Technopedia Center
PMB University Brochure
Faculty of Engineering and Computer Science
S1 Informatics S1 Information Systems S1 Information Technology S1 Computer Engineering S1 Electrical Engineering S1 Civil Engineering

faculty of Economics and Business
S1 Management S1 Accountancy

Faculty of Letters and Educational Sciences
S1 English literature S1 English language education S1 Mathematics education S1 Sports Education
teknopedia

teknopedia

teknopedia

teknopedia

teknopedia

teknopedia
teknopedia
teknopedia
teknopedia
teknopedia
teknopedia
  • Registerasi
  • Brosur UTI
  • Kip Scholarship Information
  • Performance
  1. Weltenzyklopädie
  2. Anjar - Teknopedia
Anjar - Teknopedia
Disambiguazione – Se stai cercando la municipality dell'India, vedi Anjar (India).
 Bene protetto dall'UNESCO
Anjar
 Patrimonio dell'umanità
Resti del palazzo degli Omayyadi
TipoCulturale
CriterioC (iii) (iv)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal1984
Scheda UNESCO(EN) Anjar
(FR) Anjar
Manuale

Anjar[1] (in arabo عنجر‎?, ʿAnjar, 'fiume irrisolto o in corso'), nota anche come Haouch Moussa (in arabo حوش موسى‎?, Ḥawsh Mūsá), è un villaggio situato in Libano, nella valle della Beqa',[2] non molto distante dalla strada che collega Damasco e Beirut. La cittadina (2.400 abitanti)[3] è nota soprattutto per essere un centro archeologico di notevole importanza. La grande maggioranza della popolazione è costituita da armeni. L'area totale è di circa venti chilometri quadrati.

Dal 1984, le rovine dell'insediamento omayyade di Anjar sono state riconosciute dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità.[4]

Storia

[modifica | modifica wikitesto]
Il tetrapylon, Anjar

Il moderno villaggio venne fondato da immigrati armeni originari del Mussa Dagh, e generalmente attribuita al califfo omayyade al-Walid I, all'inizio dell'VIII secolo, come città-palazzo. I graffiti siriaci trovati nella cava da cui è stata estratta la pietra migliore risalgono all'anno 714, e fonti bizantine e siriache attribuiscono la fondazione della città ai principi omayyadi, con una cronaca siriaca che menziona Walid I per nome, mentre il cronista bizantino Teofane il Confessore ha registrato che fu il figlio di Walid, al-Abbas, ad iniziare a costruire la città nel 709-710.[5] Gran parte della città fu costruita su terreno vergine.[5] La comunità migrò in Libano nel 1939, in seguito alla cessione del Sangiaccato di Alessandretta alla Turchia da parte del mandato francese.[6][7] A partire dagli anni della guerra civile in Libano Anjar divenne quartier generale delle forze armate siriane di stanza in Libano.[8]

Dopo essere stata abbandonata negli anni successivi, Anjar fu reinsediata nel 1939 con diverse migliaia di rifugiati armeni provenienti dall'area di Musa Dagh. I suoi quartieri prendono il nome dai sei villaggi di Musa Dagh: Haji Habibli, Kebusiyeh, Vakif, Kheder Bek, Yoghunoluk e Bitias.[9]

Durante la guerra civile, l'esercito siriano scelse Anjar come una delle sue principali basi militari nella valle della Beqa' e il quartier generale dei suoi servizi segreti.[10] Dopo la guerra civile, iniziò la ricostruzione di Anjar anche se molti dei suoi abitanti erano immigrati in altri paesi, principalmente in Europa, Canada e Stati Uniti.

Nel novembre 2024, l'UNESCO ha concesso ad Anjar una maggiore protezione per salvaguardare il sito archeologico dai danni subiti durante l'invasione israeliana del Libano.[11]

Le rovine

[modifica | modifica wikitesto]
Rovine del palazzo degli Omayyadi
Il cardo della città omayyade di Anjar

Le rovine della città degli Omayyadi coprono 114.000 metri quadrati. La città era circondata da una cinta muraria alta sette metri e spessa due, con trentasei torri e quattro torri angolari circolari. Questo recinto è costruito in pietra calcarea che forma i rivestimenti interni ed esterni, riempito con un mix di pietre grezze, ciottoli e malta. Il design rettangolare della città di 370 m. per 310 m. si basa sull'urbanistica e sull'architettura romana con lavori in pietra presi in prestito dai Bizantini. Due grandi viali, il Cardo massimo, che corre da nord a sud, e il Decumano massimo, che corre da est a ovest, dividono la città in quattro quadranti. I due viali principali, decorati da colonnati e fiancheggiati da circa 600 botteghe, si intersecano sotto un tetrapilene. I plinti, gli alberi e i capitelli del tetrapylon sono spolia riutilizzati nel periodo omayyade. Strade più piccole suddividono la metà occidentale della città in quartieri di diverse dimensioni.[12]

Principali monumenti:

Il Grand Palace
  • Il Grand Palace, parzialmente ricostruito, 59 m. per 70 m., comprende una cinta muraria ed è preceduto da una serie di arcate. Il suo hosh (cortile) centrale è circondato da un peristilio.
  • Il Piccolo Palazzo, quasi quadrato, 46 m per 47 m, si distingue per i numerosi frammenti ornamentali e per l'ingresso centrale riccamente decorato.
  • Una moschea, di 45 m per 32 m, si trova tra i due palazzi.
  • Terme, costruite sul modello romano.

Galleria d'immagini

[modifica | modifica wikitesto]

Note

[modifica | modifica wikitesto]
  1. ↑ (EN) Fatema AlSulaiti, Anjar, in World History Encyclopedia. URL consultato il 30 luglio 2024.
  2. ↑ (EN) An Annual Review of Developments and the Bush Administration's Policy on Human Rights Worldwide, HUMAN RIGHTS WATCH WORLD REPORT 1990, 1991.
  3. ↑ (EN) ANJAR: Demographics, su mousaler.com.
  4. ↑ (EN) Anjar, in UNESCO. URL consultato il 24 marzo 2023.
  5. 1 2 (EN) Robert Hillenbrand, The Idea and Ideal of the Town Between Late Antiquity and the Early Middle Ages, G. P. Brogiolo and B. Ward-Perkins, 1999, pp. 59–98. URL consultato il 9 maggio 2021.
  6. ↑ (EN) Anjar, su armeniapedia.org.
  7. ↑ (FR) Iskandar, Jules Amine, La nouvelle Cilicie. Les Arméniens du Liban, Antélias: Catholicossat Arménien de Cilicie, 1999.
  8. ↑ "Siria-Libano: Damasco corre ai ripari?", su aljazira.it (archiviato dall'url originale il 7 giugno 2006).
  9. ↑ (EN) Vahram Shemmassian, The Settlement of Musa Dagh Armenians in Anjar, Lebanon, 1939-1941, su Asbarez. URL consultato il 24 marzo 2023.
  10. ↑ Noura Kevorkian, Anjar: Flowers, Goats and Heroes, su YouTube. URL consultato il 24 marzo 2023.
  11. ↑ (EN) Cultural property under enhanced protection Lebanon, su unesco.org. URL consultato il 6 luglio 2025 (archiviato il 31 dicembre 2024).
  12. ↑ (EN) The archaeological site of Anjar (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2007).

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

  • Wikimedia Commons
  • Collabora a Wikimedia Commons Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Anjar

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  • (EN, FR, AR) Destination Lebanon: Anjar (archiviato dall'url originale il 31 marzo 2006). (include una mappa del sito archeologico e una galleria fotografica)
  • (EN) Anjar Online. (sito della comunità armena di Anjar)
V · D · M
UNESCO — Patrimoni dell'umanità in Libano
Patrimoni dell'umanità del Libano - Cerca le immagini su Commons


Anjar · Baalbek · Biblo · Fiera internazionale Rashid Karame-Tripoli · Tiro · Ouadi Qadisha (la Valle sacra) e la Foresta dei cedri di Dio (Horsh Arz el-Rab)
Controllo di autoritàVIAF (EN) 123352731 · LCCN (EN) n2003061677 · J9U (EN, HE) 987007482442405171
  Portale Libano
  Portale Patrimoni dell'umanità
Estratto da "https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Anjar&oldid=148568925"

  • Indonesia
  • English
  • Français
  • 日本語
  • Deutsch
  • Italiano
  • Español
  • Русский
  • فارسی
  • Polski
  • 中文
  • Nederlands
  • Português
  • العربية
Pusat Layanan

UNIVERSITAS TEKNOKRAT INDONESIA | ASEAN's Best Private University
Jl. ZA. Pagar Alam No.9 -11, Labuhan Ratu, Kec. Kedaton, Kota Bandar Lampung, Lampung 35132
Phone: (0721) 702022