Pietre d'inciampo in Valle d'Aosta
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La lista delle pietre d'inciampo in Valle d'Aosta contiene l'elenco delle pietre d'inciampo (in tedesco Stolpersteine) posate nella regione. Esse commemorano le vittime della persecuzione del regime nazista nell'ambito di un'iniziativa dell'artista tedesco Gunter Demnig estesa a tutta l'Europa.
Provincia di Aosta
[modifica | modifica wikitesto]Aosta
[modifica | modifica wikitesto]Pietra d'inciampo | Cenni biografici | |||
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Data di posa | Luogo di posa | Stolpersteine | Incisione | |
26 gennaio 2022 | Corso Battaglione, 169 ingresso Questura 45°44′00.63″N 7°18′17.53″E |
QUI ERA IN SERVIZIO
CAMILLO RENZI NATO 1903 ARRESTATO 16.8.1944 DEPORTATO 1944 DACHAU ASSASSINATO 13.2.1945 |
Mugnano del Cardinale, 1 aprile 1903 - Dachau, 12 febbraio 1945), si laurea in giurisprudenza nel 1925 a Napoli. L’anno successivo entra in Polizia col grado di commissario di Pubblica Sicurezza prestando servizio a Genova, Roma e Torino, dove dal giugno 1928, è addetto alla sicurezza della principessa Maria Josè di Savoia. Insignito "Cavaliere" dell’Ordine della Corona d'Italia nel 1932, è poi "Ufficiale" nel 1940. Nel dicembre del 1932 si iscrive "obbligatoriamente" al PNF, sposa Franca Scaramellino l'anno successivo. Nel 1943 seguita la futura regina ad Aosta, rifiuta l’offerta di riparare in Svizzera con lei e riprende servizio a Napoli, ma è nuovamente inviato alla questura di Aosta. Dalla sua posizione privilegiata diviene prezioso collaboratore delle formazioni partigiane, offre aiuto ad ebrei ed antifascisti. Scoperto è arrestato con la moglie ed entrambi deportati nel Reich destinato a Dachau dove muore il 12 febbraio 1945. La moglie, internata a Ravensbrück, sopravvive provata nel fisico e nella psiche dalla tremenda esperienza.
Camillo Renzi (Riconosciuto partigiano combattente caduto. La questura di Aosta ha intitolato alla sua figura un'ala dell'edificio. Nel 2002 gli è stata intitolata la scuola elementare del paese natio.[1] |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Camillo Renzi, su intranet.istoreto.it. URL consultato il 27 luglio 2023.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (DE) Sito ufficiale dell'iniziativa, su stolpersteine.com. URL consultato il 28 luglio 2023 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2014).