Il disegno di Andrea del Verrocchio Cinque putti che giocano è al cabinet des Dessins del museo del Louvre.
Cinque putti che giocano | |
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Cinque putti che giocano (recto) | |
Autore | Andrea del Verrocchio |
Data | sconosciuta |
Tecnica | disegno a penna e bistro su carta |
Dimensioni | 21×18,3 cm |
Ubicazione | Louvre[1], Parigi |
Storia e descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Il foglio - di contenute dimensioni, misura 21x18,3 cm, su carta bianca - contiene due disegni: sul recto presenta gli schizzi Cinque putti che giocano, e sul verso i rapidi schizzi Quattro putti in varie pose, con una scritta all'angolo inferiore sinistro (che appare coeva), contenente questo epigramma burlesco:
«Viderunt equum mirandaque arte confectum
Quem nobiles Veneti tibi dedere facturum,
Florentiae decus crasse mihi crede, Varochie,
Qui te plus oculis amant diliguntque coluntque
Atque cum Juppiter animas infunderit ipsi
Hoc tibi Dominus rogat Salmonicus idem
Vale et bene qui legis»
La trascrizione dell'epigramma, ad opera di M. de Chennevières, apparve sulla Gazzetta di Belle Arti, 1879, p. 516.[2]
Berenson ha riferito queste testine di putti a vari dipinti: uno del putti somiglia al Bambino della terracotta di Verrocchio Madonna con Bambino che è al Museo del Bargello, un altro ha la stessa posa del Bambino nella Vergine delle Rocce di Leonardo, un terzo assomiglia al Bambino della Madonna di Verrocchio che è alla National Gallery di Londra.[3] I corpicini dei putti, delineati con pochi segni rapidi, appaiono morbidi come spuma e sembrano cedevoli al tatto.
Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Bernard Berenson, I disegni dei pittori fiorentini, Milano, Electa editr., 1961, SBN PUV0037541.
- Dario Covi, Andrea Del Verrocchio: life and work, Firenze, L. S. Olschki, 2005, SBN CFI0639337.