Il proverbio[1] (dal latino proverbium) è un’espressione linguistica breve e formalmente stabilizzata dall’uso, appartenente alla tradizione orale o scritta di una comunità, che esprime in forma sintetica un’osservazione, una norma di comportamento o una presunta verità di carattere generale, spesso ricavata dall’esperienza collettiva.
Lo studio dei proverbi rientra principalmente nell’ambito della paremiologia, disciplina che si colloca all’incrocio tra linguistica, folklore, antropologia e storia della cultura.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Essi generalmente riportano una verità (o quello che la gente ritiene sia vero): si dice infatti che i proverbi siano frutto della saggezza popolare o della cosiddetta "filosofia popolare" o spontanea[2], ma v'è chi sostiene che altro non siano che la versione codificata di luoghi comuni o del senso comune. Possono contenere similitudini. Metafore o similitudini sono tratte da usi, costumi, leggende del popolo nella cui lingua è nato il proverbio. Ma molti proverbi sono comuni a più lingue diverse. Si distinguono dai modi di dire in quanto sono sempre costituiti da frasi complete, anche se talvolta uno degli elementi che costituiscono la frase è sottinteso. Possono essere:
- Prescrittivi, quando indicano direttamente un comportamento da tenere o da evitare.
Es. "Moglie e buoi dei paesi tuoi" (sottinteso il verbo "prendi" e l'avverbio "soltanto") - Descrittivi, quando "descrivono" in modo impersonale un determinato comportamento da evitare o da seguire
Es. "Chi va con lo zoppo impara a zoppicare"
In genere si raccolgono e si studiano in quanto patrimonio culturale, testimonianza di epoche passate, sopravvivenza di esperienze un tempo importanti. Lo studio dei proverbi si chiama paremiologia.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo/ambito | Caratteristiche principali |
|---|---|
| Tradizione orale (Preistoria)[3] | Nascita dei proverbi come frasi brevi memorizzabili; trasmissione orale di norme sociali ed esperienza collettiva |
| Antico Egitto (III millennio a.C.)[4] | Testi sapienziali con proverbi morali e pratici (es. Insegnamenti di Ptahhotep) |
| Mesopotamia[5] | Raccolte di massime e proverbi in tavolette cuneiformi |
| Tradizione biblica[6] | Proverbi come forma di insegnamento religioso e morale (Libro dei Proverbi) |
| Grecia antica[7] | Uso dei proverbi in filosofia, retorica e teatro |
| Roma antica[8] | Proverbi come strumenti retorici e morali; diffusione latina |
| Medioevo[9] | Trascrizione dei proverbi in latino e volgare; funzione didattica e morale |
| Rinascimento (XVI sec.)[10] | Raccolte sistematiche e commentate; studio filologico |
| Età moderna (XVII–XIX sec.)[11] | Inserimento dei proverbi nella letteratura nazionale e nei dizionari |
| Età contemporanea[12] | Studio linguistico, antropologico e comparativo; variazioni regionali e sociali |
Nella letteratura
[modifica | modifica wikitesto]Molti autori hanno utilizzato i proverbi nei loro scritti, per una vasta gamma di generi letterari: poemi epici[13][14], romanzi[15][16], poesie[17], racconti[18].
Probabilmente l'utilizzatore più famoso di proverbi nei romanzi è J.R.R. Tolkien nelle sue serie Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli[19][20]. Herman Melville è noto per aver creato proverbi in Moby Dick e nelle sue poesie[21][22]. Inoltre, C. S. Lewis ha creato una dozzina di proverbi in Il cavallo e il ragazzo[23], e Mercedes Lackey ne ha creati molti per le sue culture inventate Shin'a'in e Tale'edras[24].
Alcuni autori hanno utilizzato così tanti proverbi che sono stati scritti interi libri che catalogano il loro utilizzo, come Charles Dickens[25], Agatha Christie[26], George Bernard Shaw[27], Miguel de Cervantes[28] e Friedrich Nietzsche[29].
Nel dramma e nel cinema
[modifica | modifica wikitesto]Analogamente ad altre forme di letteratura, i proverbi sono stati utilizzati come importanti unità linguistiche anche nel teatro e nel cinema, dai tempi delle opere greche classiche[30] al francese antico[31] a Shakespeare[32], allo spagnolo del XIX secolo[33], al russo del XIX secolo[34], fino ad oggi. L'uso dei proverbi nel teatro e nel cinema oggi si trova ancora nelle lingue di tutto il mondo, con numerosi esempi dall'Africa[35], tra cui lo Yorùbá[36] e l'Igbo della Nigeria[37].
Forrest Gump è noto sia per l'uso che per la creazione di proverbi ("Stupido è chi stupido fa" e "La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita", forse i più celebri del film)[38].
Nella televisione
[modifica | modifica wikitesto]Anche i programmi televisivi sono stati denominati in riferimento a proverbi, solitamente abbreviati, come Birds of a Feather e Diff'rent Strokes.
Nella musica
[modifica | modifica wikitesto]I proverbi sono stati utilizzati nella musica dall'opera al country all'hip hop, anche in molte lingue, come la lingua Akan[39], la lingua Igede[40], lo spagnolo[41] e l'igbo[42].
Nei fumetti
[modifica | modifica wikitesto]Da un grande potere derivano grandi responsabilità (in inglese With great power comes great responsibility) è un antico adagio, aforisma e proverbio, inteso come allusione alla spada di Damocle e reso popolare grazie al suo utilizzo nelle storie del supereroe Spider-Man. Questo proverbio, oltre che nei fumetti della Marvel, è stato utilizzato da giornalisti, autori e altri scrittori, compresa la Corte suprema degli Stati Uniti d'America[43].
Nell'arte visiva
[modifica | modifica wikitesto]Fin dall'antichità, le persone in tutto il mondo hanno registrato proverbi in forma visiva. Ciò è stato fatto in due modi. In primo luogo, i proverbi sono stati scritti per essere esposti, spesso in modo decorativo, come su ceramiche, punto croce, murales[44], kangas (gli abiti delle donne dell'Africa orientale)[45], trapunte[46], vetrate[47] e graffiti[48].
In secondo luogo, i proverbi sono stati spesso rappresentati visivamente in una varietà di media, tra cui dipinti, incisioni e sculture.
Variazioni
[modifica | modifica wikitesto]Contro-proverbi
[modifica | modifica wikitesto]Ci sono spesso proverbi che si contraddicono a vicenda, come "Guarda prima di saltare" e "Chi esita è perduto", o "Molte mani rendono il lavoro leggero" e "Troppi cuochi rovinano il brodo". Questi sono stati etichettati come "contro-proverbi"[49] o "proverbi antonimi"[50].
Meta-proverbi
[modifica | modifica wikitesto]In molte culture esistono proverbi sui proverbi, ovvero "meta-proverbi", ad esempio quello Yorùbá della Nigeria, "I proverbi sono i cavalli del linguaggio, se la comunicazione si perde usiamo i proverbi per ritrovarla", usato da Wole Soyinka in Death and the King's Horseman.
Anti-proverbi
[modifica | modifica wikitesto]Un anti-proverbio o un perverbio è la trasformazione di un proverbio standard per ottenere un effetto umoristico[51]. Il paremiologo Wolfgang Mieder li definisce come "proverbi parodiati, distorti o frammentati che rivelano un gioco di parole umoristico o satirico con la saggezza proverbiale tradizionale"[52]. Gli anti-proverbi sono antichi: Aristofane ne usò uno nella sua opera La pace[53].
Alcuni autori hanno piegato e distorto i proverbi, creando degli anti-proverbi, per una varietà di effetti letterari. Ad esempio, nei romanzi di Harry Potter, J.K. Rowling rimodella un proverbio inglese standard in "Non serve a niente piangere sulla pozione versata" e Silente consiglia a Harry di "non contare i gufi prima che vengano consegnati".
Nella pubblicità
[modifica | modifica wikitesto]I proverbi sono frequentemente utilizzati nella pubblicità, spesso in forma leggermente modificata[54]. Ford pubblicizzò la sua Thunderbird con "Un viaggio vale più di mille parole".
Psicologia
[modifica | modifica wikitesto]I proverbi sono stati utilizzati per valutare la demenza[55][56][57], studiare lo sviluppo cognitivo dei bambini[58], misurare le conseguenze delle lesioni cerebrali[59] e studiare come la mente elabora il linguaggio figurato[60][61][62].
Notevoli studiosi dei proverbi (paremiologi e paremiografi)
[modifica | modifica wikitesto]- Erasmo (1466–1536)
- Juan de Mal Lara (1524–1571)
- Samuel Ajayi Crowther (c. 1809–1891)
- Elias Lönnrot (1802–1884)
- Samuel Adalberg (1868–1939)
- Dimitrios Loukatos (1908-2003)
- Wolfgang Mieder
- Mineke Schipper
- Galit Hasan-Rokem
- Dora Sakayan
- Gotzon Garate Goihartzun
- Joe Healey
- Andrzej Halemba
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Dalla frase proverbiale francese "Je me mêle des oies ferrées" – "Mi occupo di ferrare le oche". Da una misericordia dell'Abbazia di Saint-Martin-aux-Bois (Oise), Francia
- "Perle ai porci", proverbio latino su un piatto al Louvre, 1500 circa
- Proverbio sulle azulejos a Trancoso, Portogallo
- Proverbi fiamminghi, 1559, con scene contadine che illustrano oltre 100 proverbi
- Ceramica thailandese con la scritta "Non incendiare un ceppo con un nido di calabroni".
- Il pesce grosso mangia il pesce piccolo, 1556, Pieter Bruegel il Vecchio
- Illustrazioni che mostrano proverbi di Ben Franklin, 1887
- Blood chit utilizzato dai piloti americani durante la seconda guerra mondiale che combattevano in Cina, nel caso fossero stati abbattuti dai giapponesi. Questo volantino per i cinesi raffigura un aviatore americano trasportato da due civili cinesi. Il testo recita "Pianta meloni e raccogli meloni, pianta piselli e raccogli piselli", un proverbio cinese equivalente a "Se semini, raccogli".
- Anti-proverbio utilizzato nella pubblicità
- Una maglietta con anti-proverbio indossata dall'attore Andrew Jackson
Bibliografia
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Note
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Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikiquote contiene una voce sui proverbi italiani
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su proverbio
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) proverb, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (FR) Bibliografia su Proverbio, su Les Archives de littérature du Moyen Âge.
| Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 2665 · LCCN (EN) sh85107840 · GND (DE) 4056550-6 · BNF (FR) cb11947434s (data) · J9U (EN, HE) 987007541380005171 · NDL (EN, JA) 00566814 |
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