bt) 02:53, 1 nov 2010 (CET)[rispondi]

Il calcolo (automatico) di pi greco è usato per testare i computer. La lista dei record di computazione non è poi così diversa dalla lista dei numeri primi più grandi: anche quelli sono infiniti... e logicamente non è neppure differente dalla lista dei primatisti mondiali dei 100 metri :-) -- .mau. ✉ 15:22, 16 gen 2012 (CET)[rispondi]

2/\Pi = 0,63661977236758134307553505349006 ... --Sartore (msg) 11:21, 16 gen 2012 (CET)[rispondi]

Che approssimato diventa 0,64.--Sandro_bt (scrivimi) 14:12, 16 gen 2012 (CET)[rispondi]

Altro metodo per calcolare pi greco

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Io conosco anche 1+1/2+1/2+1/2+1/2+1/2 eccetera --Cafi96 18:11, 13 giu 2012 (CEST)[rispondi]

Ehm!!! Scritto così, sicuramente NON è un metodo per approssimare pi.
Che cosa diamine volevi scrivere? Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 82.186.157.18 (discussioni · contributi) 13:44, 18 lug 2012 (CEST).[rispondi]
Concordo con l'IP 82.186.157.18. La serie che hai scritto non converge a pi greco, ma diverge a infinito. --Aushulz (msg) 14:40, 18 lug 2012 (CEST)[rispondi]
Effettivamente l'ho scritto un po' male. Intendevo --Cafi96 22:38, 27 ott 2012 (CEST)[rispondi]
L'espressione che hai scritto è pari a 1,4166666666666666666... Non vedo l'attinenza col pi greco. --Aushulz (msg) 01:58, 3 nov 2012 (CET)[rispondi]
Aushulz mi stupisco di te. Non sei stato nemmeno in grado di riconoscere che quello scritto è una FRAZIONE CONTINUA ILLIMITATA PERIODICA e perciò deve essere un irrazionale quadratico (radice di 2, se non ricordo male).--80.104.217.76 (msg) 23:42, 6 mag 2013 (CEST)[rispondi]
Ok, la soluzione di quella frazione è la radice quadrata di 2, ma in ogni caso ha poco a che fare con il pi greco.
--Daniele Pugliesi (alias Aushulz) (msg) 01:34, 7 mag 2013 (CEST)[rispondi]

Calcolo di Pi greco con Excel

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Calculation of π
Inserting formulas
Calculation

Ci proponiamo qui di impostare ed eseguire, su un foglio elettronico, il calcolo di Pi greco, usando l'idea di Archimede di inscrivere in una circonferenza dapprima il poligono regolare di 6 lati (esagono regolare), poi (dividendo a metà gli angoli al centro) quello di 12 lati, poi di 24, 48 e 96 lati, calcolando per quest'ultimo un perimetro uguale: "al triplo del diametro più una certa porzione di esso che è più piccola di un settimo e più grande dei 10/71-mi del diametro stesso" che è il valore approssimato di Pi greco suggerito da Archimede. Si abbia il cerchio di diametro unitario in figura (Calculation of π) e si inscriva in esso l'esagono regolare. Si divida per metà l'angolo AOB mediante la OC, poi (per metà) l'angolo AOC mediante la OE e si continui così indefinitamente, ottenendo la successione dei poligoni regolari di 12, 24, 48, …ecc. lati, inscritti nella circonferenza, che associamo ai numeri interi positivi n (ad n = 1 si associa l'esagono, ad n = 2 il dodecagono, ecc.).

La freccia CD dell'arco AB, che indicheremo con f, vale:

CD = OB-(OB2-DB2)1/2 cioè:

f1 = r-(r2-(l1/2)2)1/2

dove r è il raggio del cerchio ed l1 il lato dell'esagono (r = l1 = 0,5). Si ha, in generale:

fn = r-(r2-(ln/2)2)1/2

e le lunghezze dei lati dei poligoni in successione si calcolano:

ln+1 = (fn2+(ln/2)2)1/2

Inserendo le formule in un foglio elettronico, nel modo indicato in figura (Inserting formulas):

si ottiene la tabella (Calculation):

L'ultima colonna della tabella contiene la successione dei valori di pn , perimetro del poligono regolare di n lati inscritto nella circonferenza di diametro unitario. Per induzione risulterà: lim pn = Pi greco per n tendente ad infinito. --Ancora Luciano (msg) 18:10, 24 mag 2013 (CEST)[rispondi]

Grazie, Ancora Luciano. Suppongo che hai scritto questa parte qui sopra perché vorresti aggiungerla alla voce in questione. Da come la vedo io, non penso che tale contenuto sia adatto ad un'enciclopedia, ma potrebbe essere comunque utile per i lettori, per cui potremmo inserirlo da qualche parte su Wikibooks (ad esempio scrivendo un libro dedicato al pi greco o all'uso di Excel per svolgere calcoli matematici). Una volta creato il libro, si può inserire un link nella sezione "Altri progetti" della pagina di Teknopedia sul pi greco, così chi è interessato può cliccare sul link in questione. --Daniele Pugliesi (msg) 02:26, 4 lug 2013 (CEST)[rispondi]

Maiuscolo o minuscolo?

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Nel testo vedo scritto il "pi greco" in alcune parti in maiuscolo e in alcune parti in minuscolo. Personalmente, non ho mai visto scritto "pi greco" in maiuscolo e non ne vedo la necessità. --Daniele Pugliesi (msg) 00:57, 28 lug 2013 (CEST)[rispondi]

Nell'antico testamento

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@Pinea: Personalmente non ho idea se sia rimuovere o no, ma puoi esplicitare i motivi che ti hanno spinto a togliere questo punto?--Sandro_bt (scrivimi) 14:34, 20 mar 2017 (CET)[rispondi]

Ho letto i testi online, che ho trovato citati in una discussione fra i lettori di "Biblical Archaeology Review" e che ho aggiunto come riferimenti, e mi sembrano convincenti (c'è una figura particolarmente chiara). Anzi alcuni dei lettori ritenevano che l'attribuzione di pi=3 all'autore biblico fosse non solo errata ma provocatoria e offensiva (quindi affermazione che su WP non dovrebbe esserci). Aggiungo che oggi la maggioranza degli studiosi ritiene che il testo biblico sia stato modificato fino all'epoca ellenistica, quando sarebbe assolutamente anacronistico pensare che in quel periodo storico gli ebrei (reduci da Babilonia e culturalmente ben inseriti nel mondo persiano, potessero veramente ritenere che 3 era il valore di pi greco. L'affermazione che ho tolto era stata ottenuta deduttivamente dagli studiosi di storia della scienza diversi secoli fa, in un periodo in cui si riteneva che i testi biblici fossero molto antichi e perciò fosse molto verosimile che potessero contenere approssimazioni matematiche grossolane. In sintesi ho tolto un'opinione settecentesca, già allora mal argomentata, ma tuttora ripetuta probabilmente solo per inerzia, e che oggi risulta poco verosimile e provocatoria. --Pinea (msg) 18:29, 20 mar 2017 (CET)[rispondi]
E lasciarla, ma contestualizzata? Cosi' chi legge altrove e viene qui trova una spiegazione. Quali autori ritengono che il testo biblico sia stato modificato fino all'epoca ellenistica? E tutto il testo biblico o la porzione del Pi Greco? Disturbo se chiedo lumi anche al progetto religione su questa visione del testo biblico?--Bramfab Discorriamo 18:36, 20 mar 2017 (CET)[rispondi]
le ipotesi che spostano il più in avanti la redazione della (prima parte della) Bibbia parlano di dopo l'esilio di Babilonia (ed è la data che era segnata nel testo, VI secolo a.C.). In questo caso però sembrerebbe strano che venisse usata un'approssimazione così scarsa nonostante i decenni a fianco dei babilonesi; quindi o si afferma che la redazione è più antica (X secolo a.C. come era l'idea fino a una cinquantina di anni fa) oppure si dice che il testo è allegorico. Evito le spiegazioni arzigogolate come quella che tiene conto dello spessore della bacinella o quel che l'era. Personalmente credo che tutta questa spiegazione non stia bene nella cronologia: se si vuole la si può mettere in una sezione a parte, oppure si lascia perdere. -- .mau. ✉ 18:48, 20 mar 2017 (CET)[rispondi]
(ah, se volevi le fonti sulla postdatazione della Bibbia: E il Signore parlò a Mosè, Oltre la Bibbia) -- .mau. ✉ 20:28, 20 mar 2017 (CET)[rispondi]
(f.c.) Ah, non mi ero resoconto che la questione e' discussa con piu' dettaglio nella sezione Storia, per me quindi puo' andare bene cosi'.--Sandro_bt (scrivimi) 22:55, 20 mar 2017 (CET)[rispondi]
Grazie, ma ancora non riesco a capire perché in epoca ellenica sarebbe stato indicato il valore di PI = 3 e il perché di una intenzione provocatoria.--Bramfab Discorriamo 22:22, 20 mar 2017 (CET)[rispondi]

Chiamare "bacinella" un recipiente del diametro di circa 5 metri e dell'altezza di circa due e mezzo mi sembra molto riduttivo, per quello che era certamente un capolavoro di ingegneria, dato che era fuso in un sol pezzo. Che avesse forma cilindrica si deduce chiaramente dal volume di liquido contenuto. Che l'orlo si aprisse lo dice il testo con chiarezza (1 Re 7,26) e, se anche non lo dicesse, appare logico per motivi sia archeologici sia di ingegneria strutturale. Per cui non occorre nessuna spiegazione arzigogolata per affermare che il diametro misurato da orlo a orlo è certamente maggiore del diametro del cilindro sottostante e utilizzare il diametro misurato e la circonferenza per dedurne il valore di pi greco degli ebrei è una stupidaggine ovvia e tale resterà anche se fosse scritto in dieci libri di storia della scienza. Secondo i letteralisti biblici (in pratica i protestanti più conservatori) la storia che la Bibbia affermerebbe implicitamente che pi greco vale 3 è stata inventata da qualche ateo razionalista dei secoli scorsi per deriderli e dimostrare che o la bibbia non l'ha scritta Dio oppure Dio non conosce la matematica. Leggete i riferimenti da me citati. Io non credo affatto al letteralismo biblico, ma amicus Plato sed magis amica veritas insegnava alle medie il mio professore di latino e perciò questa volta mi sembra corretto riportare le loro giuste interpretazioni. Saltare l'argomento non si può proprio perché è una notizia diffusa e prima o poi qualcuno reinserirebbe la castroneria credendo di dare un utile e interessante contributo. --Pinea (msg) 23:34, 20 mar 2017 (CET)[rispondi]

[↓↑ fuori crono] non mi ricordavo cosa fosse, solo che era grande, e non avevo tempo di andare a ricercare la citazione in 2Cr -- .mau. ✉ 07:35, 21 mar 2017 (CET)[rispondi]
Questa teoria degli atei razionalisti dei secoli passati mi ricorda la teoria, un poco complottista, della "leggenda nera" per la quale più o meno tutta la storia è stata riscritta nel '700 al fine di screditare la religione.--Bramfab Discorriamo 23:40, 20 mar 2017 (CET)[rispondi]

Sono senz'altro d'accordo, ma questi sono i loro sentimenti. --Pinea (msg) 23:58, 20 mar 2017 (CET)[rispondi]

A me la spiegazione di "aperto e chiuso" pare sempre arzigogolata. La corda *cingeva* la vasca. Se poi posso dare la mia sensazione, dei numeri in quel contesto non gliene poteva fregare niente a nessuno e sono state scelte cifre tonde perché tanto l'importante era mostrare quanto era grande. -- .mau. ✉ 07:35, 21 mar 2017 (CET)[rispondi]

I numeri della bibbia non sono mai casuali e hanno sempre un valore simbolico; per dare l'idea di enormità, inoltre, non c'era motivo di specificare sia diametro che perimetro. Nella bibbia, sia AT che NT, il 10 e i suoi multipli sono sempre segno di numerosità (anche noi d'altronde usiamo le potenze del 10 per definire l'ordine di grandezza). Potrebbe darsi che, proprio perché conosceva il valore di pi greco, l'autore biblico abbia sentito la necessità di affermare che grazie all'orlo sporgente sia diametro che circonferenza erano multipli esatti di 10, in accordo con l'estetica matematica di quella cultura. I dettagli costruttivi e numerici, quindi, erano funzionali a sottolineare non solo l'enormità ma anche la perfezione dell'oggetto.--Pinea (msg) 10:00, 21 mar 2017 (CET)[rispondi]

eviterei la legge di Coulomb ed il principio di indeterminazione, in quanto pigreco vi appare come conseguenza delle definizioni di epsilon0 ed h.

per la legge di Coulomb, eps0 e' DEFINITO come

SI: 10^7/(4*pi*C^2) F/m, dove C e' il valore numerico 299 794 458 (numero puro, non m/s)   
sistemi elettrostatici non razionalizzati: 1/4pi
sistemi elettrostatici razionalizzati: 1

e quindi dipende dalla scelta dell' unita' di misura

per il principio di Heisenberg, dipende dal fatto che la legge di Planck e' stata definita come E=h*f, non vi apparirebbe se fosse stata definita come E=h*F, dove F e' la pulsazione (detto in altri termini, se storicamente il principio di H fosse stato precedente alla legge di P, avremmo probabilmente un 2pi*h in questa mentre l' operatore quantomeccanico del momento sarebbe -i*h*d/dx, ossia il simbolo h indicherebbe quello che oggi e' hbar)

in altre parole: mi sembrano identita' del tipo 2pi=(2)*(pi)

diverso e' forse il caso della legge di E, perche' in questo caso G aveva uno status ben definito prima della legge e non dipende dalle nuove unita' definite in questa.

perfettamente calzante, ovviamente, la legge del pendolo. vale forse la pena di osservare che essendo pi^2 simile al valore numerico SI di g, la lunghezza del pendolo dei secondi e' prossima al metro (ed alla yarda), cosa che ha avuto una sua importanza in metrologia (posso cercare i riferimenti se desiderati)

anche l' affermazione 180 gradi = pi radianti e' una definizione che non andrebbe messa nella categoria formule

pietro

due ulteriori osservazioni:

per l' arcotangente, va specificato razionale non nullo

eviterei "misure moderne", che ha un sapore fisico, determinazioni o calcoli mi suona meglio

alla faccia della trascendenza, esiste una formula esplicita per l' n-ma cifra in base 2 (la cerco se chiedete)--12:49, 3 apr 2017 (CEST)

Caro Pietro, faresti più svelto a farle direttamente tu queste correzioni. Ho corretto le prime cose più banali, ma queste ultime non so dove siano e nemmeno le capisco. Vorresti affermare che pi non è un numero trascendente? Non credo. Se vuoi essere utile fai osservazioni puntuali, altrimenti sembra che tu ti diverta a far perdere tempo agli altri.--Pinea (msg) 23:55, 3 apr 2017 (CEST)[rispondi]

Sulle teorie fisiche non sono sicuro che tu abbia ragione. Sospetto che, in relazione alla scelta delle grandezze fondamentali e alla definizione della loro unità di misura, pigreco comparirà nell'una o nell'altra formula della stessa teoria. --Pinea (msg) 23:00, 6 apr 2017 (CEST)[rispondi]

esiste una formula che ricava la n-sima cifra *in base 16* (da cui si ricavano anche le k-sime cifre in base 2, d'accordo) senza calcolare quelle precedenti. Che cosa avrebbe tutto questo a che fare con la trascendenza? Banalmente, è un numero computabile, ma lo sarebbe stato anche senza l'esistenza di una formula BBP; bastava già l'algoritmo di Pitagora. -- .mau. ✉ 09:37, 7 apr 2017 (CEST)[rispondi]


cari pinea e mau, con "alla faccia della ..." volevo solo dire che potevo fornire il riferimento alla formula di bailey perche' non mi ero accorto che c' era (l'ho cercata nella sezione sbagliata). come vedete, sono specialista nel farmi capire male e per questo non mi registro e non mi azzardo a toccare i testi degli altri (certo, se mi registrassi mai esprimerei il mio entusiasmo per quella formula con una simile frase, ma fare guai simili e' nel mio DNA).

per le costanti fisiche in molti casi penso sia un problema di gusti personali (aggettivo capace di produrre ogni possibile casi se chi lo legge lo interpreta in modo diverso da come faccio io), ma nel caso della legge di Coulomb pi appare li' perche' si e' scelto di metterne uno denominatore di eps0 in modo che si cancellino.

Per la precisione sono leggi di natura: Fc=Kc*q^2/r^2 (Coulomb), Fa=2*Ka*i^2/d (Ampere) e c=sqr(Kc/Ka), ossia Fa=2*(Kc/c^2)*i^2/d e Fc=(Ka*c^2)*q^2/r^2. La scelta alla base del sistema SI e' definire Ka=mu0/4pi, Kc=1/(4pi*eps0) (questo definisce solo due simboli ausiliari, da cui c=1/sqr(mu0*eps0)) e mu0=4pi*10^(-7) N/A^2 ossia Ka=10^(-7) N/A^2 che' e' il nocciolo del sistema e definisce l' unita' di corrente elettrica; in questo modo si hanno fattori numerici semplici e non-sperimentali nella legge di A che ai tempi di Giorgi era quella piu' affidabile per definire teoricamente le unita' elettriche (cosa diversa dal realizzare i campioni). Voglio dire: cosi' c (che al tempo era un valore soggetto ad investigazione sperimentale invece che il numero esatto oggi usato per definire il metro) appariva nella legge di C e non in quella di A, ossia si sapeva il valore numerico esatto della forza fra correnti unitarie ma non quello fra cariche unitarie. In ogni possibile sistema, la capacita' di un condensatore piano e' (S/d)*(4pi*Kc) e quella di uno sferico (1/Kc)*Rr/(R-r). Nel cgs gaussiano Kc=1 e le formule diventano S/(4pi*d) e Rr/(R-r), ossia i 4pi appaiono per la simmetria piana ma non per quella sferica. Nel SI sono invece eps0*S/d e 4pi*eps0*Rr/(R-r), con i 4pi "dove piace". Nel vecchio MKSA non-razionalizzato si avevano le definizioni Ka=10^(-7)=N/A^2 (uguale alla SI, per cui carica, corrente, potenziale hanno le stesse unita' ...non entro nei dettagli delle grandezze con unita' diverse) ma i simboli mu0 e eps0 avevano significati diversi dati da mu0=Ka e eps0=1/Kc, per cui quelle capacita' erano date da (S/d)/(4pi*eps0) e eps0*Rr/(R-r)

Spero di non aver nuovamente usato termini che nella mia mente hanno un significato diverso da quello generalmente accettato. pietro.--10:14, 7 apr 2017 (CEST)

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Potenziare Pi Greco

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Sull'argomento "PI GRECO" vi segnalo questo link: http://www.rudimathematici.com/bookshelf/bookshelfdb.php [RMBSH-056] L'articolo in questione propone un nuovo approccio (generalizzabile?) per il calcolo di pi greco al computer che presenta il non trascurabile effetto di ridurre i tempi di elaborazione a parità di precisione voluta. E' un'idea che potrebbe essere esportata in altri contesti e trovare spazio nella pagina https://it.wikipedia.org/wiki/Pi_greco Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 95.232.12.210 (discussioni · contributi).

mi sembra molto argomento da ricerca originale. --valepert 14:18, 15 ago 2016 (CEST)[rispondi]
Concordo con valepert --4ndr34 (msg) 09:59, 16 ago 2016 (CEST)[rispondi]

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Annullamento formule Pignatelli e Servi

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[@ 111angelo111] L'annullamento è già stato spiegato nella tua pagina di discussione ma ripeto qui il principale motivo: Teknopedia:Cosa_Teknopedia_non_è#Teknopedia_non_è_una_raccolta_indiscriminata_di_informazioni. Quindi non si possono mettere tutte le infinite relazioni (perché sono infinite) che danno . Vanno scelte (di comune accordo con la comunità di wikipedia) quello ritenute più rilevanti e quelle inserite da te non lo sembrano né a me né a [@ sandrobt]. Quindi prima di continuare a inserirle senza consenso, sei pregato di discuterne qui. Grazie della collaborazione.--Mat4free (msg) 16:01, 13 ago 2024 (CEST)[rispondi]

(essendo io uno che fa peccato perché penso male, faccio anche presente a [@ 111angelo111] che il suo nome utente ricorda sospettosamente quello dell'autore delle formule di Pignatelli, e l'esistenza degli obblighi spiegati in WP:COI) -- .mau. ✉ 17:44, 13 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Posso capire la buona fede e la solerzia conservativa, ma sono sinceramente contento che la mediazione di Luke Willer, chiamato in causa per richiesta di protezione pagina, ci abbia riportato su un percorso costruttivo di confronto a bocce ferme piuttosto che procedere per censure soggettive. Forse è il momento di parlare dei contenuti, piuttosto che di forme e meta-conoscenza. Ritengo fortemente che le formule integrate, oltre a essere ovviamente corrette e pertinenti, abbiamo le qualità di rilevanza enciclopedica, Le formule di Servi (AMS 2003), inserite nella pagina di pi greco, ripropongono in modo del tutto innovativo le intuizioni di Archimede e Viete, identificando ben 4 nuove formule di pi greco nella forma di radici annidate. La formula di BBF, inserite nelle pagine di pi greco e sezione aurea, propongono una nuova formula che mette in relazione le due più rilevanti costanti irrazionali (pi e phi) nella forma di serie, che si integra naturalmente all'unica relazione tra le due costanti che era presente nella pagina (ossia quella di Ramanujan e Hardy). Le formule di Pignatelli (in Journal of Applied Mathematics and Phisics - may 2024), inserite nelle pagine di pi greco e della sezione aurea, estendono le formule trovate da Servi per identificare tre formule che mettono in relazione esplicita pi greco (le uniche che conosco) in funzione del rapporto aureo phi, mediante semplici radici annidate e senza funzioni trascendenti. Ho letto l'articolo, che vi invito a leggere, in cui sono presenti rilevanti proprietà geometriche, di indubbio rilievo. Penso che tutte queste formule fanno e faranno parte della storia evolutiva della conoscenza su queste due costanti irrazionali, e penso che Teknopedia possa tentare di essere in linea e aggiornata in tempo reale sulle naturali evoluzioni, piuttosto che riportare dopo decenni contenuti già evidenziati in altri testi... non dovrebbe essere anche questo lo scopo? Capisco la buona fede, capisco la volontà di proteggere il livello dei contenuti, però vi invito ad un approfondimento scevro da pregiudizi, per leggere le reali potenzialità di rilevanza di ogni innovazione... la ricerca è in costante evoluzione, coglierne le pietre miliari è un compito impegnativo, diverso dal copiare contenuti da altri testi, dopo decenni dalla scoperta. Rimango disponibile per ogni confronto, augurandovi (e lo stesso faccio a me) delle felici vacanze estive. --111angelo111 (msg) 00:19, 14 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Nessuno ha messo in dubbio la correttezza delle formule. Quello che dico è che non danno nessuna informazione importante su π. (Ci sono decine di formule in serie infinita senza funzioni trascendenti, per dire) Se fossero in una versione italiana di en:List of formulae involving π potrei al limite lamentarmi che le "rilevanti proprietà geometriche, di indubbio rilievo" non si evincono, ma da un elenco non mi aspetto più di tanto. Poi noto il glissaggio sulla sospetta assonanza tra il nome utente e quello dello scopritore... -- .mau. ✉ 12:45, 14 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Non sono d'accordo sulla affermazione del tutto soggettiva che "non danno nessuna informazione importante su Pi greco". Ho già scritto sopra in merito, ma evidentemente occorre ripetersi e integrare: le formule di Pignatelli e Bailey, Borwein e Plouffe (anche dette formule BBP) hanno la capacità di esprimere, le prime come radicali annidati, la seconda come serie di potenze, pi greco in funzione della sezione aurea, in forma esplicita (quindi anche più semplice - quindi bello matematicamente - della famosa formula di Ramanujan e Hardy - di cui tra l'altro purtroppo non si rinviene una fonte o un articolo). Stiamo parlando di relazioni tra le due costanti irrazionali più rilevanti della matematica, il fatto che vi siano tre/quattro equazioni oltre quella unica prima presente (la formula di Ramanujan e Hardy), e non ne conosco altre (quindi non stiamo parlando delle "decine" di formule che esprimono pi greco, alcune delle quali peraltro potrebbero anche avere una valenza enciclopedica) ritengo doveroso che siano contemplate nelle pagine Wiki monografiche di pi greco e sulla sezione aurea.
In merito alle "rilevanti proprietà geometriche di indubbio rilievo", scrivevo chiaramente che queste sono ben descritte nell'articolo citato, che dall'affermazione risulta chiaramente non sia stato letto (quindi mi chiedo come si possa esprimerne un parere). Ovviamente queste non sono leggibile solo dalle formule, ma dall'articolo citato, ma se lo ritiene utile posso integrare le considerazioni che ho letto nell'articolo anche nella pagina, così posso essere capite anche da chi non ha il tempo di leggere l'articolo (ma vuole esprimerne una opinione). --111angelo111 (msg) 13:44, 14 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Io concordo con .mau.
Ovviamente la percezione di "importanza" è soggettiva, non c'è bisogno di ripeterlo ogni volta. Anche il "bello" e il "semplice" sono soggettivi ovviamente.
Magari aggiungere nella voce (a prescindere dalla lettura o meno della fonte dell'utente che apre wikipedia che non è tenuto ad andare a leggere e magari è comunque interessato alla voce, oltre che magari non sa bene l'inglese) perché tali formule siano particolarmente importanti sarebbe assoultamente utile visto, come anche dice .mau., cha la voce non è un elenco di relazioni e formule. E anche io, anche leggendo l'articolo (cosa che avevo fatto già prima del mio primo annullamento delle formule), non ho notato "rilevanti proprietà geometriche di indubbio rilievo", quindi una esplicitazione sarebbe quanto mai utile a valutare l'interesse delle formule.
Per quanto riguarda la formula di Hardy e Ramanujan posso dire che spesso la prima relazione può essere storicamente importante, perché magari ha fatto scuola o è famosa per motivi fortuiti nella letteratura successiva o è stata usata in altre applicazioni, ma non è detto che siano allo stesso modo importanti le relazioni simili alla prima o derivate da essa o in modo simile a essa; a volte lo sono a volte no, dipende da caso a caso.
Infine la relazione tra e detta così, non è particolarmente interessante: posso scriverne infinite semplicemente chiamando (dove e sono quelle dela notazione dell'articolo fonte delle formule) e avere che per il numero reale , dato una volta fissato , mi dà una relazione tra e . Di più! Posso scrivere una relazione tra qualunque numero reale e scrivendo dove adesso . E non c'è nulla di particolarmente speciale o interessante nelle singole esplicitazioni di e . Anche la costruzione generale della relazione mi sembra una approssimazione della circonferenza (e quindi di ) per un limite di poligoni iscritti, nulla di nuovo mi pare. L'unica cosa, forse, che potrebbe avere una qualche forma di interesse è il fatto che (nella mia notazione) abbia una qualche forma speciale particolarmente "bella" o "elegante" o "semplice". Ma anche questo, IMHO ovviamente come tutto quello che scrivo, senza una dimostrazione che ci sono solo un lista finita esplicita di pochi casi in qui questo accade (definendo cosa vogliamo intedere per "semplice" riguardo ad ), non risulta molto interessante o enciclopedico. Cioè: per alcuni conosciamo alcuni particolarmente "semplici", questo è enciclopedico? Che apporto informativo/conoscitivo vogliono dare al lettore della voce? Diciamo io, quando scrivo qualcosa, mi chiedo questo prima, tu sapresti dirmelo per queste formule? Che a me non è per niente chiaro.
P.S. Il numero (che è parente stretto di ) non è particolarmente importante in matematica (lo è quanto e la maggior parte dei numeri irrazionali algebrici, e cioè abbastanza poco, presi singolarmente), quanto piuttosto nelle applicazioni storico-artistiche che ne ha avuto al di fuori.--Mat4free (msg) 17:20, 14 ago 2024 (CEST)[rispondi]
OK, finalmente si parla di matematica. In merito alla disquisizione sulle infinite possibilità di riscrivere una formula (con i parametri a e b), premesso che nell'articolo stesso avevo letto dell'esistenza di una famiglia di equazioni (quindi cosa ben nota), tengo a far notare che questo esercizio di stile può essere applicato alla totalità di equazioni. Faccio solo alcuni esempi, su equazioni presenti nella pagina: ad esempio, nella frazione continua di Ramanujan, il primo membro espresso come può essere altresì espresso come , oppure come , oppure , oppure , e potrei continuare all'infinito (anche a secondo membro)... Lo stesso dicasi, sempre ad esempio, sulla famosa identità di Eulero , che posso irrispettosamente riscrivere come , con appartenente ai reali non nullo... ovviamente è una provocazione. Penso sia chiaro che operazioni speculative simili a queste possono essere fatte su qualsiasi formula. Ora, tra tutte le possibili forme di esprimere una formula, qual'è quella che viene riportata (e ricordata)? Ovvio, la più bella, che coincide con la più semplice. E quindi viene da sé riportare proprio quanto scritto nella pagina di Pi greco a proposito della identità di Eulero, che qui riposto fedemente: "talvolta considerata la formula matematica più bella che esista in quanto collega tra loro le più importanti costanti matematiche:, il numero di Nepero , l'unità immaginaria , lo 0 e l'1". Non sono quindi io a definire dei razionali per identificare una qualità di bellezza di una formula, che da sempre si rileva in base alla importanza delle grandezze matematiche (o fisiche) presenti, e la semplicità della formula (operazioni algebriche, potenze o radicali piuttosto che funzioni trascendenti), coefficienti interi (il più piccoli possibile) piuttosto che coefficienti irrazionali. Non per niente, nella fisica, la formula più bella è appunto la famosa di Einstein. Quindi, come nei due esempi riportati è evidente che la forma nota sia quella più corretta (in quanto più bella, più semplice, più fruibile), così, tornando a noi, nelle formule di in funzione di , la forma più corretta tra le infinite possibili sono appunto quelle riportate, in cui il coefficiente a è intero (anzi, pari a 2 e 3), e qualsiasi altro valore porterebbe a valori irrazionali trascendenti di a (anche perché, volendo seguire il tuo ragionamento, , risultando ).
In merito al procedimento, l'inizio contempla sì l'approccio di Archimede dei poligoni duplicati (peraltro dichiarato mi sembra), ma poi se ne affranca (altrimenti sarebbe possibile identificare solo una delle tre formule).
In merito alle "rilevanti proprietà geometriche di indubbio rilievo", sono andato a rileggermi l'articolo, e come mi ricordavo c'è proprio un intero paragrafo allo scopo. Di rilievo riporto qui come venga dimostrato che l'ultimo radicale delle formule (ossia , e ) rappresenti il lato e tutte le diagonali (eccetto il diametro) di un decagono iscritto nel cerchio di raggio unitario, fatto alquanto singolare. Ci sono anche altre considerazioni, ma non ho voglia di scrivere qui in Tex le formule, vi invito quindi a rileggere ( o leggere?) questo paragrafo, e magari mi piacerebbe anche scambiare qualche puntuale osservazione in proposito.
In merito alla tua affermazione "Il numero (che è parente stretto di ) non è particolarmente importante in matematica (lo è quanto la maggior parte dei numeri irrazionali algebrici, e cioè abbastanza poco, presi singolarmente)", che ovviamente rispetto come opinione (ma anche mi stupisce, in quanto ci troviamo a discutere anche sui contenuti di una pagina monografica su questo numero!), mi trova altresì in completo disaccordo nel contenuto, anche rimanendo nel campo strettamente matematico. Vale la pena ricordare la proprietà fondamentale di questo numero (da cui scaturiscono tutte le altre) ossia essere l'unico numero a soddisfare contemporaneamente la serie geometrica , con , e , e la serie aritmetica a due termini , con e (di cui quella più nota a numeri interi, con , detta di Fibonacci, ne è una delle approssimazioni). Questa particolarissima proprietà si impone in vistose relazioni geometriche (le più note nel pentagono e decagono per la geometria piana, o nel dodecaedro e la sua espansione stellata nell'icosaedro nella geometria dei solidi) già rilevate (e idealizzate) dalla maggior parte dei matematici di tutte le epoche, da Pitagora, Platone, Euclide, Keplero (di cui riporto una famosa frase: "La geometria ha due grandi tesori: uno è il teorema di Pitagora, l’altro è la sezione aurea di un segmento. Il primo lo possiamo paragonare ad un oggetto d’oro, il secondo lo possiamo definire un prezioso gioiello."), etc... lo stesso Leonardo da Vinci ha disegnato le illustrazioni del famoso libro di Luca Pacioli "De divina Proportione". Questo per rimanere nel solo campo matematico, perché, oltre che nelle arti, quali architettura e pittura (ma ok, sono attività antropomorfe), strutture che ne ricalcano la forma (soprattutto per la spirale aurea) sono presenti in botanica, zoologia e astrofisica. Invito a leggere uno delle migliaia di libri in proposito.
By the way, non credo debba essere io a dimostrare la rilevanza del rapporto aureo, che va ben oltre il significato di qualsiasi radicale. E quindi, ribadendo che, e questa perdonate non è una opinione, le due costanti e siano tra le più rilevanti della matematica, ritengo che le relazioni matematiche (che arrivano oggi a malapena alle dita di una mano) che le legano, e le esprimono l'una in funzione dell'altra, sia di rilevanza enciclopedica.
Detto questo, riferendomi all'incipit del post sopra, mi rendo disponibile ad integrare qualche contenuto descrittivo alle formule, come richiesto.
Buonanotte e buon ferragosto. --111angelo111 (msg) 02:32, 15 ago 2024 (CEST)[rispondi]
"Penso sia chiaro che operazioni speculative simili a queste possono essere fatte su qualsiasi formula." Esattamente, proprio per questo per decidere se scrivere una formula o meno devono essrci dei motivi ulterioi che la rendono "interessante" o "importante" in qualche altro senso oltre a essere "una relazione tra due numeri" (era quello che diceva anche .mau. e infatti nella discussione sotto stiamo proprio parlando di eliminare anche altre formule dalla pagina). Molte hanno rilevanza storica, cioè per qualche motivo più o meno casuale sono entrate nel folclore (come anche il numero ) e ora ormai sono nell'immaginario popolare (anche tra i matematici) o hanno stimolato ricerche che hanno portato sviluppi importanti della matematica. L'identità di Eulero è uno di questi esempi (non mi esprimerò su questioni di fisica). Il punto è, come già scritto, cosa apportano al lettore le formule aggiunte? Perché sono importanti? Non mi pare tu mi abbia risposto a parte gli aspetti geometrici a cui rispondo sotto. L'identità di Eulero non è importante solo perché è (stata o lo è tuttora) considerata bella, lo è perché sintetizza il comportamente dell'esponenziale complesso che è (rispetto al suo comportamente in R) molto diverso e, quando lo si studiò all'inizio, molto controintuitivo per l'epoca, ed è un risultato figlio dell'analisi complessa che all'epoca era ancora in fase iniziale di sviluppo e ha contribuito a pubblicizzare tale branca della matematica e ad aumentarne l'interesse o lo studio. Anche il gusto estetico è figlio dei tempi e della cultura, gli antichi greci consideravano belle cose che oggi per noi non lo sono, avevano la passione di geometrizzare l'algebra, tutto doveva avere una interpretazione geometrica, o la simmetria era estremamente importante e la idealizzavano. Se il gusto per la simmetria è parzialmente rimasto oggi (sebbene in misura ridotta), la bellezza dell'interpretazione geometrica dell'algebra non solo oggi non c'è più, ma si è perfino invertita, si algebrizza la geometria, nella matematica moderna la geometria in un certo senso non esiste, è solo un punto di vista interpretativo di certe relazioni insiemistico-algebriche.
"Semplice" e "bello" sono soggettivi e nemmeno completamente collegati, e comunque dipende dalla definizione di semplice. Ci sono risultati "semplici" che molti non trovano "belli" e viceversa: i risultati dimostrati del programma di Langlands sono estremamente belli ad esempio ma per nulla semplici, come invece il teorema di ortogonalizzazione di Gram-Schmidt che è molto semplice, ma non credo in molti lo considerino bello.
Per quanto riguarda i razionali sei assolutamente tu a definirli come più belli (cosa che va bene eh, come ho detto è del tutto soggettivo, ma che sia chiaro che è una tua preferenza, non è data dall'alto) e l'esempio che porti non è pertinente in quanto l'identità di Eulero (come anche quelle che hai aggiunto) coinvolge numeri non razionali ma irrazionali (algebrici e trascendenti) e complessi, dove sarebbe la razionalità? Se questo è il criterio (tutto in Q) dovrebbe essere molto più bella dell'identità di Eulero. Lo è per te? O è ancora meglio visto che è tutto in Z, o no? Inoltre se vogliamo essere precisi e definiamo la "semplicità" di un'equazione come il minimo numero di caratteri da usare, allora meglio di c'è , ma si riporta più la prima (anche se meno semplice) perché coinvolge anche lo 0 che ci è simpatico perché è l'elemento neutro della somma e c'è 1 invece di -1 che pure ci è più simpatico perché è l'elemento neutro del prodotto. Infine la scelta di interi/razionali o funzioni algebriche rispetto a oggetti trascendenti, solitamente e storicamente non è tanto per l'estetica (che come al solito è del tutto soggettiva), quanto piuttosto per il fatto (pratico e concreto) che sono più facilmente calcolabili (oggi con i pc non è nemmeno più così direi, ma una volta quando facevi tutto a mano è chiaro che preferivi evitare il trascendente).
Sulle "rilevanti proprietà geometriche di indubbio rilievo", ieri prima di commentare avevo proprio RI-letto quella sezione e non ho trovato nulla di veramente rilevante matematicamente (IMHO come al solito, ma del resto se lo fosse stato per molti, mi domando, forse sarebbe su una rivista più importante il risultato?). Il fatto che corrisponda a qualche diagonale di qualche poligono regolare a caso (decagono in questo caso, ma per puro caso) inscritto (o simili proprietà) è poco più di un giochino di enigmistica per come la vedo io (non voglio sminuire il lavoro, ma è come la vedo io e come, penso, la vedano molti matematici che conosco e, immagino, il motivo per cui sia su una rivista poco accreditata e non su una di alto livello), ossia divertente e simpatico ma certo non enciclopedico o rilevante matematicamente. Cioè se la trovassi su un giornaletto divulgativo di matematica amatoriale come curiosità, la troverei molto carina, ma non credo abbia un impatto o interesse significativo per la ricerca in matematica (IMHO come sempre).
Sull'importanza di non mi dilungo perché credo andremmo fuori tema rispetto alla discussione e alla pagina, quindi cerco di essere breve. La stragrande maggioranza degli esempi che hai portato sono appunto, di natura non matematica e in particolare di natura artistica ed estetica (che sono quelli per cui è diventata famosa), con qualche esempio naturalistico "dubbio" (e dico dubbio perché quando applichi la matematica alla realtà, devi necessariamente approssimare e se approssimi e "vuoi" qualcosa in particolare, la riesci sempre a trovare da qualche parte, personalmente sono molto critico sull'onnipresenza di mi sembra molto un voler trovare qualcosa dove non c'è solo perché ci piace, un grande classico del cervello umano, comunque vedi anche "La sezione aurea" di Mario Livio se ti interessa l'argomento). Sulle proprietà matematiche, le proprietà aritmetiche citate sono quelle che sono (direi infiniti numeri ne soddisfino di simili) ma il punto è che le proprietà che ne conseguono sono quasi esclusivamente geometriche e sono poche e riguardano in buona parte dei casi la geometrica greca classica e i poligoni regolari (o questioni correlate) in particolare che, nella matematica moderna, hanno una rilevanza estremamente di nicchia e quasi esclusivamente folcloristica con poche eccezioni (il più recente che hai citato è di 400 anni fa! E di un periodo in cui ancora si dibatteva se l'universo girava intorno alla Terra perché ci piaceva che fosse così! Hai esempi più recenti? Ancora meglio se di matematici importanti contemporanei?).
Sulla "rilevanza" di in matematica, l'opinione è assolutamente tua (e di nuovo va benissimo, ma per favore non riportiamola come un fatto oggettivo), possiamo con più convinzione oggettiva (forse) asserire che è molto "famoso", ma non questo non vuol dire "rilevante in matematica". E, come detto, relazioni tra due numeri sono sempre infinite, quindi non basta trovarne alcune per renderle enciclopediche.
Sulla integrazione delle formule, ti ho già espresso la mia opinione, per me dovresti farle queste integrazioni perché magari cambio idea (anche se da quanto sta emergendo da questa discussione ho i miei dubbi) sulla enciclopedicità di tali formule che, sempre per quanto mi riguarda, al momento è del tutto assente.
Buon Ferragosto a tutti! :) --Mat4free (msg) 11:39, 15 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Allora, sulla tua affermazione "l'esempio che porti non è pertinente in quanto l'identità di Eulero (come anche quelle che hai aggiunto) coinvolge numeri non razionali ma irrazionali (algebrici e trascendenti) e complessi, dove sarebbe la razionalità?" è semplicemente contradditoria rispetto a quanto espresso sulla pagina (citazione già citata al mio posto sopra), in quanto coinvolge costanti importanti (quali , e numero di Nepero e i numero immaginario) e numeri interi (0,1), e non è in contraddizione su quanto ho esposto come razionali di bellezza che non sono miei.
La tua affermazione che "gli antichi greci consideravano belle cose che oggi per noi non lo sono, avevano la passione di geometrizzare l'algebra", penso trascuri il fatto che al tempo l'algebra non esisteva (e neanche i numeri indo-arabi a base 10 che usiamo oggi in occidente), e possiamo datare l'algebra in occidente con il Liber Abbaci del 1202 proprio di Fibonacci, spesso associato in modo sistematico proprio al numero aureo (e sono occorsi tre secoli affinché venisse abbandonata la modalità di conteggio con l'abbaco).
Sulle proprietà algebriche del rapporto aureo, penso non debba essere io a riperterle in questo post, essendo note ai matematici.
La tua classificazione di "giochi enigmistici" delle proprietà geometriche (che qui abbiamo abbiamo appena citato rispetto a quanto riportato nell'articolo) e del tutto soggettiva. In modo più oggettivo esprimono proprietà che si integrano a quelle storicamente note, e soprattutto integrandole alla geometria del cerchio.
Tenendo conto della tua personalissima percezione dell'importanza del rapporto aureo (riporto tue parole: "PS: Il numero (che è parente stretto di ) non è particolarmente importante in matematica (lo è quanto e la maggior parte dei numeri irrazionali algebrici, e cioè abbastanza poco, presi singolarmente)"), è evidente che la tua percezione di enciclopedicità di formule (che ripeto, si contano nel numero delle dita di una mano) che legano le due costanti irrazionali tra le cinque più rilevanti della matematica (e anche per questo l'identità di Eulero è ritenuta la più bella, anche per la sua semplicità) sia decisamente soggettiva e polarizzata. Probabilmente con questa logica avresti censurato anche la formula di Ramanujan e Hardy (che non è né più bella né più semplice delle altre di recente identificate da Pignatelli e Bailey, Borwein e Plouffe, di cui stiamo parlando), che guarda caso deve la sua notorietà proprio per essere la prima formula della storia che lega queste due costanti.
Buon ferragosto. --111angelo111 (msg) 13:13, 15 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Io sono molto più categorico: non ha nessun senso aggiungere formule a caso se non sono abbondantemente riconosciute e citate in letteratura, specie su un argomento su cui sono stati scritti libri su libri. Non vedo perché si debbano aggiungere formule recenti pubblicate in una semisconosciuta rivista, pubblicata da una casa editrice predatoria e per di più aggiunte in probabile conflitto di interesse (non dichiarato).--Sandro_bt (scrivimi) 16:18, 15 ago 2024 (CEST) P.S. Faccio notare a LukeWiller che le aggiunte erano state già annullate da me e witiquette vorrebbe che eventuali aggiunte venissero discusse prima di essere reinserite (specie se poi annullate anche da un secondo diverso utente).[rispondi]
Si sta finalmente chiarendo la modalità di interazione e approfondimento che un numero sparuto ma aggressivo di utenti intende perseguire. Quindi non è una questione di qualifica di enciclopedicità, né di correttezza, né di pertinenza, né di approfondimenti di contenuto, in quanto quando sono stati tutti argomentati, alla fine esce chiaramente la base della matrice conservativa sottostante ricca di prevenzioni, del tutto avulsa dal contenuto... io non credo che Teknopedia debba essere solo un contenitore di contenuti già "abbondantemente riconosciute e citate in letteratura", per questo c'erano già le enciclopedie cartacee dal tempo di Diderot, che per loro natura erano sempre almeno dieci anni indietro rispetto alla conoscenza attuale (e per questa attività non servirebbero dei professionisti del settore, ma semplici data entry)... è questo che vogliamo essere? E' questo che vogliamo che sia WikiPedia?
Mi fa piacere che ci si renda conto che sull'argomento siano stati scritti "libri su libri", piuttosto che dichiarare che il rapporto aureo ha la stessa rilevanza, in matematica, di qualsiasi altro radicale.
Trovo irrispettoso nei confronti degli autori (ma anche nei miei confronti visto che ne propongo i contenuti) definire "formule a caso" delle formule che, purtroppo devo ripetermi, si caratterizzano come tra le cinque formule esistenti che legano due delle cinque costanti irrazionali più rilevanti della matematica (i.e. e ), per la qual cosa (e null'altro) è famosa la formula di Ramanujan e Hardy.
Mi fa piacere che un mediatore come LukeWiller possa partecipare a tale discussione, magari riportandoci ai valori fondanti, di libero accrescimento equilibrato della conoscenza piuttosto che una gestione autocratica conservativa. Buon ferragosto. Angelo Mucciante. --111angelo111 (msg) 16:59, 15 ago 2024 (CEST)[rispondi]
una gentilezza. Io starei in vacanza con la mia famiglia. Se potessimo riparlarne, magari con una rinnovata armonia, dal 26 agosto, ve ne sarò grato. Buone vacanze. --111angelo111 (msg) 17:09, 15 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Da matematica trovo molto innovativa la relazione tra π e φ, debitamente dimostrata nell'articolo peraltro revisionato in quanto già pubblicato. Anche la più piccola scoperta di ciascuno può essere utile e portare a grandissimi risultati di altre menti scientifiche. Pertanto sono dell'opinione che l'articolo non debba essere cancellato. --Anna Santangeli (msg) 16:52, 17 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Se posso dire la mia, la questione relativa alla raccolta indiscriminata di informazioni avrebbe senso se le informazioni non fossero pertinenti all’argomento trattato. In questo caso, data la pertinenza, in quale altra sezione/argomento dovevano essere pubblicate? Non pubblicarle proprio non mi sembra una buona soluzione in quanto limiterebbe la possibilità di approfondimento agli utenti che volessero farlo. Per cui la mia personale opinione è che le formule di Pignatelli e Servi dovrebbero restare su wikipedia. --176.201.133.122 (msg) 13:38, 19 ago 2024 (CEST)[rispondi]
[↓↑ fuori crono] Una "raccolta indiscriminata di informazioni" può tranquillamente essere composta da informazioni tutte pertinenti. La differenza tra un'enciclopedia e una collezione è esattamente questa. Questo tralasciando la rilevanza: la BBF (che comunqnue ha una voce a sé, perché come formula è importante) non è importante come "formula per calcolare una cifra di pi greco" ma come "formula per trovare una singola cifra di una costante senza calcolare quelle precedenti".
Del resto uno potrebbe chiedersi perché non sono riportate le formule per esempio in
  • Aaron Levi, A New Class of Infinite Products Generalizing Viète's Product Formula for π
  • Thomas J. Osler, Vieta-like Products of Nested Radicals with Fibonacci and Lucas Numbers
  • Esther M. García Caballero et al, New Viète-like Infinite Products of Nested Radicals with Fibonacci and Lucas Numbers
  • S. G. Moreno and E. M. Garc´ıa-Caballero, New infinite products of cosines and Vi`ete-like formulae
che sono i primi articoli sugli sviluppi in serie infinita di radicali che ho trovato, visto che sono pertinenti esattamente allo stesso modo (anzi forse di più, perché si parla di classi). O se per questo la dozzina di formule in The Pleasure of Pi, e, and Other Interesting Numbers di Y E O Adrian che non ci sono già.
Ripeto: in una voce a parte, come fanno in en.wiki, per quanto mi riguarda quelle formule ci possono anche stare, pur ritenendole inutili; nella voce su pi greco (e su φ) no. E già quelle che c'erano prima sono per me inutili. -- .mau. ✉ 17:23, 19 ago 2024 (CEST)[rispondi]

[ Rientro] Innovativa nemmeno tanto. Una rapida ricerca mi ha fatto trovare https://imgur.com/a/AsEEHAY (Dario Castellanos, The Ubiquitous π, Mathematics Magazine Vol. 61, No. 2 (Apr., 1988), pp. 67-98 (32 pages), con altre tre formule citate lì, sempre di Castellanos (D. Castellanos, Rapidly converging expansions with Fibonacci coefficients, Fibonacci Quart., 24 (1986) 70-82). Capisco che uno voglia mostrare al mondo "guardate, io sono su Teknopedia!" e cerchi amici che gli diano manforte: ma non funziona così. -- .mau. ✉ 21:58, 17 ago 2024 (CEST)[rispondi]

Al link postato compaiono formule del tutto avulse dal contesto di cui stiamo parlando. L'articolo citato non è scaricabile né consultabile senza acquisto. Affermazioni di questo genere (lasciando intendere di plagio) devono essere sostenute da elementi visibili probanti (altrimenti si classificano come calunnie, perseguibili dal codice civile). Se veramente esistessero le stesse formule pubblicate da articoli precedenti, allora avrebbero lo stesso diritto di essere presenti nella pagina, con il corretto autore. P.S. L'ultima frase risulta una illazione, e rivela mancanza di rispetto: chiedo ci si parli rispettosamente da e tra adulti, e con correttezza. Non dovrebbe funzionare così su Teknopedia, penso sia in ampio contrasto con i principi fondanti. P.P.S. Penso sia utile che tutte le interlocuzioni rimangano tracciate. --151.58.133.126 (msg) 00:54, 18 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Capisco che la lingua italiana possa essere complicata per alcuni, ma la parola "innovative" ha un significato diverso. La mia affermazione non è che le sue formule non siano originali, ma che le sue non sono certo le prime formule scoperte che legano π a φ, quindi non si può nemmeno parlare di "novità": e Teknopedia non è una raccolta indiscriminata di informazioni dove si mette di tutto. Questo è un principio fondante di Teknopedia (e non si preoccupi, tutte queste informazioni rimangono tracciate perché anche questo è un principio fondante di Teknopedia)
Per il resto, il fatto che una risorsa citata non sia liberamente consultabile sarebbe di per sé irrilevante: ma in questo caso basta andare a https://www.jstor.org/stable/2690037 , creare un accesso gratuito e poter consultare la risorsa in questione. Tralascio per carità di patria l'insinuazione che io abbia contraffatto le formule da me mostrate. -- .mau. ✉ 10:40, 18 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Capisco che la lingua italiana possa essere complicata da usare per alcuni, lasciando intendere mancanza di originalità ("Innovativa mica tanto"), per poi puntualizzare solo dopo che la mancanza di innovazione si intendeva perché esistono altre formule (diverse) per il calcolo di pi greco! Ma veramente?! Questo sì che è innovativo! (N.B. rispetto all'ultimo inciso, non ho mai pensato né scritto che lei abbia contraffatto le formule, ho solo scritto che avevo capito che lei aveva trovate le stesse formule su un altro articolo precedente di un altro autore, lasciando intendere che gli autori delle formule in questione le avessero plagiate... ma anche questo è italiano).
Ringrazio per il suggerimento per la lettura dell'articolo citato, peraltro molto interessante. Non ho però trovato neanche una formula che lega π a φ, ma solo altre formulazioni per il calcolo di π (peraltro degne di nota e da approfondire). Ma chiunque può verificare. Ma anche se vi fossero altre formule che legano π a φ, dal mio punto di vista avrebbe senso approfondire per un inserimento. Per le ragioni che ripeto a seguire...
Sulla qualità di enciclopedicità, essendo ormai l'unico aspetto dirimente della questione, ricordo che al momento stiamo parlando di 5 formule (ripeto, cinque, una di Ramanujan e Hardy, una di Bailey, Borwein and Plouffe, e tre di Pignatelli) e non decine, o centinaia, o migliaia come ho letto qui nei post, la matematica è anche utile per contare) che mettono in relazione π a φ, mentre prima dell'ultima integrazione ve ne era 1 sola, quella di Ramanujan e Hardy, per cui era ed è scritto nella pagina della Sezione Aurea: "Srinivasa Ramanujan e G. H. Hardy scoprirono una relazione che lega attraverso una frazione continua e un numero infinito, due numeri fondamentali come la irrazionale sezione aurea φ e π, il trascendente pi greco". E vale la pena di ripeterlo, "due numeri fondamentali come la irrazionale sezione aurea φ e π, il trascendente pi greco" (anche perché qui mi ricordo c'è qualcuno che pensa, e ha scritto, che φ abbia la stessa rilevanza matematica di un qualsiasi altro radicale). Questa semplice proprietà è valsa la enciclopedicità della formula di Ramanujan e Hardy, e la stessa caratteristica è dovuta al successivo numero sparuto di formule che appunto legano φ e π (soprattutto se in forma esplicita rispetto a π, cosa che già ne integra una caratteristica aggiuntiva). P.S. Noto che la stessa formula di Ramanujan e Hardy è scritta (a primo membro) in modo diverso nelle due pagine PI GRECO e SEZIONE AUREA. Avrei già allineato le due formule, se l'amministratore @LukeWiller non avesse giustamente intimato a tutti di non fare altre modifiche alla pagina fintanto questa discussione non fosse giunta ad una visione convergente.
Noto con piacere che il tono dello scambio si sia riportato in una modalità rispettosa e adulta.
Buone vacanze a tutti --111angelo111 (msg) 14:25, 18 ago 2024 (CEST)[rispondi]
@111angelo111 cortesemente rispetta WP:CONSENSO e non modificare la voce sino a che qui non ci sia consenso in talk senso --ignis scrivimi qui 14:57, 18 ago 2024 (CEST)[rispondi]
sì certo, avevo già scritto che avrei atteso, come tutti ("Noto che la stessa formula di Ramanujan e Hardy è scritta (a primo membro) in modo diverso nelle due pagine PI GRECO e SEZIONE AUREA. Avrei già allineato le due formule, se l'amministratore @LukeWiller non avesse giustamente intimato a tutti di non fare altre modifiche alla pagina fintanto questa discussione non fosse giunta ad una visione convergente") --111angelo111 (msg) 15:19, 18 ago 2024 (CEST)[rispondi]
perdonami, non avevo visto che t'eri già fermato --ignis scrivimi qui 15:57, 18 ago 2024 (CEST)[rispondi]
beh,sì, era quello che avevo scritto. La versione da congelare (del 13 agosto) fino al consenso era quella senza il tuo ultimo "annulla" di oggi, come aveva intimato l'amministratore Luke Willer... --111angelo111 (msg) 17:01, 18 ago 2024 (CEST)[rispondi]
No. La "versione sbagliata" è quella scelta dal sysop, «generalmente l'ultima cosiddetta "versione stabile" (quella precedente all'inizio della discussione)». Per definizione, se c'è una edit war non c'è accordo sull'inserimento di informazioni, e in attesa che si crei un accordo (positivo o negativo che sia) si torna appunto alla "versione sbagliata". -- .mau. ✉ 17:45, 18 ago 2024 (CEST)[rispondi]
[ Rientro] IL PUNTO DELLA DISCUSSIONE: Visto che ora non è più presente l'oggetto della discussione sulla pagina, lo riporto qui per chiarezza. Si tratta dell'aggiunta di formule, ovviamente per il calcolo di π.
Il primo gruppo riguarda le formule di Servi, L.D. (2003) Nested Square Roots of 2. The Mathematical Association of America - Monthly, 110, 326-330, in cui sono identificate e riportate le formule per il calcolo di π in forma di radici annidate di 2:
(n radici annidate),
Il secondo gruppo riguarda formule che esprimono π in funzione di φ (sezione aurea) in forma esplicita, in particolare la formula di Bailey, D., Borwein, P. and Plouffe, S. (1997) On the Rapid Computation of Various Polylogarithmic Constants. The America Mathematical Society. Mathematics of Computation, 66, 903-913.
e le formule di Pignatelli, A. (2024) Simple Formulas of π in Terms of Φ. Journal of Applied Mathematics and Physics, 12, 1904-1918:
(n radici annidate).
Le caratteristiche di correttezza, pertinenza e originalità ad oggi non sembrano più l'oggetto della discussione (tra l'altro sempre verificabili).
L'oggetto della discussione è il requisito di enciclopedicità. --111angelo111 (msg) 22:54, 18 ago 2024 (CEST)[rispondi]
infatti, il punto è: queste formule sono accolte pacificamente e diffusamente da fonti accamedimiche e/o altre fonti secondarie? sono cioè consolidate? Quella del 2024, appunto per la sua "freschezza" temporale, non penso ... e le altre? --ignis scrivimi qui 22:59, 18 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Le rispondo rispettosamente con franchezza. La matematica è l'unica scienza esatta, se non altro perché è astratta e chiusa in sé. Ora, se parlassimo di arte, di storia, di fisica, di botanica, capirei bene la domanda: ogni congettura o formula esprime sempre un modello, più o meno semplice o sofisticato (tanto per fare un esempio, nella fisica siamo passati da quella classica di Newton, poi relativistica di Einstein, quantistica di Plank, etc. tutte vere nel contesto storico e modellistico in cui sono calate). In questo caso ha senso chiedersi quanto le teorie siano "state accolte" dalla comunità scientifica, e quanto si siano diffuse, anche per capire la validità del modello proposto. In matematica è diverso, in quanto è una scienza esatta: per capirci, il teorema di Pitagora ha la sua valenza dall'istante che è stato espresso, non cambia nel tempo (a parte il teorema di Carnot che lo ha esteso), in quanto esprime proprietà di enti astratti (come figure geometriche e numeri, che per loro natura non possono cambiare), la cui valenza secondo me non dipende da quanto sia diffuso, ma piuttosto e soprattutto dal valore che può apportare (poi francamente non capisco come una qualsiasi formula possa non essere accolta non pacificamente, al massimo può essere ignorata se non se ne riviene il valore o l'utilizzo).
Nello specifico, le formule di Servi sono state dimostrate in modo originale, e sono le stesse cui si può pervenire dal metodo di Archimede esteso (di cui si riporta in genere solo la formula di Viete), e hanno a mio avviso anche un contenuto di valenza storica.
Le formule di BBP e Pignatelli, come più volte enunciato, hanno la caratteristica di esprimere altre modalità (arrivando a cinque, e non a mille) per legare π in funzione di φ, oltretutto in forma esplicita, anche rispetto alla famosa formula di Ramanujan e Hardy, l'unica qui ora proposta, e che deve la sua notorietà esclusivamente al fatto di legare queste due importanti costanti irrazionali. --111angelo111 (msg) 23:30, 18 ago 2024 (CEST)[rispondi]
[↓↑ fuori crono] ok, riformulo: di queste formule esistono solo quelle citate in voce e quelle che vuoi aggiungere o ne esistono, ad esempio, centinaia? Le peculiarità delle formule di BBP e Pignatelli (legare π in funzione di φ, oltretutto in forma esplicita..) sono attestate da fonti secondarie o è i lettore (esperto) che le deve dedurre? --ignis scrivimi qui 08:16, 19 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Buongiorno. Alle tue domande: 1. esistono solo quelle che ho riportato. Considerando formule che legano costanti irrazionali con termini interi (quindi non irrazionali) e funzioni non trascendenti (come la famosa identità di Eulero, per capirci). Non avrebbe molto interesse la nota formula , o provocatoriamente (ricordando alcuni esercizi speculativi proposti in questa discussione) una formula del tipo con , quindi decisamente irrazionale e probabilmente trascendente.
Alla tua seconda domanda:
Le formule di Servi sono note, tant'è che sono già presenti in forma monografica alla pagina Wiki https://en.wikipedia.org/wiki/Nested_radical al paragrafo "Infinitely nested radicals" (dove si riporta lo stesso articolo qui citato), quindi assumo (ma chiunque può approfondire) che siano state verificate le fonti secondarie. Mi stupisce che ciò non sia noto ai curatori storici di questa pagina.
Le formule di Bailey, D., Borwein, P. and Plouffe sono note, tant'è che sono sono già presenti in forma monografica alla pagina Wiki https://en.wikipedia.org/wiki/Bailey%E2%80%93Borwein%E2%80%93Plouffe_formula, quindi assumo (ma chiunque può approfondire) che siano state verificate le fonti secondarie. Mi stupisce che ciò non sia noto ai curatori storici di questa pagina.
Per le formule di Pignatelli al momento non rilevo altre fonti secondarie, ma mi riservo di approfondire nei prossimi giorni. Vale la pena ricordare qui, così come esprimevo nel mio post precedente, che le fonti secondarie hanno necessità soprattutto in altri campi dello scibile soggetto ad interpretazioni, tant'è che nella pagina https://it.wikipedia.org/wiki/Teknopedia:Fonti_attendibili una fonte secondaria è definita (visibile andando sopra con il mouse sulla voce "fonti secondarie" alla fine del paragrafo "Quali fonti hanno la precedenza?"): "Una fonte secondaria in storiografia e in filologia è uno scritto in cui si descrive, discute, interpreta, commenta, analizza, riassume una o più fonti primarie basandosi usualmente anche sulla consultazione di altre fonti secondarie".
Sempre sull'argomento, alla pagina https://it.wikipedia.org/wiki/Fonte_secondaria, in fondo al paragrafo "Descrizione" si riporta "Molti studiosi hanno discusso sulla difficoltà nella produzione di fonti secondarie dalla "informazione originale" che è stata fatta in passato. Lo storico/filosofo Hayden White ha scritto molto sui modi con cui le strategie retoriche degli storici costruiscono la narrazione del passato, e quale sorta di assunzioni circa tempi ed eventi sono incastrati nella vera struttura della narrazione storica. In ogni caso, la questione dell'esatta relazione fra "fatti storici" e il contenuto della "storia scritta" è stato argomento di discussione fra gli storici fin dalla fine del XIX secolo, quando molto della moderna professione di storico doveva ancora venire. Come regola generale, gli storici moderni preferiscono risalire alle fonti primarie disponibili oppure cercarne di nuove, perché le fonti primarie, che siano accurate o meno, offrono nuovi spunti alla ricerca storica. Perciò molta parte della storiografia moderna ruota attorno ad un utilizzo massiccio di archivi, mirato ad individuare nuove fonti primarie utili. D'altro canto, molti progetti di ricerca non avanzati sono limitati a materiale costituito da fonti secondarie.". Di nuovo si rileva la necessità di fonti secondarie in ambiti storici, e inoltre, anche in questi ambiti si riporta che "gli storici moderni preferiscono risalire alla fonti primarie." --111angelo111 (msg) 09:49, 19 ago 2024 (CEST)[rispondi]
non citare wikipedia come fonte per favore :-) Comunque sentiamo anche gli altri cosa dicono. --ignis scrivimi qui 10:21, 19 ago 2024 (CEST)[rispondi]
D'accordo.
Citazioni per le formule di Servi sulle formule di radici annidate:
Scheinerman, Edward R. (2000), "When close enough is close enough", American Mathematical Monthly, 107 (6): 489–499, doi:10.2307/2589344, JSTOR 2589344, MR 1766736
Euler, Leonhard (2012). Elements of algebra. Springer Science & Business Media. Chapter VIII.
Landau, Susan (July 16, 1993). "A note on 'Zippel Denesting'". CiteSeerX 10.1.1.35.5512. Retrieved August 23, 2023.
Berndt, Bruce; Chan, Heng; Zhang, Liang-Cheng (1998). "Radicals and units in Ramanujan's work" (PDF). Acta Arithmetica. 87 (2): 145–158. doi:10.4064/aa-87-2-145-158.
Landau, Susan (1992). "Simplification of Nested Radicals". 30th Annual Symposium on Foundations of Computer Science. Vol. 21. SIAM. pp. 85–110. CiteSeerX 10.1.1.34.2003. doi:10.1109/SFCS.1989.63496. ISBN 978-0-8186-1982-3. S2CID 29982884.
Gkioulekas, Eleftherios (2017-08-18). "On the denesting of nested square roots". International Journal of Mathematical Education in Science and Technology. 48 (6): 942–953. Bibcode:2017IJMES..48..942G. doi:10.1080/0020739X.2017.1290831. ISSN 0020-739X. S2CID 9737528.
Servi, L. D. (April 2003). "Nested Square Roots of 2". The American Mathematical Monthly. 110 (4): 326–330. doi:10.1080/00029890.2003.11919968. ISSN 0002-9890. S2CID 38100940.
Nyblom, M. A. (November 2005). "More Nested Square Roots of 2". The American Mathematical Monthly. 112 (9): 822–825. doi:10.1080/00029890.2005.11920256. ISSN 0002-9890. S2CID 11206345.
Herschfeld, Aaron (1935). "On Infinite Radicals". The American Mathematical Monthly. 42 (7): 419–429. doi:10.2307/2301294. ISSN 0002-9890. JSTOR 2301294.
Citazioni per le formule di Bailey, D., Borwein, P. and Plouffe, dette in letteratura BBP-formulas:
Bailey, David H.; Borwein, Peter B.; Plouffe, Simon (1997). "On the Rapid Computation of Various Polylogarithmic Constants". Mathematics of Computation. 66 (218): 903–913. doi:10.1090/S0025-5718-97-00856-9. hdl:2060/19970009337. MR 1415794.
Gourdon, Xavier (12 February 2003). "N-th Digit Computation" (PDF). Retrieved 4 November 2020.
Weisstein, Eric W. "Digit-Extraction Algorithm". MathWorld.
"PiHex Credits". Centre for Experimental and Constructive Mathematics. Simon Fraser University. March 21, 1999. Archived from the original on 2017-06-10. Retrieved 30 March 2018.
Weisstein, Eric W. "BBP Formula". MathWorld.
Bailey, David H.; Borwein, Jonathan M.; Borwein, Peter B.; Plouffe, Simon (1997). "The quest for pi". Mathematical Intelligencer. 19 (1): 50–57. doi:10.1007/BF03024340. MR 1439159. S2CID 14318695.
Bailey, David H. (8 September 2006). "The BBP Algorithm for Pi" (PDF). Retrieved 17 January 2013. --111angelo111 (msg) 10:53, 19 ago 2024 (CEST)[rispondi]
D'accordo, sentiamo gli altri cosa dicono :-) --111angelo111 (msg) 10:54, 19 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Aggiungo i link agli articoli citati:
Servi, L.D. (2003) Nested Square Roots of 2. The American Mathematical Monthly, 110, 326-330. https://doi.org/10.2307/3647881
Bailey, D., Borwein, P. and Plouffe, S. (1997) On the Rapid Computation of Various Polylogarithmic Constants. Mathematics of Computation, 66, 903-913. https://doi.org/10.1090/S0025-5718-97-00856-9
Pignatelli, A. (2024) Simple Formulas of π in Terms of Φ. Journal of Applied Mathematics and Physics, 12, 1904-1918. https://doi.org/10.4236/jamp.2024.125117 --111angelo111 (msg) 23:00, 18 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Aggiungo i link agli articoli citati:
Servi, L.D. (2003) Nested Square Roots of 2. The American Mathematical Monthly, 110, 326-330. https://doi.org/10.2307/3647881
Bailey, D., Borwein, P. and Plouffe, S. (1997) On the Rapid Computation of Various Polylogarithmic Constants. Mathematics of Computation, 66, 903-913. https://doi.org/10.1090/S0025-5718-97-00856-9
Pignatelli, A. (2024) Simple Formulas of π in Terms of Φ. Journal of Applied Mathematics and Physics, 12, 1904-1918. https://doi.org/10.4236/jamp.2024.125117
--111angelo111 (msg) 09:49, 19 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Rispondo qui sotto al recente post di @.mau. che compare circa tre pagine sopra. Tra le righe, non posso non notare una discriminazione soggettiva e autocratica tra le formule "utili" e quelle reputate "inutili", anche tra quelle in cui dichiara siano formule importanti, come le BBP (non BBF), che sono anche citate da fonti secondarie, la cui caratteristica di enciclopedicità dovrebbe essere oggettiva. Tale notazione viene anche confermata dall'autoreferenza con cui sono state fatte le ultime modifiche (e probabilmente non sono le uniche) a valle dell'ultima modifica di @Ignisdelavega, che intimava a tutti di non fare altre modifiche se non prima discusse in questa pagina. Tali modifiche (qui riportate in fondo al post) riguardano le annunciazioni di aver calcolato un certo numero di cifre di π, tra l'altro riportando una sola fonte primaria, spesso neanche un articolo ma un banale blog. E questo nonostante in questa stessa pagina di discussione, sopra alla voce "Storia", @Sandrobt avesse chiaramente espresso "La sezione Storia al momento è strapiena dei nomi di quelli che hanno calcolato un tot di numeri di Pi Greco. L'enciclopedicità di molte di quelle informazioni secondo me è prossima allo zero, specie per quelle più recenti visto che è più che normale che con computer sempre più potenti si calcolino sempre più cifre.. (quale sia l'utilità di calcolare tutte quelle cifre poi è un mistero..)".
Ora, anch'io o @Sandrobt avremmo potuto annullare queste modifiche, ma evidentemente l'approccio è meno aggressivo e autocratico.
Mi chiedo: per questi contenuti non sono richieste fonti secondarie, caratteristica di enciclopedicità, e basta che siano dichiarate in un blog? E 5 formule al mondo che oggi legano π in funzione di φ (incluse la Ramanujan-Hardy, BBP e Pignatelli) sarebbero meno enciclopediche e hanno bisogno invece di fonti secondarie?
Attendo risposte a queste domande, e a quelle poste sopra da @Ignisdelavega. Gentilmente, rispondendo sotto in sequenza, così ne facilitiamo la lettura, grazie.
ULTIME MODIFICHE DELLA PAGINA - AGGIUNTE:
-21 marzo 2022 - Emma Haruka Iwao dei Google Labs ha calcolato
100 000 miliardi di cifre in 158 giorni, usando y-
cruncher.[1]
-14 marzo 2023 - Jordan Ranous, Kevin O’Brien e Brian Beeler
annunciano di aver calcolato 105 000 miliardi di cifre
in 75 giorni, usando y-cruncher.[2]
28 giugno 2024 - Jordan Ranous, Kevin O’Brien e Brian Beeler annunciano di aver calcolato 202 112 290 000 000 cifre in 104 giorni, usando y-cruncher.[3] --111angelo111 (msg) 18:59, 19 ago 2024 (CEST)[rispondi]
  1. ^ {{cita
    web|url=https://cloud.google.com/blog/products/compute/calculating-
    100-trillion-digits-of-pi-on-google-cloud/|titolo=Even more pi in
    the sky: Calculating 100 trillion digits of pi on Google
    Cloud|data=9 giugno 2022| autore=Emma Haruka Iwao|accesso=18 agosto
    2024}}
  2. ^ {{cita
    web|url=https://www.storagereview.com/review/storagereview-
    calculated-100-trillion-digits-of-pi-in-54-days-besting-google-
    cloud|titolo=105 Trillion Pi Digits: The Journey to a New Pi
    Calculation Record|data=13 marzo 2023|autore=Jordan
    Ranous|accesso=18 agosto 2024}}
  3. ^ Jordan Ranous, StorageReview Lab Breaks Pi Calculation World Record with Over 202 Trillion Digits, su storagereview.com, 28 giugno 2024. URL consultato il 18 agosto 2024.

[ Rientro] [@ Ignisdelavega] Quello che penso io è che è stato perso già troppo tempo. Abbiamo un utente in palese conflitto di interesse (non dichiarato), col supporto di altrettanto palese sock/meatpuppet, che ha aggiunto in più voci delle sue formule con scarsa se non nulla rilevanza nel campo e pubblicate in una rivista sconosciuta di una casa editrice predatoria. In più queste aggiunte non sono state fatte su argomenti semisconosciuti su cui ci sarebbe poco da scrivere, ma su voci su cui sono stati scritti centinaia di libri e quindi su cui ci sarebbe eventualmente un'infinità di cose più rilevanti da aggiungere. Queste aggiunte sono state annullate prima da me e poi ripetutamente da Mat4free e normalmente la questione si sarebbe chiusa qui, ma l'utente le ha reinserite più volte in editwar e un admin (agendo in modo imho molto approssimativo) ha rifiutato la protezione e anzi ha lasciato le aggiunte minacciando blocchi in caso di altre modifiche non condivise, per cui eccoci qua a perder tempo con queste formule ancora in ns0 10 giorni dopo (su Sezione aurea, un'altra voce con una certa visibilità).--Sandro_bt (scrivimi) 15:12, 20 ago 2024 (CEST)[rispondi]

francamente comincio ad essere stanco di continue illazioni e attacchi sul personale. Io vorrei parlare di contenuti matematici, ma qui sembra impossibile. Non credo sia questo l'ideale della libera Enciclopedia. --111angelo111 (msg) 15:32, 20 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Rispondo alla domanda "di queste formule esistono solo quelle citate in voce e quelle che vuoi aggiungere o ne esistono, ad esempio, centinaia?" di [@ Ignisdelavega]. Come ho già scritto sopra di formule (senza ulteriori specifiche) che legano e (e più in generale, due numeri qualunque) ne esistono sempre di infinite (con cardinalità abbastanza alta, almeno del continuo direi), sopra ne ho riportati dei semplici esempi. Specificando dei vincoli sul tipo di formula ovviamente la cardinalità dell'insieme delle fomrule si restringe, ma, l'ho chiesto sopra all'utente senza ottenere risposta, non ho visto finora nessuna specifica precisa sul tipo di formula che si cerca (a parte un qualche vago e impreciso riferimento all'algebricità) né alcuna dimostrazione che, sotto opportune ipotesi, esistono solo un numero finito di formule, men che meno che esistono solo quelle riportate.
Specifico di essere completamente d'accordo con tutto quel che è stato scritto da .mau. e sandrobt. In particolare, come ho già scritto, sull'autorevolezza della rivista fonte delle formule di Pignatelli.
In generale nell'ordine per me la rilevanza delle formule è BBP, Servi, Pignatelli. Io non metterei nessuna (vedi anche discussione seguente), ma se proprio vogliamo, sarei solo per BBP (almeno la rivista della fonte è buona anche se non top e del resto ha una voce tutta sua).
[@ 111angelo111] L'enciclopedicità è assolutamente una questione soggettiva (come la rilevanza, come l'importanza, come la bellezza, come l'eleganza, ecc.), è inutile che continui a scrivere che le tue posizioni sono oggettive mentre quelle degli altri sono soggettive. Sono tutte soggettive, punto, è così che funziona e va bene così ce ne facciamo tutti una ragione. Esistono alcune cose oggettive ovviamente (i dati, per la cronaca), ma comunque la loro interpretazione rimane soggettiva (principio base della statistica). Ma non è questo il punto del discorso. Stiamo discutendo dell'enciclopedicità (che ripeto essere una questione soggettiva personale) e vari utenti non sono d'accordo (e ne hanno espresso i motivi che ogni altro può o meno condividere) sull'enciclopedicità di tali formule aggiunte. Al momento il consenso mi sembra sia orientato in questa direzione, puoi provare ulteriormente a convincere tutti del contrario qui in questa pagina, ma poi si accetta il risultato del consenso.
[@ 111angelo111] Rispondo infine a quanto hai scritto sopra qualche giorno fa.
"non è in contraddizione su quanto ho esposto come razionali di bellezza che non sono miei" lo è quando affermi che "definire dei razionali per identificare una qualità di bellezza di una formula"; con questo criterio chiaramente 1+1=2, 1+2=3, 2+3=5, ecc. (che sono perfino interi!) sono tutte molto più belle dell'identità di Eulero. (Aggiungo che nello stesso articolo delle scienze da te citato l'ultima serie che lega a è ritenuta particolarmente poco elegante eppure è coinvolge solo numeri razionali.)
"penso trascuri il fatto che al tempo l'algebra non esisteva" è completamente irrilevante, forse non mi sono spiegato abbastanza bene, ma stavo solo esponendo il fatto che la sensibilità estetica e il gusto del bello del semplice e dell'elegante, oltre a essere del tutto soggettivi, cambiano con la cultura e il periodo storico. Aggiungo anche che il sistema decimale si è imposto (anche sul sistema geometrica greco) non perché più bello, ma perché più efficiente nella pratica (motivi del tutto utilitaristici e non estetici o filosofici, a parte la scelta della base che è stata con buona probabilità abbastanza "casuale").
"In modo più oggettivo esprimono proprietà che si integrano a quelle storicamente note" come infinite altre, ma il punto è proprio questo, perché queste sì e infinite altre no? Da cui la mia, soggettivissima io non lo nego come fai tu (ma condiviso da molti colleghi), classificazione di "giochi enigmistici", anche l'enigmistica esprime delle relazioni oggettive tra parole di una lingua (tra le tante possibili). Mi sembra perfettamente pertinente come parallelo e non ha nulla di denigratorio, vuole solo esprimere la non enciclopedicità (e non rilevanza nella ricerca) delle relazioni riportate.
"è evidente che la tua percezione di enciclopedicità di formule sia decisamente soggettiva e polarizzata" che è soggettiva l'ho sempre espresso come il fatto che lo è anche la tua e quella di chiunque altro, repetita iuvant; che sia "polarizzata" non capisco cosa intendi, forse intendi che è diversa dalla tua opinione? Di che polo o poli parli?
"Probabilmente con questa logica avresti censurato anche la formula di Ramanujan e Hardy, che guarda caso deve la sua notorietà proprio per essere la prima formula della storia che lega queste due costanti." Se non fosse stata la prima sicuramente non l'avrei considerata enciclopedica e anche così ho le mie perplessità in proposito, ma gli autori sono particolarmente importanti e c'è stata un po' di notorietà storica della formula, quindi alla fine la posso accettare, anche se non del tutto convintamente (comunque fosse per me, sì, come stiamo discutendo sotto, la toglierei e non sono il solo mi sembra). Ma non vedo il problema in questo, è, come al solito, la mia opinione, anche non la ritenessi enciclopedica dove sarebbe il problema? Questo inficierebbe le mie altre opinioni? Non ho capito che vorresti suggerire con questa frase.--Mat4free (msg) 18:14, 20 ago 2024 (CEST)[rispondi]
CONCLUDENDO: in merito all'ultimo post, sul numero di formule che legano legano pi greco e la sezione aurea, ho già risposto, si trova qui sopra, non mi ripeterò, né ricopierò post già fatti qui sotto. La questione si conclude qui. Prendo atto che le formule di Pignatelli non abbiano al momento fonti secondarie, essendo "fresche". Non capisco però il rigetto delle formule di Sergi e BBP, che hanno fonti secondarie, e addirittura entrambe una pagina monografica su WiKi (forse dovremmo chiederne la cancellazione di quelle pagine perché non enciclopediche? By the way, vi lascio, con la vostra pagina e le vostre solide certezze. --111angelo111 (msg) 20:15, 20 ago 2024 (CEST)[rispondi]

(questo vale anche per Sezione aurea, non ho voglia di scrivere due volte)

Tutta la sottosezione "Applicazioni / Analisi" è da rivedere. Per prima cosa, se eccettuiamo gli integrali non ci sono applicazioni ma solo formule come sviluppo infinito; in secondo luogo ci sono letteralmente infiniti sviluppi in serie, e non ha senso parlarne nella voce su pi greco (se volete fare una voce apposta Sviluppi in serie legati a pi greco liberissimi di farlo).

Terrei quindi nella sottosezione solo gli integrali, l'identità di Eulero e Γ, e creerei una sezione "Principali formule in serie infinita" dove gli unici sviluppi che terrei sono:

  • Viéte, il primo trovato in occidente
  • Leibniz (che poi sarebbe Madhava-Leibniz-Gregory), la prima trovata in assoluto
  • Madhava, sempre per ragioni storiche
  • Wallis, di nuovo per ragioni storiche
  • ζ(2) (ma non ζ(4); tutte le ζ(2n) sono poi simili)

anche la BBF è carina ma non ha senso in una voce su π. -- .mau. ✉ 17:40, 13 ago 2024 (CEST)[rispondi]

Completamente d'accordo. Pensavo la stessa cosa.--Mat4free (msg) 17:21, 14 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Condivido.--Sandro_bt (scrivimi) 16:09, 15 ago 2024 (CEST)[rispondi]

Discriminazioni

[modifica wikitesto]

È tutto molto interessante. [@ 111angelo111] è evidentemente un utente molto esperto delle formule di Pignatelli, visto che è l'unico argomento di cui scrive su Teknopedia (Sì, parla anche delle formule di Servi e della BBP. ma tutte queste sono citate nell'articolo di Pignatelli). Evidentemente è un esegeta molto attento e anche molto rapido, considerato che l'articolo di Pignatelli è apparso quest'anno.

L'utente in questione mi taccia di "una discriminazione soggettiva e autocratica" rispetto alle formule, senza nemmeno accorgersi che - a differenza di quello che ha fatto lui - io ho semplicemente messo un commento in discussione e non ho toccato la sezione: d'altra parte il concetto di "soggettivo" è a sua volta molto soggettivo, considerando che ci sono altre due persone che hanno concordato.

L'utente in questione si lamenta che io abbia aggiornato la cronologia dei record: per quanto mi riguarda la cronologia si può anche togliere lasciando semplicemente il record attuale, ma finché c'è non può essere lasciata a un dato sbagliato. (Il "blog", tra l'altro, è il sito di chi ha fatto il record e quindi dà più notizie, ma basta usare https://www.techradar.com/pro/they-did-it-again-tech-publisher-keeps-on-breaking-pi-calculation-world-record-they-almost-doubled-the-previous-one-reaching-202-trillion-digits-in-100-days-and-used-15pb-of-ssd-storage )

L'utente in questione non ha ancora esplicitamente affermato di non avere nulla a che fare con l'Angelo Pignatelli che ha pubblicato l'articolo di cui lui è esegeta. (Tutte le aggiunte che ho fatto non hanno nulla a che fare con il sottoscritto, perché in caso contrario avrei segnalato il mio conflitto di interessi).

Sì, sto discriminando. A me della singola voce interessa poco: a me interessa dell'enciclopedia. -- .mau. ✉ 14:21, 20 ago 2024 (CEST)[rispondi]

Sono Angelo Mucciante, e a questo punto potrei anche chiedere chi è l'interlocutore Mau, che ogni volta sia corto di risposte nei contenuti cerca un attacco nel personale. Quello che ho affermato non mi sembra sia stato smentito. Attendo risposte sull'argomento Annullamento formule Pignatelli e Servi in corso di verifica di consenso. Anche a me interessa la libera Enciclopedia (concetto per alcuni controverso). --111angelo111 (msg) 14:56, 20 ago 2024 (CEST)[rispondi]
riportiamo sul merito la discussione. Circa le formule di Pignatelli visto che al momento non rilevo altre fonti secondarie non possono essere inserite. Sul resto vediamo gli altri cosa dicono --ignis scrivimi qui 14:58, 20 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Niente promozione su Teknopedia, non è questo il posto. --M/ 15:00, 20 ago 2024 (CEST)[rispondi]
direi che questo taglia la testa al toro --ignis scrivimi qui 15:57, 20 ago 2024 (CEST)[rispondi]
Chi sono io è indicato nella mia pagina utente (da una ventina d'anni). -- .mau. ✉ 16:06, 20 ago 2024 (CEST)[rispondi]