| Struthiomimus | |
|---|---|
Calco dello scheletro di S. altus, al Rocky Mountain Dinosaur Resource Center | |
| Stato di conservazione | |
Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Superordine | Dinosauria |
| Ordine | Saurischia |
| Sottordine | Theropoda |
| Clade | †Ornithomimosauria |
| Famiglia | †Ornithomimidae |
| Genere | †Struthiomimus Osborn, 1917 |
| Nomenclatura binomiale | |
| †Struthiomimus altus (Lambe, 1902) | |
Struthiomimus (il cui nome significa "imitatore di struzzi") è un genere estinto di dinosauro teropode ornithomimide vissuto nel Cretaceo superiore, circa 78–77 milioni di anni fa (Campaniano) in quello che oggi è il Nord America occidentale. Il genere contiene una singola specie, la specie tipo Struthiomimus altus, la quale è uno dei dinosauri più piccoli e comuni ritrovati nel Parco provinciale dei Dinosauri. La loro abbondanza complessiva, oltre al becco senza denti e le lunghe zampe, suggerisce che questi animali fossero principalmente erbivori o (più probabilmente) onnivori, piuttosto che puramente carnivori.
Simili agli struzzi, agli emù e ai nandù moderni (tra gli altri uccelli), questi dinosauri probabilmente vivevano come onnivori generalisti, integrando una dieta in gran parte a base vegetale con una varietà di piccoli mammiferi, rettili, anfibi, insetti, invertebrati e qualsiasi altra cosa potessero ingoiare intera, mentre cercavano cibo.[1]
Storia della scoperta
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Nel 1901, Lawrence Lambe trovò alcuni resti incompleti, l'olotipo CMN 930, e li nominò Ornithomimus altus, collocandoli nello stesso genere del materiale precedentemente descritto da Othniel Charles Marsh nel 1890. Il nome della specie altus deriva dal latino e significa "elevato" o "nobile". Tuttavia, nel 1914, uno scheletro quasi completo (AMNH 5339) venne scoperto da Barnum Brown nel sito di Red Deer River in Alberta, spingendo O. altus ad essere descritto come il genere tipo di un nuovo sottogenere, Struthiomimus, da Henry Fairfield Osborn nel 1917.[2] Il nome del genere Struthiomimus deriva dal greco antico στρούθειος/stroutheios che significa "dello struzzo", e μῖμος/mimos, che significa "imitatore". Dale Russell fece di Struthiomimus un proprio genere nel 1972, allo stesso tempo riferendovi diversi altri esemplari: AMNH 5375, AMNH 5385, AMNH 5421, CMN 8897, CMN 8902 e ROM 1790, tutti scheletri parziali.[3] La specie tipo, S. altus, è nota da diversi scheletri e crani.[4] Nel 1916 Osborn ribattezzò anche Ornithomimus tenuis, Marsh 1890, in Struthiomimus tenuis.[2] Questo taxon è oggi considerato un nomen dubium. Nel 2016, l'esemplare ROM 1790 è stato reso l'olotipo di un nuovo genere e specie, Rativates evadens.[5]

Negli anni successivi William Arthur Parks nominò altre quattro specie di Struthiomimus: Struthiomimus brevetertius nominata nel 1926[6], Struthiomimus samueli nel 1928[7], Struthiomimus currellii nel 1933 e Struthiomimus ingens nel 1933.[8] Oggi queste specie sono state riassegnate ai generi Dromiceiomimus e/o Ornithomimus.
Nel 1997 Donald Glut menzionò il nome Struthiomimus lonzeensis.[9] Si trattava probabilmente di un lapsus calami, un errore per Ornithomimus lonzeensis (Dollo, 1903) Kuhn, 1965. Struthiomimus altus proviene dalla Formazione Oldman del tardo Campaniano.[10]
Una possibile seconda specie di Struthiomimus è nota dalla Formazione Horseshoe Canyon del primo Maastrichtiano (età Edmontoniana). Poiché la fauna dei dinosauri tende a mostrare un rapido ricambio, è probabile che questi esemplari più recenti di Struthiomimus rappresentino una specie distinta da S. altus, sebbene non sia ancora stato dato loro un nuovo nome.[10][11]
Ulteriori esemplari di Struthiomimus provenienti dalla Formazione Lance inferiore e da formazione equivalenti tendono ad essere più grandi, raggiungendo dimensioni paragonabili a quelle di Gallimimus, e tendono ad avere artigli più dritti e allungati, simili a quelli osservati in Ornithomimus. Un esemplare relativamente completo proveniente dalla Formazione Lance, l'esemplare BHI 1266, venne originariamente riferito a Ornithomimus sedens (nominato da Marsh nel 1892[12]) e successivamente classificato come Struthiomimus sedens.[13] Tuttavia, un articolo del 2015 di van der Reest et al. ha elencato l'esemplare BHI 1266 come Ornithomimus sp.[14], mentre un altro articolo dello stesso anno ha citato l'esemplare come Struthiomimus sp., in attesa di una rivalutazione di entrambi i generi.[10]
Descrizione
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Si stima che S. altus potesse raggiungere circa 4,3 metri di lunghezza e 1,4 metri d'altezza ai fianchi, per un peso di circa 150 chilogrammi.[15] Si stima che gli esemplari più grandi di S. altus potessero raggiungere un peso di circa 233,8 chilogrammi.[16] Gli esemplari appartenenti a "S." sedens misuravano circa 4,8 metri di lunghezza per un peso di 350 chilogrammi.[17] Struthiomimus aveva una corporatura e una struttura scheletrica tipiche degli ornitomimidi, differendo dai generi strettamente correlati come Ornithomimus e Gallimimus nelle proporzioni e nei dettagli anatomici.[18]
Come gli altri ornitomimidi, Struthiomimus possedeva una testa piccola sorretta da un lungo collo (che costituivano circa il 40% della lunghezza del corpo davanti al bacino).[4] I loro occhi erano grandi e le fauci sdentate. La colonna vertebrale consisteva in dieci vertebre cervicali, tredici vertebre dorsali, sei vertebre sacrali e circa trentacinque vertebre caudali (della coda).[19] Le loro code erano relativamente rigide e probabilmente utilizzate per l'equilibrio.[2] Avevano braccia e mani lunghe e snelle, con ossa dell'avambraccio immobili e opponibilità limitata tra il primo dito e gli altri due.[20] Come in altri ornitomimidi ma insolitamente tra i teropodi, le tre dita erano all'incirca della stessa lunghezza e gli artigli erano solo leggermente curvi; Henry Fairfield Osborn, descrivendo uno scheletro di S. altus nel 1917, paragonò il braccio dell'animale a quello di un bradipo.[2] Questi potrebbero essere stati adattamenti per supportare le penne delle braccia.[21] Come la maggior parte dei maniraptora, Struthiomimus era probabilmente ricoperto da piumaggio su buona parte del corpo. Struthiomimus differiva dai suoi parenti più stretti solo in sottili aspetti anatomici. Il bordo del becco superiore era concavo in Struthiomimus, a differenza di Ornithomimus, che aveva bordi del becco dritti.[11] Struthiomimus aveva mani più lunghe rispetto all'omero rispetto ad altri ornithomimidi, con artigli particolarmente lunghi.[4] I loro arti anteriori erano più robusti di quelli di Ornithomimus.[11]
Classificazione
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Struthiomimus è un membro della famiglia Ornithomimidae, un gruppo che comprende i "dinosauri struzzo", come Anserimimus, Archaeornithomimus, Dromiceiomimus, Gallimimus, Ornithomimus e Sinornithomimus. Proprio come i resti fossili di Struthiomimus furono erroneamente assegnati a Ornithomimus, anche il gruppo più ampio a cui appartengono, Ornithomimosauria, subì molti cambiamenti nel corso degli anni. Ad esempio, OC Marsh inizialmente incluse Struthiomimus in Ornithopoda, un ampio clade di dinosauri non strettamente imparentati con i teropodi.[22] Cinque anni dopo, Marsh classificò Struthiomimus nei Ceratosauria.[23][24] Nel 1891, Baur collocò il genere all'interno di Iguanodontia.[25] Ancora nel 1993, Struthiomimus fu assegnato a Oviraptorosauria.[26] Tuttavia, negli anni '90, ci furono numerosi studi che collocarono Struthiomimus all'interno di Coelurosauria.[27][28][29][30]
Riconoscendo la differenza tra gli ornitomimidi e gli altri teropodi, Rinchen Barsbold collocò gli ornitomimidi all'interno del loro infraordine, Ornithomimosauria, nel 1976.[31] La costituente di Ornithomimidae e Ornithomimosauria variava a seconda degli autori. Paul Sereno, ad esempio, usò Ornithomimidae per includere tutti gli ornitomimosauri nel 1998, ma successivamente passò a una definizione più esclusiva (solo gli ornitomimosauri più derivati) all'interno di Ornithomimosauria,[32] uno schema di classificazione che fu adottato da altri autori all'inizio del secolo in corso.
Il seguente cladogramma mostra l'analisi di Xu et al. (2011):[33]
| Ornithomimidae |
| ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Paleobiologia
[modifica | modifica wikitesto]Struthiomimus fu uno dei primi teropodi immaginati fin dall'inizio con una postura orizzontale. Osborn nel 1916 fece intenzionalmente rappresentare l'animale con la coda sollevata.[2] Questa nuova visione creò un'immagine molto più simile a quella degli odierni uccelli incapaci di volare, come lo struzzo a cui si riferisce il nome di questo dinosauro, ma solo in seguito questa visione sarebbe stata accettata per tutti i teropodi.
Dieta
[modifica | modifica wikitesto]Nel corso degli anni si è molto discusso sulle abitudini alimentari di Struthiomimus, tuttavia, per via del suo becco dritto e privo di denti l'idea prevalente è che si trattasse di un onnivoro. Similmente a struzzi, emù e nandù moderni questi dinosauri probabilmente vivevano come onnivori generalisti, integrando una dieta in gran parte a base vegetale con una varietà di piccoli mammiferi, rettili, anfibi, insetti, invertebrati e qualsiasi altra cosa potessero ingoiare intera.[1] Alcune delle teorie più fantasiose proposte suggerirono che l'animale fosse un filtratore che viveva sulle coste.[19] Per qualche tempo l'animale venne persino idealizzato come un razziatore di nidi, nutrendosi di uova, immagine che venne popolarizzata in alcune sue apparizioni nei medie, prima che questo ruolo venisse erroneamente affibbiato ad Oviraptor.[34] Altri paleontologi notarono che fosse più probabile una dieta carnivora, come la maggior parte dei teropodi con cui era classificato.[3][35] Questa teoria non è mai stata scartata, ma Osborn, che per primo descrisse e diede il nome al dinosauro, propose che probabilmente si nutrisse di gemme e germogli degli alberi, arbusti e altre piante,[18] usando gli arti anteriori per afferrare i rami e il suo lungo collo per consentirgli di selezionare con precisione particolari elementi. Questa dieta erbivora è ulteriormente supportata dalla struttura insolita delle sue mani. Il secondo e il terzo dito erano di uguale lunghezza, non potevano funzionare indipendentemente ed erano probabilmente tenuti insieme dalla pelle come un'unica unità. La struttura della cintura scapolare non consentiva un'elevata elevazione del braccio né era ottimizzata per un'estensione verso il basso. La mano non poteva essere completamente flessa per un movimento di presa o distesa per la raccolta. Ciò indica che la mano veniva meramente utilizzata come "gancio" o "morsetto", per portare rami o fronde di felce all'altezza delle spalle.[20] Tuttavia, questi adattamenti potrebbero essere stati utilizzati invece per il supporto delle penne delle ali.[21]
Velocità
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Come altri ornithomimidi, lo Struthiomimus non possedeva armi di difesa, ma presentava arti posteriori molto lunghi e potenti, adattamenti alla corsa, proprio come uno struzzo. La presunta velocità dello Struthiomimus era, probabilmente, la sua principale difesa dai predatori (sebbene potesse anche essere in grado di calciare e sferzare con gli artigli posteriori quando messo alle strette), come i dromaeosauridi Saurornitholestes e Dromaeosaurus e i tyrannosauri Daspletosaurus e Gorgosaurus, che vissero negli stessi luoghi e nello stesso periodo. Si stima che fosse in grado di correre a velocità comprese tra i 50 e gli 80 km/h.[36]
Paleopatologie
[modifica | modifica wikitesto]In uno studio del 2001 condotto da Bruce Rothschild e altri paleontologi, cinquanta ossa del piede riferite a Struthiomimus furono esaminate per segni di frattura da stress, ma non ne furono ritrovate.[37]
Paleoecologia
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I resti fossili di S. altus sono noti in modo definitivo solo dalla Formazione Oldman, datata tra i 78 e i 77 milioni di anni fa durante la fase Campaniana del Cretaceo superiore.[10] Una specie più giovane (che non è stata ancora nominata), che apparentemente differiva da S. altus nell'avere mani più lunghe e sottili, è nota da diversi esemplari trovati nella Formazione Horseshoe Canyon e nella Formazione Lance inferiore, datate tra i 69 e i 67,5 milioni di anni fa (Maastrichtiano inferiore).[10] La Formazione Oldman è composta principalmente da arenarie di colore chiaro e a grana fine. La formazione include anche quantità minori di siltite e arenarie.[38] I sedimenti della formazione si sono depositati in canali fluviali e in una varietà di ambienti di margine di canale, di sponda e di pianura alluvionale.
All'interno della Formazione Oldman Struthiomimus avrebbe condiviso il suo ambiente con una gran varietà di dinosauri, tra cui i ceratopsidi Anchiceratops, Chasmosaurus e Wendiceratops, gli hadrosauri Brachylophosaurus, Corythosaurus, Maiasaura e Parasaurolophus, i pachycephalosauri Brontotholus, Foraminacephale e Hanssuesia, e l'ankylosauro Scolosaurus. La fauna di questa formazione include anche predatori come il tyrannosauride Daspletosaurus, e diversi dromeosauridi come Dromaeosaurus, Saurornitholestes e Troodon.
Nella cultura di massa
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Prima della descrizione di Gallimimus avvenuta nel 1972,[35] Struthomimus rappresentava l'archetipo del "dinosauro struzzo". Le sue apparizioni nei medie variano molto, e per lungo tempo venne pure considerato il dinosauro "ladro di uova" per eccellenza, accentuato dalle sue apparizioni in documentari come Dinosaur! (1985) di Phil Tippett, T-Rex: Back to the Cretaceous (1998) e nella saga di Alla ricerca della Valle Incantata, tra cui Alla ricerca della Valle Incantata 2 (1994), dove due esemplari, Ozzy e Strut, svolgono il ruolo di antagonisti. Tuttavia, con la descrizione iniziale di Oviraptor, quest'ultimo riceve erroneamente il ruolo di "ladro di uova" nell'immaginario collettivo.[34] Compare solamente nel ruolo di comparsa anche nel film Disney Dinosauri (2000).
È presente anche in alcuni videogiochi tra cui Jurassic World Evolution (2018), Jurassic World Evolution 2 (2021), dove rappresenta il primo dinosauro che il giocatore può ricreare, e Jurassic World: Il gioco (2015) e Jurassic World Alive (2018).
Note
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- ↑ Paul, regarding his comparative speed estimates, notes that "... just how swift is swift? In hard, precise measure, this can be a real can of worms; for just how fast living animals run is not well known." (Paul, G.S. 1988. Predatory Dinosaurs of the World. New York: Simon & Schuster.)
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- ↑ Eberth, D.A. 2005. The geology. In: Currie, P.J., and Koppelhus, E.B. (eds), Dinosaur Provincial Park: A Spectacular Ancient Ecosystem Revealed. Indiana University Press: Bloomington and Indianapolis, p. 54-82. ISBN 0-253-34595-2.
Altri progetti
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Wikispecies contiene informazioni su Struthiomimus altus
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Struthiomimus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Struthiomimus altus, su Fossilworks.org.
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh88001455 · J9U (EN, HE) 987007534357205171 |
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