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Arianesimo - Teknopedia
Mosaico della cupola del Battistero degli Ariani, Ravenna.

L'arianesimo (in greco antico: Ἀρειανισμός?) è una dottrina trinitaria[1] di tipo subordinazionista, elaborata dal presbitero, monaco e teologo Ario (256-336)[2], condannata come eretica al primo concilio di Nicea (325). Tale dottrina sostiene che il Figlio di Dio sia un essere che partecipa della natura di Dio Padre, ma in modo inferiore e derivato, e che pertanto c'è stato un tempo in cui il Verbo ancora non esisteva e che egli sia stato creato da Dio all'inizio del tempo.

Dottrina

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Lo stesso argomento in dettaglio: Ario e Dottrine cristologiche dei primi secoli.

Nei decenni in cui i teologi cristiani cominciavano ad elaborare la dottrina della Trinità divina, il presbitero alessandrino Ario (260 ca - 336[3]) fu il massimo rappresentante di una delle interpretazioni della relazione tra le persone della Trinità, in particolar modo tra il Padre e il Figlio. Ario non negava la Trinità, ma subordinava il Figlio al Padre (subordinazionismo), negandone la consustanzialità[2] che sarà poi formulata nel concilio di Nicea (325) nel credo niceno-costantinopolitano. Alla base della sua tesi, permeata della cultura neoplatonica tanto in voga nell'ambiente ellenistico egiziano[4], vi era la convinzione che Dio, principio unico, indivisibile, eterno e quindi ingenerato[5], non potesse condividere con altri la propria ousìa, cioè la propria essenza divina[4][6].

Di conseguenza il Figlio, in quanto “generato” e non eterno[4][7], non può partecipare della sua sostanza (negazione della consustanzialità), e quindi non può essere considerato Dio allo stesso modo del Padre (il quale è ingenerato, cioè aghènnetos archè[6]), ma può al massimo esserne una creatura[6]: certamente una creatura superiore, divina, ma finita (avente cioè un principio) e per questo diversa dal Padre, che è invece infinito[8]. Padre e Figlio non possono dunque essere identici, e il Cristo può essere detto "Figlio di Dio" soltanto in considerazione della sua natura creata, e non di quella increata, posta allo stesso livello di quella del Padre[4]. Così facendo, Ario non negava di per sé la Trinità, ma la considerava costituita da tre persone, caratterizzata ognuna da una propria sostanza (treis hypostaseis[8]).

Storia

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Dalle origini al Concilio di Nicea (318-325)

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Lo stesso argomento in dettaglio: Concilio di Nicea I e Costantino I.

Ario e Alessandro (318-325)

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Icona conservata nel Mégalo Metéoron, monastero greco, in cui si rappresenta la vittoria della fede nicena su Ario, rappresentato in posizione reclinata in quanto sconfitto.

Dopo l'editto costantiniano di tolleranza del 313, ad Alessandria d'Egitto si aprì la controversia trinitaria, e le tesi che il presbitero Ario aveva cominciato a diffondere si estesero fino a coinvolgere un sempre maggior numero di persone[9]. Il vescovo di Alessandria, Alessandro, ne condannò le posizioni come eretiche in un sinodo tenutosi nel 318[9] composto da 100 vescovi africani[8], ma Ario poté contare su un partito molto numeroso di fedeli, che annoverava tra l'altro anche alcuni vescovi, sia africani che orientali, tra cui Eusebio di Cesarea ed Eusebio di Nicomedia[8]; questi ultimi godevano di un forte prestigio anche presso la corte imperiale. La disputa oppose per anni il clero egiziano a quello antiocheno (in particolare la Palestina e la Bitinia), attirando l'attenzione dell'imperatore e del popolo. Nel tentativo di porre fine alla questione, che inizialmente Costantino aveva sottovalutato, nel 325 indisse, anche per le pressioni dei suoi consiglieri ecclesiastici che erano invece molto informati sulla disputa, il Concilio ecumenico di Nicea[10].

La disputa nicena (325)

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La convocazione del concilio non era però un fatto solamente religioso: all'imperatore stava a cuore soprattutto la stabilità dello Stato. Le questioni teologiche, con i disordini e le contese che ne derivavano, costituivano un problema politico che andava risolto con la sconfitta di una qualsiasi delle due fazioni. Costantino non aveva infatti convinzioni teologiche che lo facessero propendere particolarmente per l'una o per l'altra parte in conflitto. Al concilio Ario ed Eusebio di Cesarea non convinsero l'assemblea. Il loro argomento era il seguente: se il Figlio di Dio non era uguale al Padre, allora non era neanche divino, o per lo meno non quanto il Padre. E questo non era accettabile dagli ortodossi. La tesi poi secondo la quale "ci fu un tempo in cui il Figlio non c'era" fece inorridire i padri conciliari, che posero in minoranza e condannarono definitivamente le idee di Ario[11].

Il concilio elaborò un simbolo, cioè una definizione dogmatica relativa alla fede in Dio, nel quale compare, attribuito al Cristo, il termine homooùsios (tradotto in italiano dal latino con "consustanziale" (al Padre), ma in greco "di uguale essenza"), che costituisce la base dogmatica del cristianesimo storico. In assenza del vescovo di Roma Silvestro I (che mandò suoi legati), presiedette l'assemblea il vescovo Osio di Cordova, favorito dell'imperatore (presente a tutte le sessioni dei lavori), la cui influenza sullo stesso imperatore ebbe facile gioco nel conquistare il sovrano alla causa dell'ortodossia. Gli eretici furono minacciati di esilio e Ario fu bandito e spedito in Illiria.

Da Costantino a Teodosio (325-381)

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Lo stesso argomento in dettaglio: Costanzo II, Eusebio di Nicomedia, Flavio Claudio Giuliano e Valente (imperatore).

Gli ultimi anni di Costantino e le correnti teologiche dell'arianesimo

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La scarsa saldezza delle convinzioni teologiche di Costantino è però dimostrata dal fatto che in soli tre anni le sue posizioni nei confronti dell'arianesimo divennero assolutamente indulgenti e tolleranti: su suggerimento della sorella Costanza e per insistenza di Eusebio di Nicomedia, fu revocato l'esilio per i vescovi ariani, lo stesso Ario fu più tardi richiamato (nel 331 o 334) e introdotto a corte[12], dove riuscì a tal punto a convincere l'imperatore della bontà delle sue opinioni, che lo stesso Costantino lo riabilitò e condannò all'esilio il vescovo Atanasio di Alessandria, che di Ario era stato tra i più acri oppositori[12]. L'ariano Eusebio di Nicomedia sostituì Osio di Cordova nel ruolo di consigliere imperiale ecclesiastico, battezzando poi lo stesso imperatore in punto di morte[13][14][15].

L'affermazione nicena, che definiva il Figlio Dio tanto quanto il Padre, poneva nell'ambiente ariano e in quello ortodosso almeno tre grandi interrogativi:

  1. può Dio generare un Figlio?
  2. può Dio separarsi in se stesso?
  3. può Dio morire (in croce o in qualsiasi altro modo)?

I seguaci di Ario portarono alle estreme conseguenze le risposte alle tre domande, che avevano in comune la conclusione che il Figlio non aveva natura divina ma, in quanto creatura di Dio, era un tramite o intermediario tra la divinità e l'umanità[15]. Ma all'interno del movimento ariano si verificarono comunque divisioni profonde, che portarono a tre gruppi principali:

  1. la fazione radicale degli Anomei (greco: Ἀνομοίοι) o Eunomiani (dal nome del loro più importante esponente, Eunomio di Cizico), fedele alla professione di fede originaria di Ario secondo la quale «il Figlio è in tutto dissimile al Padre» in quanto, essendo stato creato e fatto da ciò che prima non esisteva, non poteva definirsi «generato»[16][17];
  2. la fazione dei Semiariani o ariani moderati, fra cui lo stesso Ario dopo l'esilio ed Eusebio di Nicomedia, che ritenevano «il Figlio simile al Padre ma non per proprietà di natura, bensì per dono di grazia, nei limiti, cioè, in cui la Creatura può essere paragonata al Creatore»[17];
  3. la fazione dei Macedoniani, secondo i quali «il Figlio è in tutto simile al Padre, mentre lo Spirito Santo nulla ha in comune né con il Padre né con il Figlio»[17].

Da Costanzo II a Valente (337-378)

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La politica religiosa di Costanzo (350-361)
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Busto di Costanzo II (?). L'imperatore fu un fervente ariano, riuscendo a imporre questa confessione religiosa attraverso concili e l'uso della forza.

L'arianesimo ebbe fortuna in particolare sotto gli imperatori Costanzo II (figlio di Costantino I, 337-361) e Valente (364-378) e nell'ultima fase dell'Impero Romano. Costanzo, al contrario dei fratelli Costante e Costantino II, era di tendenze ariane. In seguito alle guerre fratricide e alla definitiva supremazia di Costanzo (350), quest'ultimo poté liberamente dedicarsi alla risoluzione delle questioni cristologiche nell'ultimo decennio del suo regno. Durante questo periodo, infatti, Costanzo convocò molti concili provinciali deputati a definire il credo cristiano: Sirmio (351), Arles (353), Milano (355), Sirmio II (357), Rimini (359)[18] e infine Costantinopoli (360)[19]. Il più importante, per gli effetti che provocò in Occidente, fu però quello di Sirmio II del 357[12], al quale parteciparono solamente vescovi d'oriente (in prevalenza ariani)[19] e che mise al bando i termini quali ousìa e consustanzialità[20]. I vescovi d'Occidente (più vicini alla chiesa di Roma e quindi fedeli al Credo niceno), manifestarono il loro dissenso: papa Liberio e Osio di Cordova furono imprigionati e costretti a sottoscrivere alle decisioni di Sirmio[19], mentre nel concilio di Rimini del 359 si procedette alla condanna di Sirmio[19].

Costanzo, allora, cercò di trovare una formula di compromesso nel concilio di Seleucia del 359[20], che vide il trionfo delle posizioni ariane sancite poi da quello di Costantinopoli dell'anno seguente[20]. Disordini e violenze si verificarono in diverse altre circostanze, come in occasione della successione al vescovo Alessandro di Costantinopoli; l'ariano Macedonio ottenne la sede episcopale solo con la forza e con l'intervento militare, dopo che il rivale Paolo, vicino alla Chiesa di Roma, venne rapito, esiliato e assassinato. Le sommosse popolari che seguirono all'insediamento di Macedonio furono soffocate nel sangue; lo stesso vescovo si sentì autorizzato dall'autorità imperiale di Costanzo, che lo proteggeva e aveva favorito il suo insediamento, a imporre il suo ministero anche con la tortura e la forza delle armi[21][22]. Anche nell'Occidente niceno si ebbero delle ripercussioni sulle scelte vescovili: a Milano, come vescovo successore di Dionigi, fu imposto il vescovo ariano Aussenzio.

La breve parentesi di Giuliano (361-363)

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Giuliano l'Apostata, apertamente filo-pagano, revocò tutte quelle leggi beneficiarie che i suoi immediati predecessori avevano promulgato nei confronti dei cristiani. Secondo la sua opinione, il cristianesimo doveva debilitarsi sempre di più attraverso il rifiorire delle contese teologiche messe a tacere pochissimi anni prima da Costanzo, e per questo motivo il nuovo imperatore Giuliano fece richiamare dall'esilio i cristiani di fede nicena[23][24].

Valente (364-378)

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Dopo il breve regno di Gioviano (363-364), l'impero ritornò ad essere diviso in due tronconi: la Pars Occidentalis fu affidata a Valentiniano I (364-375), mentre la Pars Orientalis a Valente. Se Valentiniano, cristiano come Gioviano, mantenne una politica tollerante nei confronti di tutte le fedi religiose[25][26], il fratello minore Valente fu un fanatico sostenitore dell'arianesimo[24], ripristinando le disposizioni ecclesiastiche di Costanzo[27]. Il clima di terrore e di sopraffazione che Valente instaurò nell'area orientale dell'impero, terminò con la sua sconfitta e uccisione nella grande battaglia di Adrianopoli (378), combattuta contro i goti.

Teodosio e la definitiva sconfitta dell'Arianesimo

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Lo stesso argomento in dettaglio: Teodosio I e Concilio di Costantinopoli I.

L'ascesa di Teodosio

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Nel 380, sotto l'influsso del vescovo di Milano, Ambrogio, venne emanato da Teodosio I e Graziano l'editto di Tessalonica che definiva il credo niceno (e quindi l'ortodossia) come religione di Stato. Oltre all'affermazione della formula nicena, che dunque toglieva di mezzo le dottrine ariane, l'editto definiva per la prima volta la Chiesa che professava il Credo Niceno "cattolica" (dal greco "katholicòs", cioè "universale") e "ortodossa" (dal greco "orthos-doxa", cioè "di retta dottrina"), bollando tutti gli altri gruppi cristiani come eretici e come tali soggetti a pene e punizioni[28]. Si trattò, di fatto, di una persecuzione antiariana incruenta, in cui i vescovi vennero allontanati e tutte le chiese affidate al controllo dei cattolici, escludendo gli ariani da ogni luogo di culto anche dove, come a Costantinopoli, la loro comunità era decisamente di gran lunga più numerosa. Proprio nella capitale dell'impero l'imperatore Teodosio in persona sostituì il vescovo Demofilo con Gregorio Nazianzeno, portandolo quasi in trionfo per le vie della città e proteggendo il suo insediamento con un reparto di guardie imperiali armate. Lo stesso vescovo[29] deplorava che il suo insediamento fosse protetto dalle armi, tra gente che lo guardava con rabbia e lo considerava nemico, sembrava più l'ingresso in una città conquistata da parte di un barbaro invasore[30].

Non meno appassionata e violenta era la contesa che si svolgeva in Occidente tra il vescovo Ambrogio di Milano e l'imperatrice ariana Giustina, madre e reggente del futuro imperatore Valentiniano II[31]. La condanna dell'arianesimo venne poi ribadita nel 381 durante il primo concilio di Costantinopoli, proprio nella città che, nonostante l'editto, era in qualche modo riuscita a conservare una popolosa colonia ariana che accoglieva al suo interno tutti gli “eretici” di varia denominazione[32]. Negli anni successivi Teodosio ribadì con una serie di editti la sua persecuzione contro l'eresia ariana, che prevedeva la proibizione delle riunioni di culto, la destituzione e la comminazione di forti multe a vescovi e preti, l'esclusione da professioni onorevoli e lucrose e (poiché gli ariani separavano la natura del Padre da quella del Figlio) l'inibizione alla capacità di lasciti testamentari. In qualche caso si giunse anche a pronunciare sentenze capitali che però raramente vennero eseguite perché Teodosio era in realtà più propenso alla correzione che non alla punizione. Con l'affidamento dell'esecuzione dei suoi editti ad una schiera di funzionari l'imperatore istituì, di fatto, l'embrione di un ufficio di Inquisizione[33].

L'arianesimo dal V al VII secolo

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Il vescovo Ulfila spiega il Vangelo ai Goti, rappresentazione di inizio '900.

Ulfila e i popoli germanici

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Lo stesso argomento in dettaglio: Ulfila.

Piuttosto che scomparire, l'arianesimo spostò il suo asse verso il nord dell'impero, trovando seguaci presso i popoli “barbari” che in quel periodo si stavano spingendo contro i confini dello Stato, particolarmente Goti, Vandali e Longobardi. Grazie soprattutto alla predicazione condotta nel IV secolo fra i Goti da parte di Ulfila (311-383)[34], l'arianesimo conobbe infatti una grande diffusione fra i popoli germanici fra i quali fiorì almeno fino al VII secolo: infatti, la visione più semplice del cristianesimo ariano era più conforme alla loro mentalità pragmatica e priva di quelle basi filosofiche di cui era intessuto il credo niceno[35]. Traduttore, tra l'altro, della Bibbia in lingua gotica e inventore di un tipo di alfabeto latino che sostituì gli antichi caratteri runici, Ulfila svolse un ruolo fondamentale non solamente dal punto di vista strettamente religioso, ma anche linguistico per lo studio delle antiche lingue germaniche[34].

La progressiva conversione alla fede calcedoniana (V-VII secolo)

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Il modus vivendi dei barbari e dei romani

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Durante il lento ma inesorabile crollo dell'Impero romano d'Occidente nel V secolo, i vari popoli germanici che si insediarono nei territori imperiali adottarono varie strategie di politica religiosa, che andavano dalla repressione violenta dei niceni (per esempio, i Vandali[36]), alla pacifica convivenza religiosa (Odoacre, i Visigoti spagnoli[37] e gli Ostrogoti di Teodorico in Italia[36]). Unico fattore comune tra così diverse linee di azione consisteva nel trovare nell'arianesimo una sorta di distinzione nei confronti dei romani che si professavano cattolici. Lentamente, però, il cristianesimo calcedoniano (cioè quello niceno, perfezionato nel Concilio di Calcedonia del 451) cominciò a convertire i popoli dei regni romano-barbarici ancora sopravvissuti alle guerre giustinianee e a quelle tra gli stessi regni barbarici. In seguito alla conversione dei Franchi nel 511 con Clodoveo al cristianesimo calcedoniano[38], gli altri popoli barbari cominciarono lentamente a convertirsi: i Visigoti, grazie all'opera di re Recaredo e poi di Sisebuto (tra il 586 e il 621[38], ma in questi trent'anni fu decisivo il terzo Concilio di Toledo del 589[39]); i Longobardi, a opera della regina Teodolinda e dell'abate Colombano e dei suoi monaci, nei primi anni del VII secolo[40]. Tuttavia, nel regno longobardo, il passaggio dall'arianesimo al cattolicesimo fu abbastanza lento, in particolare in alcune città, quali Bergamo, Brescia, Torino e, soprattutto Pavia, allora capitale del regno, dove solo nel 658 la cattedrale ariana, Sant'Eusebio, passò al culto cattolico e, contemporaneamente, il vescovo ariano della città divenne il presule cattolico di Pavia[41].

Note

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  1. ↑ Marcello Craveri, L'eresia. Dagli gnostici a Lefebvre, il lato oscuro del cristianesimo, Mondadori, 1996, ISBN 88-04-39789-6, OCLC 797548140. URL consultato il 31 marzo 2022.
  2. 1 2 C. Andresen - G. Denzler, Dizionario storico del Cristianesimo, p. 65.
  3. ↑ G. Mura (a cura di), La teologia dei Padri, V, pp. 60-61.
  4. 1 2 3 4 G. Mura (a cura di), La teologia dei Padri, V, p. 60. URL consultato il 27/03/2015.
  5. ↑ Si legga, in questa dichiarazione teologica, il profondo influsso del platonismo (esattamente, il Timeo), in cui c'è la dichiarazione dell'atemporalità.
  6. 1 2 3 G. Filoramo - D. Menozzi, L'Antichità, collana Storia del Cristianesimo, p. 298.
  7. ↑ Il modello della "fonte" primaria, da cui si irradia il resto della creazione, è alla base della filosofia neoplatonica dell'egiziano Plotino (III secolo d.C).
  8. 1 2 3 4 G.Filoramo - D.Menozzi, L'Antichità, collana Storia del Cristianesimo, p. 297.
  9. 1 2 H. Jedin, Breve storia dei Concili, p. 19.
  10. ↑ Edward Gibbon, Decadenza e caduta dell'Impero romano, cap. XXI, pp. 193 e sgg.
  11. ↑ A. Clemente, Il libro nero delle eresie, pp. 180 e sgg.
  12. 1 2 3 G. Filoramo - D. Menozzi, L'Antichità, collana Storia del Cristianesimo, p. 299.
  13. ↑ E. Gibbon. cit., pp. 203 e sgg.
  14. ↑ Tirannio Rufino, Historia Ecclesiastica, X, 12
  15. 1 2 A. Clemente, cit.
  16. ↑ C. Andresen - G. Denzler, Dizionario storico del Cristianesimo, p. 287.
  17. 1 2 3 Tirannio Rufino, Historia Ecclesiastica, I, 26.
  18. ↑ Ewa Wipszycka, Storia della Chiesa nella tarda antichità, p. 34. URL consultato il 29/03/2015.
  19. 1 2 3 4 G. Filoramo - D. Menozzi, L'Antichità, collana Storia del Cristianesimo, p. 300.
  20. 1 2 3 L. Hertling - A. Bulla, Storia della Chiesa, p. 94. URL consultato il 29/03/2015.
  21. ↑ E. Gibbon, cit., pp. 230 e sgg.
  22. ↑ L'imperatore Giuliano, successore di Costanzo, così descrive le violenze perpetrate in nome dello zelo religioso del vescovo di Costantinopoli e dell'odio dell'imperatore nei confronti dei non ariani: “Molti furono imprigionati, perseguitati e mandati in esilio. Interi gruppi di quelli chiamati eretici furono massacrati, in modo particolare a Cizico e a Samosata. Nella Paflagonia, nella Bitinia, nella Galazia e in molte altre province, città e villaggi furono devastati e completamente distrutti” (come riportato in E. Gibbon, cit., pag. 233).
  23. ↑ L. Hertling - A. Bulla, Storia della Chiesa, p. 96. URL consultato il 30/03/2015.
  24. 1 2 H. Jedin, Breve storia dei Concili, p. 25.
  25. ↑ G. Filoramo - D. Menozzi, L'Antichità, collana Storia del Cristianesimo, pp. 310-311.
  26. ↑ Dopo la morte, nel 375, di Valentiniano I, le redini del governo furono prese da Giustina, reggente in nome del figlioletto Graziano. fervente ariana e oppositrice della politica filo-nicena del vescovo di Milano Ambrogio.
  27. ↑ G. Filoramo - D. Menozzi, L'Antichità, collana Storia del Cristianesimo, p. 311.
  28. ↑ ”È nostra volontà che tutti i popoli che sono governati dalla nostra moderazione e clemenza aderiscano fermamente alla religione insegnata da s. Pietro ai Romani, conservata dalla vera tradizione e ora professata dal pontefice Damaso e da Pietro, vescovo di Alessandria, uomo di apostolica santità. Secondo la disciplina degli Apostoli e la dottrina del Vangelo, crediamo nella sola divinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, sotto un'uguale maestà e una pia Trinità. Autorizziamo i seguaci di questa dottrina ad assumere il titolo di cristiani cattolici, e siccome riteniamo che tutti gli altri siano dei pazzi stravaganti, li bolliamo col nome infame di eretici, e dichiariamo che le loro conventicole non dovranno più usurpare la rispettabile denominazione di chiese. Oltre alla condanna della divina giustizia, essi debbono prepararsi a soffrire le severe pene che la nostra autorità guidata da celeste sapienza, crederà d'infliggere loro.” (Codex Theodosianus, libro XVI, titolo I, legge 2, come riportata in E. Gibbon. op. cit., cap. XXVII, pp. 186 sg.).
  29. ↑ Gregorio Nazianzeno, “De vita sua”.
  30. ↑ E. Gibbon, cit., pp. 191 e seg.
  31. ↑ E. Gibbon, cit., pp. 200 e seg.
  32. ↑ E. Gibbon, cit, pag. 188
  33. ↑ E. Gibbon, cit., pp. 196 e seg.
  34. 1 2 Ulfila in Dizionario storico Treccani, su treccani.it, Treccani, 2011. URL consultato il 30/03/2015.
  35. ↑ G. Filoramo - D. Menozzi, L'Antichità, collana Storia del Cristianesimo, p. 394.
  36. 1 2 G. Filoramo - D. Menozzi, L'Antichità, collana Storia del Cristianesimo, p. 397.
  37. ↑ G. Filoramo - D. Menozzi, L'Antichità, collana Storia del Cristianesimo, p. 398.
  38. 1 2 G. Filoramo - D. Menozzi, L'Antichità, collana Storia del Cristianesimo, p. 399.
  39. ↑ H. Jedin, Breve storia dei Concili, p. 47.
  40. ↑ G. Filoramo - D. Menozzi, L'Antichità, collana Storia del Cristianesimo, p. 400.
  41. ↑ Margherita Cecchelli e Gioia Bertelli, Edifici di culto ariano in Italia, in Actes du XIe congrès international d'archéologie chrétienne. Lyon, Vienne, Grenoble, Genève, Aoste, 21-28 septembre 1986, Rome, École Française de Rome, 1989, pp. 239-242, ISBN 2-7283-0194-8.

Bibliografia

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Fonti

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  • Atanasio di Alessandria, Trattati contro gli Ariani. Ora in: Atanasio di Alessandria, Trattati contro gli Ariani, collana Collana di testi patristici, Roma, Città nuova, 2003, ISBN 88-311-3173-7.
  • Tirannio Rufino, Historia Ecclesiastica, libro X. Ora in: Tirannio Rufino, Scritti vari: Le benedizioni dei patriarchi; Spiegazione del simbolo; Storia della Chiesa, a cura di Manlio Simonetti, Roma-Gorizia, Città Nuova - Società per la conservazione della basilica di Aquileia, 2000, ISBN 88-311-9083-0.
  • Mario Vittorino, Opere teologiche, a cura di Claudio Moreschini, Torino, UTET 2007 (contiene tutti gli scritti contro gli Ariani)
  • Vigilio di Tapso, Contro gli ariani, a cura di Patrizia Guidi, Roma, Città Nuova, 2005, ISBN 88-311-3184-2.
  • Edward Gibbon, Decadenza e caduta dell'Impero romano, a cura di Piero Angarano, Roma, Avanzini e Torraca, 1968, SBN NAP0491458.

Studi

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  • Alberto Camplani, Ario, in A. Di Berardino, G. Fedalto e M. Simonetti (a cura di), Letteratura patristica, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2007, pp. 173-181, ISBN 978-88-215-5671-5.
  • Giovanni Filoramo e Daniele Menozzi, L'Antichità, in Storia del Cristianesimo, vol. 1, Bari, Laterza, 2010, ISBN 978-88-420-6558-6.
  • Giovanni Filoramo, La croce e il potere. I cristiani da martiri a persecutori, Roma - Bari, Laterza, 2011, ISBN 9788842097136.
  • (EN) R. P. C. Hanson, Search for the Christian Doctrine of God: The Arian Controversy, 318-381, Edimburgo, T&T Clark Ltd, 1988, ISBN 9780567094858.
  • Ludwig Hertling e Angiolino Bulla, Storia della Chiesa. La penetrazione dello spazio umano ad opera del cristianesimo, VI, Roma, Città Nuova, 2001, ISBN 88-311-9258-2. URL consultato l'8 maggio 2015.
  • Hubert Jedin, Breve storia dei Concili, Brescia, Morcelliana, 1989, SBN PUV0426031.
  • (EN) Joseph T. Lienhard, From Gwatkin Onwards A Guide through a Century and a Quarter of Studies on Arianism, in Augustinian Studies, vol. 44, 2013, pp. 265-285.
  • G. Mura (a cura di), La teologia dei Padri, V, II, Roma, Città Nuova, 1987, ISBN 88-311-9205-1. URL consultato l'8 maggio 2015.
  • Vittorio Santoli, Ulfila, in Enciclopedia Italiana, 1937. URL consultato l'8 maggio 2015.
  • Manlio Simonetti, La crisi ariana nel IV secolo, Roma, Institutum patristicum Augustinianum, 1975, SBN SBL0574513.
  • (EN) Maurice Wiles, Archetypal Heresy. Arianism through the Centuries, Oxford, Clarendon Press, 1996, ISBN 0-19-826927-7.
  • Ewa Wipszycka, Storia della Chiesa nella tarda antichità, a cura di Vera Verdiani, Milano, Mondadori, 2000, ISBN 88-424-9536-0. URL consultato l'8 maggio 2015.

Dizionari

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  • Carl Andersen e Georg Denzler (a cura di), Dizionario storico del Cristianesimo, Cinisello Balsamo, Paoline, 1999, ISBN 88-215-2450-7.

Voci correlate

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  • Anomei
  • Atanasio di Alessandria
  • Macedoniani
  • Trinità (cristianesimo)
  • Cristologia
  • Eresie dei primi secoli
  • Simbolo niceno-costantinopolitano

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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  • arianesimo, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010. Modifica su Wikidata
  • (IT, DE, FR) Arianesimo, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera. Modifica su Wikidata
  • (EN) Arianesimo, in Jewish Encyclopedia, Funk and Wagnalls. Modifica su Wikidata
  • (EN) Arianesimo, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper. Modifica su Wikidata
  • (EN) Arianesimo, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company. Modifica su Wikidata
  • Vittorio Santoli, Ulfila, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
  • (EN) Documents of the Early Arian Controversy, su fourthcentury.com.
  • (DE) Elenco cronologico delle fonti (PDF)
V · D · M
Cristologia
Serie di articoli e voci di tema cristologico
GesùAnni perduti di Gesù · Arresto di Gesù · Ascensione di Gesù · Bambino Gesù · Circoncisione di Gesù · Coronazione di spine · Cristo Pantocratore · Crocifissione di Gesù · Data di morte di Gesù · Data di nascita di Gesù · Deposizione di Gesù · Ecce Homo · Etnia e aspetto fisico di Gesù · Famiglia di Gesù (Fratelli di Gesù - Genealogia di Gesù - Sposa di Gesù) · Flagellazione di Gesù · Gesù nell'arte · Gesù nell'ebraismo · Gesù nell'islam · Gesù storico · Iconografia della Crocifissione · Iconografia di Gesù · Luogo di origine di Gesù · Mandylion · Mito di Gesù · Monogramma di Cristo · Morte di Gesù negli studi antropologici · Nazireato · Nome ed epiteti di Gesù · Processo di Gesù · Ricerca del Gesù storico · Salita al Calvario · Sepoltura di Gesù · Sindone di Torino · Storicità di Gesù · Strumenti della Passione · Sudario di Oviedo · Ultime parole di Gesù · Velo della Veronica · Via Crucis · Via Lucis
Figlio di DioAcqua della vita · Conoscenza di Cristo · Cristo · Dio Figlio · Dio Padre · Emmanuele · Figlio dell'uomo · Ipostasi · Messia · Nomi di Dio nella Bibbia · Perfezione di Cristo · Preesistenza di Cristo · Spirito Santo · Trinità · Uffici di Cristo · Verbo divino
IncarnazioneAnno Domini · Apparizioni di Gesù · Communicatio idiomatum · Età apostolica · Figlio dell'uomo · Gesù nel cristianesimo · Gesù nell'ebraismo · Gesù nel Nuovo Testamento · Incarnazione di Gesù · Messia · Ministero di Gesù · Nascita di Gesù · Passione di Gesù · Rapporti tra cristianesimo ed ebraismo · Redenzione · Reincarnazione · Seconda venuta · Segreto messianico · Christotókos · Theotókos
RivelazioneAmore di Cristo · Apocalisse · Apocrifi del Nuovo Testamento · Apparizioni di Gesù · Battesimo di Gesù · Crocifissione di Gesù · Antropologia teologica · Escatologia cristiana · Escatologia ebraica · Fine dei giorni · Imitazione di Cristo · Ingresso a Gerusalemme · Intercessione di Cristo · Lavanda dei piedi · Ministero di Gesù · Miracoli di Gesù · Mito di Gesù · Nascita di Gesù · Nuovo Testamento · Parabole di Gesù · Passione di Gesù · Quid est veritas? · Regno di Dio · Risurrezione di Gesù · Ritrovamento di Gesù al Tempio · Salvezza · Seconda venuta · Tentazioni di Gesù · Trasfigurazione di Gesù · Ultima Cena · Vangeli apocrifi · Vangelo
TrinitàTrinità nel cristianesimo (Dio Padre - Dio Figlio - Spirito Santo) · Antitrinitarismo · Eucaristia · Filioque · Iconografia della Trinità · Kenosis · Kerigma · Pasqua · Persona di Cristo · Segno della Croce · Simbolo atanasiano · Simbolo degli apostoli · Simbolo niceno-costantinopolitano · Spirito Santo nell'Antico Testamento · Trinitarismo · Unione ipostatica · Diofisismo
DottrineCalcedonianismo · Cattolicesimo · Dottrina della Chiesa cattolica · Dottrine cristologiche dei primi secoli · Eresia nel cristianesimo · Giudeo-cristianesimo · Gnosticismo e scuole gnostiche · In persona Christi · Monarchianismo · Mormonismo · Nestorianesimo · Oriente cristiano · Ortodossia · Pensiero paolino · Primi centri del cristianesimo · Protestantesimo · Teopaschismo · Tradizione
Nell'arteGesù nell'arte · Iconografia di Gesù · Bambino Gesù · Cristo Pantocratore · Iconografia della Crocifissione · Iconografia della Trinità · Santo Niño de Cebú
Categorie: Cristologia - Gesù
V · D · M
Storia del cristianesimo
Origini ed Età apostolicaGesù (Battesimo · Ministero · Crocifissione · Risurrezione · Grande Missione) · Spirito Santo · Apostolo · Chiesa di Gerusalemme · Paolo di Tarso · Concilio di Gerusalemme · Giudeo-cristianesimo · Nuovo Testamento (Vangeli · Atti · Lettere di Paolo · Lettere cattoliche · Apocalisse)
Periodo ante-niceanoPrimi centri del cristianesimo · Dottrine cristologiche dei primi secoli (Adozionismo · Arianesimo · Docetismo · Donatismo · Marcionismo · Montanismo · Gnosticismo) · Persecuzioni · Padri (Papa Clemente I · Policarpo di Smirne · Ignazio · Ireneo di Lione · Giustino · Tertulliano · Origene)
Tarda antichitàCostantino I (Svolta costantiniana) · Monachesimo (Padri del deserto · Anacoreta · Cenobitismo) · Concili (Nicea I · Costantinopoli I · Efeso · Calcedonia) · Atanasio · Simbolo niceno-costantinopolitano · Pelagianesimo · San Girolamo · Agostino · Sant'Ambrogio · Nestorianesimo (Cirillo di Alessandria · Nestorio · Christotókos · Theotókos) · Papa Leone Magno
MedioevoEnotico · Scisma acaciano · Teopaschismo · Nestorianesimo · Monofisismo · Difisismo · Concilio di Costantinopoli II · Scisma tricapitolino · Papa Gregorio I · Benedetto da Norcia (Regola benedettina) · Espansione del cristianesimo in Europa tra V e VIII secolo (Cristianesimo celtico · Cristianizzazione dei Germani · Cristianizzazione della Bulgaria · Cristianizzazione del Khaganato di Rus' · Conversione al cristianesimo della Rus' di Kiev) · Filioque · Iconoclastia · Scisma foziano · Saeculum obscurum · Riforma cluniacense · Riforma della Chiesa dell'XI secolo · Grande Scisma · Papa Gregorio VII · Lotta per le investiture · Umiliazione di Canossa · Anselmo d'Aosta · Concordato di Worms · Crociate · Assedio di Costantinopoli · Impero latino di Costantinopoli · Graziano · Pietro Abelardo · Bernardo di Chiaravalle · Bogomilismo · Chiesa bosniaca · Catarismo · Apostolici · Dolciniani · Valdismo · Inquisizione medievale · Crociata albigese · Domenico di Guzmán · Scolastica · Tommaso d'Aquino · Papa Innocenzo III · Concilio Lateranense IV · Misticismo cristiano · Ordini mendicanti · Francesco d'Assisi · Riforma spirituale medievale · John Wyclif · Papa Bonifacio VIII · Schiaffo di Anagni · Cattività avignonese · Scisma d'Occidente · Concilio di Costanza · Jan Hus · Conciliarismo · Caduta di Costantinopoli · Reconquista
Riforma e Controriforma
LuteranesimoMartin Lutero (95 tesi · Dieta di Worms · Martin Lutero a Worms · Carlo V e Martin Lutero · Bibbia di Lutero) · Filippo Melantone (Confessione augustana) · Liber Concordiae · Scolasticismo protestante · Consustanziazione · Cinque sola (Sola scriptura) · Arte luterana · Guerra di Smalcalda · Pace di Augusta · Formula della Concordia
Chiese riformateZwinglianesimo (Ulrico Zwingli) · Martin Bucer · Guillaume Farel · Calvinismo (Giovanni Calvino · Institutio christianae religionis · Cinque punti del calvinismo) · Ugonotti · Presbiterianesimo · Volfango Capitone · Giovanni Ecolampadio · Riforma scozzese · John Knox · Tre formule di unità · Jacob Arminio (Arminianesimo · Sinodo di Dordrecht)
Scisma anglicanoEnrico VIII · Thomas Cranmer · 39 articoli · Puritani · Tommaso Moro · Libro della preghiera comune · Bibbia di re Giacomo · Dissoluzione dei monasteri in Inghilterra · Assemblea di Westminster
Riforma radicaleNicolas Storch · Profeti di Zwickau · Thomas Müntzer · Anabattismo · Guerra dei contadini tedeschi · Conrad Grebel · Hutteriti · Collegianti · Sinodo dei Martiri · Menno Simons · Mennoniti
Controriforma e Missioni cattolicheConsilium de Emendanda Ecclesia · Concilio di Trento · Catechismo del Concilio di Trento · Messa tridentina · Arte della Controriforma · Guerre di religione francesi · Guerre di religione in Europa · Patronato regio · Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli · Missioni cristiane in America · Missione gesuita in Cina · Missioni gesuite in Nord America · Riduzioni gesuite · Controversia dei riti cinesi · Controversia dei riti malabarici
1640-1789Revivalismo · Battismo · Editto di tolleranza · Congregazionalismo · Primo grande risveglio · Metodismo · Millerismo · Pietismo · Neoluteranesimo · Rūm millet · Dhimmi · Santissimo Sinodo
Età contemporaneaFondamentalismo cristiano · Movimento della santità · Secondo grande risveglio · Restaurazionismo (Comunità di Cristo · Chiesa cristiana millenarista · House of Yahweh · Chiesa di Cristo · Testimoni di Geova · Mormonismo · Chiesa cristiana avventista del settimo giorno) · Avventismo · Movimento di Oxford · Laestadianesimo · Esistenzialismo cristiano · Terzo grande risveglio · Pacifismo cristiano · Ecumenismo · Cinque sola · Chiesa cattolica liberale · Pentecostalismo · Movimento carismatico · Teologia della liberazione · Epistemologia riformata · Quarto grande risveglio · Evangelicalismo · Politiche cristiane evangeliche in America Latina · Comunità ecclesiale di base · Concilio Vaticano I · Concilio Vaticano II · Cristianesimo postmoderno · Antroposofia
GeneraliStoria del papato (Sviluppo del primato) · Eresia nel cristianesimo
Controllo di autoritàThesaurus BNCF 30229 · LCCN (EN) sh85007137 · GND (DE) 4132601-5 · J9U (EN, HE) 987007295512005171 · NDL (EN, JA) 00560324
  Portale Antica Roma
  Portale Bisanzio
  Portale Cristianesimo
  Portale Germani
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