Hernando de Talavera

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Hernando de Talavera
O.S.H.
arcivescovo della Chiesa cattolica
Juan de Valdés Leal: Fray Hernando de Talavera (c. 1656-1657), Museo de Bellas Artes de Sevilla.
 
TitoloGranada
Incarichi ricoperti
  • Vescovo di Ávila (26 agosto 1485 - 23 gennaio 1493)
  • Amministratore apostolico di Salamanca (11 agosto 1483 - 26 agosto 1485)
  • Confessore della regina Isabella I di Castiglia (1475-1492)
 
NatoTalavera de la Reina, Spagna, 1428
DecedutoGranada, Spagna, 14 maggio 1507
 

Hernando de Talavera (Talavera de la Reina, 1428Granada, 14 maggio 1507) è stato un arcivescovo cattolico spagnolo, monaco dell'ordine di San Girolamo, di origine converso, arcivescovo di Granada e confessore della regina Isabella I di Castiglia.

Intorno al 1458, Hernando si laureò in teologia all'università di Salamanca, diventando priore del monastero del Prado nei pressi di Valladolid e confessore reale della regnante regina Isabella I di Castiglia (1474–1504). Hernando de Talavera fu anche amministratore finanziario del vescovado di Salamanca (1483–1485), vescovo di Ávila (1485–1493), e arcivescovo di Granada (1492–1507), che fu fondata dopo la conquista dell'emirato moresco di Granada.

L'ascendenza di Hernando non è nota con certezza, anche se ciò non è inusuale in un periodo in cui le sanzioni sui discendenti degli ebrei erano severe, e la documentazione fraudolenta ("comprovare" nessun antenato ebraico) era comune.[1] Secondo le accuse rivoltegli dall'inquisizione spagnola, quando era arcivescovo di Granada, Hernando de Talavera era figlio del signore di Oropesa (Toledo), imparentato con il gran maestro dell'ordine di Santiago ed il figlio bastardo di una madre ebrea, generato da re Alfonso XI di Castiglia.[senza fonte]

Hernando può anche essere stato il figlio di Don García, signore di Talavera de la Reina, nato intorno al 1370 e che morì nel 1429 ebreo di sangue reale. Hernando può essere invece stato il figlio di Don Fernando, nato intorno al 1390, che avrebbe avuto una relazione con una donna ebrea di Oropesa, nei pressi di Talavera de la Reina, e chi sarebbe stato promosso al I conte di Oropesa dopo il 1475 dalla regina Isabella.[senza fonte]

Arcivescovo di Granada

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Nella Granada appena conquistata, la popolazione era di religione musulmana; il loro diritto di praticare la loro religione fu garantito dalle condizioni della resa di Granada. L'obiettivo di Hernando era di convertire questi musulmani alla cristianità pacificamente, spiegando loro, nella loro lingua poiché pochi conoscevano il castigliano, la natura della religione cristiana e la sua superiorità sull'Islam. Per facilitare ciò promosse lo studio dell'arabo, una lingua che imparò egli stesso. A lui dobbiamo la prima grammatica di arabo in spagnolo e il primo dizionario bilingue spagnolo-arabo-spagnolo, i primi libri a stampa in cui venivano usate lettere arabe; questi sono stati scritti dal confessore di Hernando, Pedro de Alcalá. Non permise all'inquisizione di operare a Granada. Era molto popolare tra i musulmani granadini, ma le conversioni al cristianesimo furono poche. Fu rimpiazzato come arcivescovo di Granada nel 1499/1500 (la data esatta e sconosciuta) dall'intollerante Francisco Jiménez de Cisneros, che aveva sostituito Hernando come confessore della regina Isabella. Per Cisneros, il programma di Hernando di istruzione cristiana per i mori era "dare perle ai maiali" e fu abbandonato.[2] Il conflitto armato tra i mori e i conquistatori cristiani si palesò presto, dando a Cisneros l'occasione di proibire la pratica dell'Islam, in contraddizione con le condizioni della resa della città. Ciò iniziò il processo che avrebbe portato nel 1566 alla proibizione dell'abbigliamento arabo e musulmano, la rivolta di Las Alpujarras del 1568–1571, seguito dall'esilio interno e infine dall'espulsione nel 1609-1610 dei cristiani discendenti dai musulmani.

Azioni dell'Inquisizione

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Dopo la morte della sua protettrice, la regina Isabella, nel 1504, fu denunciato dall'Inquisitore Diego Rodríguez de Lucero per eresia e apostasia, più specificamente la sua opposizione all'Inquisizione stessa (che precedette la sua nomina ad arcivescovo). Amici e membri della sua famiglia furono arrestati. Fu difeso da papa Giulio II, e Cisneros liberò tutti gli arrestati nel 1507, anno in cui morì Hernando.

Nella cultura di massa

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  1. ^ Albert A. Sicroff, Los estatutos de limpieza de sangre : controversias entre los siglos XV y XVII, traduzione di Mauro Armiño, Newark (Delaware), Juan de la Cuesta, 2010, ISBN 1-58871-177-3.
  2. ^ Daniel Eisenberg, Cisneros y la quema de los manuscritos granadinos, vol. 16, n. 2, Journal of Hispanic Philology, 1992, p. 107–124.
  • Fernández de Madrid, A ; Martínez Medina, Fco J. ; Olmedo, Félix G. "Vida de Fray Fernando de Talavera: primer Arzobispo de Granada". [Granada]: Universidad de Granada, 1992
  • Fradejas Lebrero, J. “Bibliografía crítica de fray Hernando de Talavera”. En: Pensamiento medieval Hispano: homenaje a Horacio Santiago-Otero / coord. por Jose María Soto Rábanos, v. 2, 1998, pp. 1347–1358.
  • Herrero del Collado, T. “El proceso inquisitorial por delito de herejía contra Hernando de Talavera”. En: Anuario de historia del derecho español, núm. 39, 1969, pp. 671–706
  • Iannuzzi, I. “La biografía del reformista fray Wyn Hernando en tiempos de Carlos V”. En: Carlos V europeísmo y universalidad: [congreso internacional, Granada mayo 2000] / coord. por Francisco Sánchez-Montes González, Juan Luis Castellano Castellano, v. 5, 2001, pp. 315–328
  • Henry Kamen, The Spanish Inquisition: A Historical Revision, Yale University Press, 1º gennaio 2014, ISBN 978-0-300-18051-0.

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