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Malabo
comune
Malabo – Stemma
Malabo – Bandiera
Malabo – Veduta
Malabo – Veduta
Localizzazione
StatoGuinea Equatoriale (bandiera) Guinea Equatoriale
ProvinciaBioko Nord
DistrettoMalabo
Amministrazione
SindacoMaría Coloma Edjang
Territorio
Coordinate3°45′N 8°47′E3°45′N, 8°47′E (Malabo)
Altitudine0 m s.l.m.
Superficie21 km²
Abitanti300 000[1] (2011)
Densità14 285,71 ab./km²
Altre informazioni
Linguespagnolo
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantimalabegni
Cartografia
Mappa di localizzazione: Guinea Equatoriale
Malabo
Malabo
Malabo – Mappa
Malabo – Mappa
Sito istituzionale
Modifica dati su Wikidata · Manuale

Malabo è una città ed ex-capitale della Guinea Equatoriale. Situata sulla costa settentrionale dell'isola di Bioko (in passato Fernando Poo), ha una popolazione approssimativa di 300 000 abitanti.

Storia

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Fondazione e sviluppo

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La città venne fondata dagli inglesi, che avevano affittato l'isola dalla Spagna, nel 1827. Battezzata Port Clarence, venne impiegata come stazione navale nel tentativo di sopprimere il commercio degli schiavi. Molti schiavi appena liberati vi vennero insediati, prima della fondazione della Sierra Leone come colonia per gli schiavi liberati. Mentre molti di loro in seguito si trasferirono in Sierra Leone, alcuni dei loro discendenti, chiamati Fernandinos, si possono ancora trovare a Malabo e nell'area circostante, dove costituiscono un gruppo etnico distinto e parlano un loro dialetto afro-portoghese.

Quando l'isola tornò sotto il completo controllo spagnolo, Malabo venne ribattezzata Santa Isabel. Venne scelta nel 1969 per sostituire la città di Bata (posta sul continente) come capitale della nazione e cambiò nome in Malabo nel 1973, come parte della campagna del presidente Francisco Macías Nguema per rimpiazzare i toponimi stranieri con "autentici" nomi africani.

Durante il suo "regno del terrore", Macías Nguema portò ad un quasi genocidio della minoranza Bubi, che formava la maggioranza della popolazione dell'isola di Bioko, e portò molti elementi della sua tribù, i fang, a Malabo. Negli anni finali del suo governo, quando la Guinea Equatoriale era nota anche come la "Auschwitz Africana", gran parte della popolazione della città fuggì, così come circa un terzo della popolazione della nazione. Malabo deve ancora riprendersi dalle ferite di quel periodo.

Cambiamenti prodotti dalla scoperta del petrolio

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Malabo è stata interessata in modo significativo dalla crescente cooperazione di Teodoro Obiang Nguema Mbasogo con l'industria del petrolio. La produzione nazionale ha raggiunto i 360.000 barili/giorno (nel 2004), un incremento che ha portato al raddoppio della popolazione della città[2].

Il petrolio ha anche portato al primo collegamento aereo regolare tra gli Stati Uniti e la città, un volo settimanale della Houston Express, una compagnia charter privata formata dall'accordo tra la SONANGOL (la compagnia petrolifera nazionale) e la World Airways.

Perdita dello status di capitale

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Il 2 gennaio 2026, tramite un decreto della Presidenza della Repubblica, perde il suo status di capitale a discapito di Ciudad de la Paz, città pianificata sita sul continente la cui costruzione era stata avviata sin dal 2008. In virtù di ciò, pur conservando ancora temporaneamente in se gli uffici governativi, a quest’ultimi è stato chiesto di ricollocarsi sul continente entro un anno.[3][4]

Tale modifica, risolutiva di un’anomalia di origine coloniale, ha fatto sì che la Guinea Equatoriale perdesse la particolarità di essere l'unico Paese africano che, pur non essendo uno Stato insulare, aveva la propria capitale situata su un'isola invece che sul continente.

Note

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  1. ↑ CIA World Factbook, su cia.gov. URL consultato il 23 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 31 agosto 2020).
  2. ↑ (EN) Charles Cobb Jr., Equatorial Guinea: Obiang Sure to Win As Opposition Quits Poll, su allafrica.com, 16 dicembre 2002. URL consultato il 4 agosto 2011.
  3. ↑ La Guinea Equatoriale ha trasferito ufficialmente la sua capitale da Malabo a Ciudad de la Paz, Il Post, 4 gennaio 2025.
  4. ↑ (ES) Decreto 1/2026 (PDF), su ahoraeg.com, AhoraEG, 2 gennaio 2025.

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Collegamenti esterni

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  • Sito ufficiale, su ayuntamientodemalabo.com. Modifica su Wikidata
  • Malabo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Modifica su Wikidata
  • Malabo, su sapere.it, De Agostini. Modifica su Wikidata
  • (EN) Malabo, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. Modifica su Wikidata
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