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Enrico Gotti, capitano pilota della Regia Aeronautica Italiana
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decorato con 2 medaglie d'argento e 3 medaglie di bronzo al V.M.
[modifica | modifica wikitesto]Il Capitano pilota Enrico Gotti nacque a Portomaggiore (Ferrara) il 28 maggio 1910 dal Colonnello Attilio e da Noemi Scalfo.
Egli fu nipote per via paterna del Generale M.O.V.M. Enrico Gotti di cui rinnovò il nome.
Il Capitano Gotti servi' l'Aeronautica italiana e la Patria prima sul suolo nazionale e poi come comandante di squadriglia di velivoli bombardieri S.M. 79 di stanza a Mogadiscio nel 1940, poi nel Mar Egeo e successivamente, con l'inizio della ritirata delle truppe dell'Asse dal nord Africa, fu impiegato come comandante della 263° squadriglia di aerosiluranti CANT Z 1007 bis di stanza all'aeroporto di Castelvetrano (Trapani) con il compito di osservazione, controllo ed incursione sulle coste nordafricane, principalmente Tunisia e Libia.
Fu durante una di queste incursioni, nella notte tra il 22 e il 23 marzo 1943, che il suo aereo venne attaccato da un Bristol Beaufighter VIf del 600° Squadrone della RAF di stanza a Setif (Algeria) pilotato dal tenente John Howard Turnbull quando si trovavano a 55 miglia a Nord di Cap Serrat (Tunisia) e dopo un aspro combattimento venne abbattuto con la conseguente perdita dei 5 membri dell'equipaggio.
Per le sue doti umane e le qualità di eccellente soldato ed ufficiale, il Capitano Enrico Gotti fu particolarmente amato dai suoi uomini ed a lungo ricordato.