Technopedia Center
PMB University Brochure
Faculty of Engineering and Computer Science
S1 Informatics S1 Information Systems S1 Information Technology S1 Computer Engineering S1 Electrical Engineering S1 Civil Engineering

faculty of Economics and Business
S1 Management S1 Accountancy

Faculty of Letters and Educational Sciences
S1 English literature S1 English language education S1 Mathematics education S1 Sports Education
teknopedia

teknopedia

teknopedia

teknopedia

teknopedia

teknopedia
teknopedia
teknopedia
teknopedia
teknopedia
teknopedia
  • Registerasi
  • Brosur UTI
  • Kip Scholarship Information
  • Performance
  1. Weltenzyklopädie
  2. Pont Neuf (Parigi) - Teknopedia
Pont Neuf (Parigi) - Teknopedia
Disambiguazione – "Pont Neuf" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Pont Neuf (disambigua).
Pont Neuf
Localizzazione
StatoFrancia (bandiera) Francia
CittàParigi
AttraversaSenna
Coordinate48°51′27″N 2°20′29″E48°51′27″N, 2°20′29″E
Dati tecnici
Tipoponte ad arco
Materialepietra
Campate12
Lunghezza238 m
Larghezza33 m
Realizzazione
ProgettistiBaptiste Androuet du Cerceau, Thibault Métezeau, Guillaume Marchand, François des Isles
Costruzione1578-1607
Inaugurazione1607
Mappa di localizzazione
Map
Modifica dati su Wikidata · Manuale

Il Pont Neuf /põ nœf/ (Ponte Nuovo) è, nonostante il nome, il ponte più antico tuttora esistente a Parigi. Attraversa la Senna in corrispondenza della punta ovest dell'Île de la Cité. Costituito da diverse arcate in pietra, nel 1889 è stato classificato monumento storico della Francia, e nel 1991 l'UNESCO lo ha dichiarato Patrimonio dell'Umanità.

Storia

[modifica | modifica wikitesto]
L'île de la Cité prima della costruzione del ponte (mappa detta «di Basilea», 1552).

Il ponte

[modifica | modifica wikitesto]
Pannello informativo della serie «Panneau Histoire de Paris».

Il Pont Neuf è attualmente, a dispetto del nome («Pont Neuf» significa dal francese «Ponte Nuovo») il ponte più antico di Parigi.[1] Con una lunghezza di 238 metri, rappresenta il terzo ponte più lungo della capitale francese, superato solo da quelli situati a monte e a valle della tangenziale urbana, il Boulevard périphérique di Parigi (ovvero il Pont aval, 313 m, e il Pont amont, 270 m).

La decisione di edificare il Pont Neuf risale al 1577, e il 2 novembre di quell'anno il re Enrico III già istituì una commissione incaricata di supervisionare l’esecuzione dell’opera e garantire il corretto svolgimento dei lavori. Claude Marcel, controllore generale delle finanze, fu nominato intermediario ufficiale tra la corona e la suddetta commissione.

L’autorizzazione formale alla costruzione fu concessa il 16 marzo 1578 tramite lettere patenti reali. La posa della prima pietra avvenne il 31 maggio dello stesso anno,[2] alla presenza della regina madre Caterina de' Medici e della regina consorte Luisa di Lorena-Vaudémont. Secondo le cronache, in occasione della cerimonia il sovrano, ancora scosso dalla recente perdita di due suoi favoriti, si commosse visibilmente: da questo episodio deriverebbe il primo soprannome attribuito al ponte dai parigini, «pont des larmes» [ponte delle lacrime].[3]

I lavori di costruzione si protrassero fino al 1607, sotto il regno di Enrico IV. Tuttavia, il cantiere subì un’interruzione significativa tra il 1588 e il 1598, a causa della rivolta cittadina contro il sovrano. Nel 1599, Enrico IV ordinò la ripresa dei lavori, affidandone la direzione a Guillaume Marchant e François Petit. Al 1636, in un manoscritto censitario di tutte le strade di Parigi, è già documentato il toponimo «Pont Neuf».[4]

Il ponte fu costruito con una serie di archi brevi, caratteristica comune alle infrastrutture coeve. Il motivo per cui il Pont Neuf rappresentò un punto di svolta nella storia urbanistica di Parigi, tuttavia, fu che costituì il primo ponte della città a non essere fiancheggiato da edifici residenziali. Inizialmente, il progetto prevedeva la costruzione di abitazioni sul ponte, secondo la prassi consolidata dell’epoca; l'architetto incaricato dei primi lavori, Baptiste Androuet du Cerceau, aveva infatti predisposto la realizzazione di cantine all’interno dei pilastri e sotto gli archi, in previsione dell’edificazione di case, analogamente a quanto avveniva sugli altri ponti parigini.[5] Tuttavia, al momento della ripresa dei lavori nel 1599, dopo dieci anni di interruzione, Enrico IV decise di modificare radicalmente il progetto, optando per un ponte spoglio di costruzioni residenziali. Le cantine già realizzate furono comunque mantenute e inizialmente collegate tra loro da un passaggio sotterraneo, che fu successivamente murato.[6]

Il Pont Neuf, con la sua ariosa vista sulla Senna, divenne così un importante luogo di vita sociale e commerciale, frequentato da venditori ambulanti, tosatori di cani, noleggiatori di ombrelli e ciarlatani.[7][8] Vi si svolgevano anche attività legate al commercio librario: i venditori di libri usati (bouquinistes) operavano direttamente sul ponte, entrando in concorrenza con le librerie circostanti. Tale concorrenza fu oggetto di una prima proibizione nel 1619, richiesta dai librai del quartiere, e confermata successivamente da un’ordinanza reale del 1742.

Nel 1702, il ponte — situato nel quartiere della Cité — contava 20 lanterne.[9] L'infrastruttura si estendeva dal quai des Augustins, di fronte a Place Dauphine, fino all’intersezione dei quai de la Vieille-Vallée-de-Misère e del quai de l'École, in corrispondenza dell’incrocio denominato des Trois-Maries. Al 1843, invece, risale l'installazione della prima illuminazione elettrica sul ponte.[10]

  • Plan de Mérian con una vista a volo d'uccello del ponte nel 1615.
    Plan de Mérian con una vista a volo d'uccello del ponte nel 1615.
  • Dipinto di Giuseppe Canella del 1832.
    Dipinto di Giuseppe Canella del 1832.
  • Il ponte in un disegno del 1845.
    Il ponte in un disegno del 1845.
  • Fotografia di Adolphe Braun del 1860.
    Fotografia di Adolphe Braun del 1860.
  • Il ponte nel 1981.
    Il ponte nel 1981.

La statua equestre di Enrico IV

[modifica | modifica wikitesto]
La statua equestre di Enrico IV

L’idea di collocare una statua equestre a Parigi, ispirata a quella di Marco Aurelio sul Campidoglio a Roma, risale già ai progetti della dinastia dei Valois, ma fu effettivamente messa in essere solo durante il regno dei Borbone. La regina Maria de' Medici, nel 1605, promosse attivamente il progetto, chiedendo l’assistenza dello zio Ferdinando I de' Medici, granduca di Toscana, per la fusione di una statua in bronzo raffigurante Enrico IV a cavallo, da erigersi in una piazza pubblica della capitale («faire l’effigie du roy monseigneur à cheval, en bronze, pour mettre en une place de la ville de Paris»).

Per la realizzazione dell’opera si ricorse agli stampi del cavallo precedentemente utilizzati per le statue equestri di Ferdinando e Cosimo de' Medici, opere legate alla bottega di Giambologna. La fusione fu eseguita a Firenze, nella fonderia del maestro, tra il 1606 e il 1607, mentre la figura del sovrano fu modellata con la collaborazione del suo allievo Pierre de Francqueville, autore anche della testa in cera del re.

La statua, completata nel 1611, affrontò un lungo e accidentato trasporto via mare e fiume attraverso Livorno, Marsiglia, Le Havre e Rouen, fino ad arrivare a Parigi nel luglio del 1614. L’inaugurazione ufficiale ebbe luogo il 24 agosto 1614, segnando un evento storico: si trattava della prima statua reale collocata in una piazza pubblica francese. L’opera era originariamente orientata verso il quai des Orfèvres.[11]

Descrizione

[modifica | modifica wikitesto]
Il ponte fotografato dalla rive gauche

Il Pont Neuf è un ponte in muratura lungo 238 metri e largo 20,50 metri. La carreggiata centrale misura 11,50 metri, affiancata da due marciapiedi larghi 4,50 metri ciascuno. L'infrastruttura è composta da due rami: il braccio maggiore, lungo 154 metri, comprende sette arcate con aperture variabili tra 16,40 e 19,40 metri; il braccio minore, lungo 78 metri, presenta cinque arcate con luci comprese tra 9 e 16,70 metri.

Questo ponte si distingue nettamente dagli altri ponti storici di Parigi per diverse innovazioni strutturali e funzionali. Fu infatti il primo a oltrepassare la Senna nella sua interezza, collegando direttamente la rive gauche, la rive droite e l’estremità occidentale dell’Île de la Cité. Inoltre, introdusse per la prima volta in città l’uso dei marciapiedi, e fu dotato di balconi semicircolari (uno per ciascun pilastro), spazi concepiti per ospitare piccoli commerci e botteghe artigiane. Un altro elemento di rottura rispetto alla tradizione fu l'assenza di edifici residenziali lungo i bordi del ponte, caratteristica comune agli altri ponti parigini dell'epoca. Infine, per la prima volta, un ponte parigino venne decorato con una statua equestre, in omaggio a Enrico IV, posta sull’Île de la Cité nel 1614, a pochi anni dal completamento dell’opera.

Un ulteriore elemento decorativo di rilievo è costituito dalle 381 maschere grottesche scolpite lungo i cornicioni, raffiguranti volti ispirati a divinità silvestri e campestri della mitologia greco-romana: satiri, silvani e altre figure apotropaiche, tradizionalmente associate alla protezione degli spazi urbani dagli spiriti maligni. Gli scultori incaricati realizzarono ogni mascherone con tratti distintivi, giocando con barbe, espressioni e acconciature per garantirne l’unicità. Una tradizione, risalente allo storico Henri Sauval (XVII secolo), ascrive la realizzazione di queste sculture a Germain Pilon, celebre scultore di gusto manierista dell’epoca: questa attribuzione, tuttavia, rimane oggetto di discussione tra gli studiosi.[12] Oggi le maschere visibili sono riproduzioni; gli originali sono stati rimossi e conservati per ragioni di tutela.[13]

I lampioni del ponte furono progettati nel 1854 dall'architetto Victor Baltard, nell’ambito degli interventi di riqualificazione urbana promossi durante il Secondo Impero. Ogni lampione si compone di un piedistallo in pietra sormontato da una base ornamentale, decorata con quattro figure raffiguranti Nettuno e delfini. La colonna, impreziosita da motivi vegetali stilizzati, sostiene una lanterna coronata da una struttura che rappresenta un castello.

  • Statua equestre di Enrico IV.
    Statua equestre di Enrico IV.
  • Mascheroni.
    Mascheroni.
  • Base di uno dei lampioni del ponte.
    Base di uno dei lampioni del ponte.
  • Arredo urbano.
    Arredo urbano.
  • Fontana Wallace.
    Fontana Wallace.

Note

[modifica | modifica wikitesto]
  1. ↑ « L'euro est arrivé », su LCI.tf1.fr, gennaio 2002. URL consultato il 1º novembre 2002.
  2. ↑ (FR) Victor R. Belot, Le Pont-Neuf. Histoires et petites histoires, Nouvelles Éditions Latines, 1978, p. 158.
  3. ↑ (FR) Leonard Pitt, Promenades dans le Paris disparu: un voyage dans le temps au cœur du Paris historique, Parigramme, 2002, ISBN 978-2-84096-248-9..
  4. ↑ Alfred Franklin, Estat, noms et nombre de toutes les rues de Paris en 1636 : d'après le manuscrit inédit de la Bibliothèque nationale. Précédés d'une Étude sur la voirie et l'hygiène publique à Paris depuis le XIIe, su gallica.bnf.fr, Parigi, 1873.
  5. ↑ Edouard Fournier, Histoire du Pont-Neuf, collana Librairie de la société des gens de lettres, vol. 2, Parigi, E. DENTU, 1862, p. 112, tomo 1.
    «Il ajoute même que l'on avait déjà fait des caves sur chaque pile, mais que le projet changeant, on en avait bouché l'entrée tellement, dit-il encore, qu'il n'en reste plus aucune apparence»
  6. ↑ (FR) Pont-neuf, su paris-pittoresque.com. URL consultato il 25 maggio 2021.
  7. ↑ (FR) Le Pont-Neuf, ancienne capitale des charlatans, su unjourdeplusaparis.com, 2021. URL consultato il 16 dicembre 2022.
  8. ↑ (FR) Michel Selimonte, Le Pont Neuf et ses charlatans (PDF), Parigi, Plasma, 1980.
  9. ↑ (FR) Jean de la Caille, Description de la ville de Paris.
  10. ↑ Philippe Simon, Les 1ères fois qui ont inventé Paris, collana Les mini PA, Éd. du Pavillon de l'Arsenal Picard, 1999, p. 92, ISBN 978-2-907513-68-5.
  11. ↑ (FR) Danielle Chadych, Atlas de Paris: évolution d'un paysage urbain, Parigramme, 2018, ISBN 978-2-37395-071-7.
  12. ↑ (FR) Paris de l'Antiquité à nos jours, Société des amis du musée Carnavalet, 1994, p. 57.
  13. ↑ Sylvie Robin, Dans la Seine, Parigi, Paris Musées, 2024, p. 109, ISBN 978-2-7596-0573-6.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]
  • Ponti di Parigi
  • Le Pont-Neuf

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

  • Wikiquote
  • Wikimedia Commons
  • Collabora a Wikiquote Wikiquote contiene citazioni sul Pont Neuf
  • Collabora a Wikimedia Commons Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul Pont Neuf

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  • (EN) Pont Neuf, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. Modifica su Wikidata
  • (EN) Pont Neuf, su Structurae. Modifica su Wikidata
  • (EN) Pont Neuf, su Emporis Building Directory. Modifica su Wikidata
  • Il ponte su Insecula.com, su insecula.com. URL consultato il 6 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2011).
  • Sito del comune di Parigi, su paris.fr. URL consultato il 6 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2008).
  • Structurae, su fr.structurae.de.
  • I mascaroni del Pont Neuf, su gallery.busdraghi.net. URL consultato il 3 ottobre 2007 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2007).
V · D · M
Ponti di Parigi sulla Senna (verso valle)
1. Pont amont · 2. Pont National · 3. Pont de Tolbiac · 4. Passerelle Simone-de-Beauvoir · 5. Pont de Bercy · 6. Pont Charles-de-Gaulle · 7. Viaduc d'Austerlitz · 8. Pont d'Austerlitz · 9. Pont de Sully · 10. Pont de la Tournelle · 11. Pont Marie · 12. Pont Louis-Philippe · 13. Pont Saint-Louis · 14. Pont de l'Archevêché · 15. Pont au Double · 16. Pont d'Arcole · 17. Petit-Pont · 18. Pont Notre-Dame · 19. Pont Saint-Michel · 20. Pont au Change · 21. Pont Neuf · 22. Pont des Arts · 23. Pont du Carrousel · 24. Pont Royal · 25. Passerelle Léopold-Sédar-Senghor · 26. Pont de la Concorde · 27. Pont Alexandre III · 28. Pont des Invalides · 29. Pont de l'Alma · 30. Passerelle Debilly · 31. Pont d'Iéna · 32. Pont de Bir-Hakeim · 33. Pont Rouelle · 34. Pont de Grenelle · 35. Pont Mirabeau · 36. Pont du Garigliano · 37. Pont aval
Controllo di autoritàVIAF (EN) 241243499 · GND (DE) 7526016-5
  Portale Architettura
  Portale Francia
  Portale Ingegneria
  Portale Parigi
Estratto da "https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pont_Neuf_(Parigi)&oldid=148218427"

  • Indonesia
  • English
  • Français
  • 日本語
  • Deutsch
  • Italiano
  • Español
  • Русский
  • فارسی
  • Polski
  • 中文
  • Nederlands
  • Português
  • العربية
Pusat Layanan

UNIVERSITAS TEKNOKRAT INDONESIA | ASEAN's Best Private University
Jl. ZA. Pagar Alam No.9 -11, Labuhan Ratu, Kec. Kedaton, Kota Bandar Lampung, Lampung 35132
Phone: (0721) 702022