Gonni

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Gonni, pseudonimo di Iginio Gonich (anche conosciuto come Gino Gonni o Gonni Gonich; Capodistria, 1911Trieste, 2003), è stato un pittore, grafico e giornalista italiano.

Gonni nacque a Capodistria il 14 marzo 1911. Tra il 1930 e il 1931 lavorò come giornalista per L’Italia giovane, L’Umbria fascista e Il Popolo di Trieste. Tra il 1931 e il 1932 viaggiò in Austria e in Germania. Agli inizi degli anni Trenta si trasferì a Roma, dove iniziò a lavorare come grafico pubblicitario, cartellonista e pittore. Ebbe rapporti con Carlo Vittorio Testi e Filippo Tommaso Marinetti. Si unì ai futuristi, con i quali partecipò alla II Quadriennale di Roma nel 1935. L’anno seguente abbandonò il futurismo e riprese a viaggiare per l’Europa. Nel 1938 visse a Parigi, nel quartiere Montparnasse, dove venne a contatto con la pittura impressionista. Rientrato in Italia, nel 1940 venne arrestato per una “burla” ai danni di una statua e confinato ad Agnone. Nel 1942 si stabilì a Firenze. Cominciò da questo momento a tenere, quasi ogni anno, mostre personali, riscuotendo apprezzamenti da parte della critica. La sua pittura divenne un punto di passaggio tra figurativo e astratto. Espose nel 1948 alla V Quadriennale di Roma. Nell’estate del 1950, insieme a Renzo Baraldi, Ormanno Foraboschi, Beppe Lieto e altri artisti, diede vita a una sorta di cenacolo bohemien nella località di Procchio all’isola d’Elba. Continuò l’attività artistica fino alla fine degli anni Sessanta. Dal 1965 riprese l’attività giornalistica, scrivendo di arte e di viaggi su La Nazione, Il Resto del Carlino, L’Unione sarda, Il Corriere elbano, Lisola. Trascorse l’ultima parte della sua vita a Portoferraio. Sulla facciata della sua abitazione l’artista algerino Denis Martinez lasciò emblematiche pitture.

Opere di Gonni sono conservate presso il MART di Rovereto, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, le Gallerie degli Uffizi di Firenze.

Angelo Airò Farulla, Tagliente esilio. Vita segreta di Gonni, dei Merangoli Editrice, 2023