Centro storico di Barletta

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Voce principale: Barletta.
Centro storico
Il castello di Barletta domina la visuale sul centro storico
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione  Puglia
Provincia  Barletta-Andria-Trani
Città Barletta
Superficie3,8 km²
Abitanti8 643 ab.
Densità2 274,47 ab./km²

Il centro storico di Barletta è la parte della città racchiusa dalle mura medievali a mare e dalle vie di circonvallazione a nord.

Borghi fondanti

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Apparso per la prima volta nella tavola peutingeriana con il nome di "Bardulos", il nucleo storico di Barletta è estremamente stratificato. L'attuale centro storico, murato e sviluppatosi solo a partire dall'anno mille, grazie all'opera dei Normanni, conserva ancora oggi un nucleo primitivo, identificabile con il complesso paleocristiano posto nei sotterranei della Cattedrale di Barletta.

Indicazione di Bardolos in epoca romana

.

Durante il Medioevo Barletta era suddivisa in 6 pittaggi: Pittaggio di Santa Maria, Pittaggio di San Giacomo, Pittaggio dei Carrozzieri, Pittaggio di San Lazzaro, Pittaggio Marsicano, Pittaggio del Sepolcro. La suddivisione odierna conserva individua tre grandi borghi :

via duomo, una delle entrate al borgo.

È il borgo più antico e rappresenta il luogo dove i Normanni dall'anno mille in poi edificarono la moderna barletta, fino ad allora solo un villaggio di poca importanza.

Il borgo ospita il complesso religioso più antico della città, sotto l'attuale Duomo di Barletta.

È il borgo meglio conservato della città.

La Torre dell'orologio della chiesa di San Giacomo.
La chiesa di Sant'Agostino insieme all'ex ospedale segna il confine tra centro storico e Settefrati.

È l'ultimo lembo di centro storico, prima del novecentesco quartiere di Settefrati. Si sviluppò quale borgo satallite di Santa Maria, grazie all'arrivo degli abitanti di Canne della Battaglia a Barletta. I suoi confinano vanno da piazza plebiscito all'ex ospedale di Barletta.

Monumenti
Eraclio, simbolo della città e del borgo.

Rappresenta il primo ampliamento ordinato della città medievale. Il borgo si contraddistingue per i grandi palazzi nobiliari e per una linea urbanistica uniforme, che ha dato identità al quartiere, tramite 7 strade perfettamente perpendicolari. Alla prima estremità troviamo il corso principale, all'altra via cialdini, ovvero la strada dei conventi e dei monasteri.

Monumenti
Piazza Plebiscito
La chiesa di San Geatano posta in piazza plebiscito.

Fa da cerniera fra San Giacomo e Sette Rue. Al centro della piazza c'è il monumento alla Madonna. È impreziosita da numerosi palazzi nobiliari.

Piazza Duomo
Piazzo Duomo con la Cattedrale sullo sfondo.

Si sviluppa davanti e sul retro del Duomo di Barletta e domina la visuale sul Castello.

Piazza S.S Trinità

Attualmente è uno slargo utilizzato dagli autobus extraurbani, ma in futuro è prevista la creazione di una nuova piazza che faccia da raccordo tra Settefrati e il centro storico.

Piazza Monte di Pietà

È l'unica piazza di Sette Rue, posta alla fine di via Nazareth. La piazza fa da sfondo al complesso barocco del Monte di Pietà, includendo il palazzo della Prefettura.

Piazza Marina

È la piazza che domina il borgo marinaro di Santa Maria. Ospita l'omonima porta del 1750. Al centro c'è una fontana del '500.

Piazza della Sfida
Il monumento di Arturo Boccassini inaugurato nel 1930 al centro della piazza.

È posta alla estremità di Santa Maria, di fronte la Cantina della Sfida, su via cialdini.

Piazza 13 febbraio 1503
Il Monumento della Disfida che domina la piazza.

È la piazza che collega il centro storico alle moderne periferie di Barletta. Ospita la Casa natale di Carlo Maria Giulini.

Piazza Principe Umberto

Sorge nel borgo di San Giacomo. Sullo sfondo troviamo l'ex ospedale e la Chiesa di Sant'Agostino (Barletta).

Corso Vittorio Emanuele, corso Garibaldi e via Cavour
Corso Vittorio Emanuele incrocia corso Garibaldi.

Sono le tre strade più importanti del centro storico, insieme formano un viale lungo circa 1.3 km.

Residenti famosi delle tre vie:

Soggiornò all'interno di Palazzo Marulli, posto su corso Garibaldi durante il regno di Napoli.[4]

Soggiornò all'interno di Palazzo Marulli, posto su corso Garibaldi durante il regno di Napoli.[4]

Nacque e visse fino all'adolescenza nel palazzo Castrota, posto su corso vittorio Emanuele 14.

Nacque nell'omonimo palazzo posto su corso vittorio Emanuele nel 1850. Vi trascorse l'infanzia per poi andare a Napoli.[5]

Durante il suo soggiorno in Italia per sfuggire alla persecuzione portoghese, visse per anno a Barletta,[6] nella attuale via cavour, all'epoca epicentro delle locale giudecca

Ebbe in concessione vitto e alloggio dal comune di Barletta, nell'ex convento di San Domenico, posto tra via cavour e corso garibaldi.[7]

Penisola di Sant'Orsola

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La penisola di Sant'Orsola è la parte di centro storico poggiata sul mare e costituisce il molo di ponente del porto di Barletta . Si sviluppa per circa 2 km e racchiude al suo interno il palazzo dell'ex capitaneria di porto, i resti dell'antico ponte di collegamento, l'antico stabile della Sanità Marittima e il Faro di Barletta. Il suo nome è dovuto all'isolotto artificiale omonimo, creato nel tardo medioevo per assicurare migliore sicurezza alle imbarcazioni che facevano scalo a Barletta. Nel 1800, con la creazione del nuovo porto, l'isolotto fu inglobato nel nuovo molo, andando cosí a formare, appunto, una penisola, un lembo proteso a mare. In passato l'area era interamente basolata e illuminata con lampioni liberty.

L'isolotto è riportato anche nel romanzo di Ettore Fieramosca (romanzo)[8].

  1. ^ Veronica Santoni (a cura di), Chiesa Cattedrale di Barletta, su Catalogo Generale dei Beni Culturali, 11 novembre 2021. URL consultato il 3 aprile 2024.
  2. ^ Fabio Dal Cin, Barletta, faro di atterraggio (PDF), in Il faro di Barletta, Marina Militare, luglio-agosto 2020. URL consultato il 22 maggio 2024.
  3. ^ Teatro comunale Giuseppe Curci, su I Luoghi del Cuore - Fondo Ambiente Italiano. URL consultato il 3 aprile 2024.
  4. ^ a b Palazzo De Martino, su Istituto per le Tecnologie della Costruzione - Consiglio Nazionale delle Ricerche. URL consultato il 4 aprile 2024.
  5. ^ Alberto Scerbo, Carlo Cafiero teorico dell’anarchismo italiano, in Tigor. Rivista di scienze della comunicazione e di argomentazione giuridica, 2020. URL consultato il 4 aprile 2024.
  6. ^ Barletta, su www7.tau.ac.il. URL consultato il 4 aprile 2024.
  7. ^ Raffaele Nigro, Valdemaro Vecchi, un gigante dell’editoria pugliese, su La Gazzetta del Mezzogiorno, 8 aprile 2007. URL consultato il 4 aprile 2024. Ospitato su Il Fieramosca | Portale di informazione e attualità su Barletta e dintorni.
  8. ^ Ettore Fieramosca - Romanzo (PDF), su braidense.it.

Collegamenti esterni

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