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ʿĀʾisha - Teknopedia
Disambiguazione – "Aisha" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Aisha (disambigua).
Disambiguazione – "Ayesha" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Ayesha (disambigua).
Nome calligrafato di ʿĀʾisha

ʿĀʾisha bint Abī Bakr, talvolta citata in italiano come Aiscia[1][2] (in arabo عائشة بنت أبي بكر‎?, detta Umm al-Muʾminīn, "Madre dei credenti"; La Mecca, 613 o 614 circa[3] – Medina, 13 luglio 678 o 679), è stata la figlia di Abū Bakr, primo califfo dell'Islam, e, in seguito, la più importante sposa del profeta Maometto.

Si dice che a insistere per questo sposalizio fosse stata Khawla bt. Ḥakīm, moglie di ʿUthmān b. Maẓʿūn, che desiderava far superare al profeta lo stato di profonda prostrazione psicologica causatogli dalla morte dell'amata moglie Khadīja nel 619. La donna sollecitò quindi il matrimonio di Maometto con la ventisettenne Sawda bt. Zamʿa (rimasta vedova del marito, morto in Abissinia, dove s'era recato con la Piccola Egira); per motivi inizialmente politici organizzò anche il matrimonio del Profeta con la piccola ʿĀʾisha, figlia di sei o sette anni del migliore amico del profeta. In ambito islamico si aggiunge che a determinare definitivamente il matrimonio con Muhammad fu una visione del Profeta dell'arcangelo Gabriele che gli comandava di sposarla (anche se non ne avesse avuto alcun desiderio). La tradizione sufi afferma che il movimento nacque da fedeli musulmani e compagni del Profeta (detti ahl al-ṣuffa, cioè "quelli della panca" perché aspettavano lavoro dagli imprenditori di Medina) che si riunivano per recitare il dhikr nella moschea del Profeta (di fronte alla stanza della moglie Aisha) a Medina.

Controversie

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ʿĀʾisha era una bambina al momento della celebrazione del matrimonio; il primo rapporto sessuale fu consumato pochi anni dopo, all'età di 9 anni. Nell'attesa, Maometto l'avrebbe fatta giocare con le bambole che la bimba aveva portato con sé. Da questo matrimonio non nacquero figli.

Secondo attestazioni di diversi e molteplici ḥadīth, ʿĀʾisha aveva 6 anni in occasione del suo matrimonio formale e 9 anni al momento della prima consumazione[4] e fu con lui fino alla sua morte nel 632, quando aveva 18 anni mentre secondo qualche altro hadith ʿAʾisha aveva 7 anni quando contrasse il matrimonio e 10 quando lo consumò.

Secondo la maggior parte delle fonti, tra cui la sunnah sahih bukhari e sahih Muslim oltre a al-Tabari (considerato il più accurato annalista islamico dagli studiosi orientalisti) all'età di sei anni sarebbe stata data in sposa a Maometto che aveva poco più di 50 anni, divenendo la terza moglie e la favorita del profeta della religione islamica.[5] Una fonte la vuole invece sposata a 10 anni con consumazione a 15, quindi adolescente e sessualmente matura.[6]

L'età di ʿĀʾisha costituisce un problema particolare per molti non-musulmani contemporanei che deprecano il fatto che Maometto abbia avuto relazioni sessuali con una bambina, fatto che alla luce dei criteri morali contemporanei è ovviamente inaccettabile.[7]

In particolare, Colin Turner, professore medievista e iranista della britannica Durham University, dichiarò che la consumazione del rapporto quando ʿĀʾisha era così giovane non era una cosa straordinaria in quell'epoca e in quella cultura. Le relazioni sessuali fra un uomo maturo e una ragazzina così giovane erano - e sarebbero tuttora - un costume diffuso fra i beduini, al pari di molte altre culture del mondo. Turner scrisse inoltre che in numerosi testi islamici si dice che gli Arabi raggiungessero la pubertà in un'età precoce.[8]

La studiosa finlandese Hilma Granqvist lavorò nel villaggio palestinese di Arṭās negli anni venti del XX secolo e raccolse dati antropologici rilevanti, studiando da vicino le tradizioni matrimoniali degli Arabi palestinesi, che erano e sono tuttora anche cristiani. Grandqvist aveva studiato le classi di età delle donne, parlando della fascia d'età di ragazze di 12-14 anni, "in età di matrimonio,"[9] identificata con l'espressione araba miǧwiz(i) o ʿezz ǧizte, parlando inoltre di quelle ragazze che "hanno un bimbo in grembo senza essere completamente sviluppate [fisicamente]":[10] segno dell'età estremamente precoce in cui si tendeva a consumare il matrimonio.

La rivalità con ʿAlī

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Dotata di carattere impulsivo, che non temeva neppure il confronto con Maometto, quando questi si mostrava nella sua semplice veste di marito, ʿĀʾisha aveva un pessimo rapporto con ʿAlī ibn Abī Ṭālib, cugino di Maometto. Il tutto viene fatto risalire a un episodio che li vide entrambi attori.

Nel corso di un trasferimento in carovana lungo un tracciato che si dipanava in ambiente desertico, la moglie di Maometto - ancora giovinetta - si era attardata perdendo tempo nella ricerca dei grani di una collana il cui filo le si era in quell'occasione spezzato.

Senza accorgersi della sua assenza (le donne viaggiavano al chiuso di baldacchini issati sul dorso di un dromedario) la carovana era però ripartita e ʿĀʾisha fu salvata da morte sicura solo dal provvido intervento di un giovane beduino che la riportò al marito diversi giorni dopo. Il fatto che i due giovani fossero stati insieme senza alcun controllo per tanto tempo e l'avvenenza di entrambi generarono ovvie malignità. ʿAlī suggerì allora al cugino che ripudiasse la moglie, per evitare di essere danneggiato da quei sospetti, ma Maometto disse di aver interpellato mentalmente l'Angelo Gabriele che assolse la moglie del Profeta da qualsiasi sospetto di possibile adulterio. Da qui, però, il rancore della donna e la sua indomita avversione per il cugino del marito.[11]

Storia della divisione delle tre confessioni islamiche

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Il quarto califfo ʿAlī b. Abī Ṭālib, sospettato da alcuni di essere il mandante dell'uccisione di ʿUthmān, il terzo califfo, si scontrò nel 656 con Aisha, moglie del Profeta Maometto, e sconfisse il movimento di opposizione da lei organizzato nella battaglia del Cammello (da notare che i musulmani della fazione di Aisha non avevano alcun problema ad avere un capo donna, vedi Movimenti liberali nell'Islam). ʿĀʾisha partecipò alla ribellione contro ʿAlī ibn Abī Ṭālib insieme a due dei principali Compagni della prima ora di Maometto, Talha ibn ʿUbayd Allāh e al-Zubayr ibn al-ʿAwwām che furono però sconfitti dal califfo nella cosiddetta Battaglia del Cammello. Malgrado tutto ʿAlī non volle maltrattare la vedova del cugino e le fece avere una pensione, pur costringendola di fatto a vivere per il resto della sua vita lontano dalla vita pubblica, nella virtuale "prigionia" dorata della casa di Maometto, luogo anche della sepoltura del Profeta. Poi ʿAlī affrontò Muʿāwiya, governatore della Siria e capoclan degli Omayyadi, di cui faceva parte anche il califfo assassinato: gli eserciti dei due avversari si scontrarono nel 657 nella piana di Siffin. Le sorti di Muʿāwiya sembravano ormai compromesse, quando uno dei suoi uomini architettò un'astuzia che capovolse le sorti della battaglia. Muʿāwiya chiese un "arbitraggio" e ʿAlī fu costretto ad accettare dalle pressioni di una parte del suo esercito. La mattina seguente essi pretesero però che i combattimenti riprendessero e, al rifiuto del califfo, abbandonarono le sue file. Il loro nome di kharigiti (dalla radice araba <kh-r-j> "uscire"), ha fatto credere a molti che ciò indicasse il loro abbandono dei ranghi califfali, ma la più accreditata etimologia, motivata da Laura Veccia Vaglieri nel suo articolo "Sulla denominazione 'Khawārij'"[12] ricorda la loro uscita dalla cittadina di Harura, dove essi si sarebbero riuniti per decidere la loro linea d'azione.

Quanti rimasero fedeli ad ʿAlī presero il nome di "alidi" e, un paio di secoli più tardi, quello di sciiti. I seguaci di Muʿāwiya, sempre due secoli più tardi, assunsero invece il nome di sunniti ("quelli della Sunna").

Vecchiaia

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Un sacello fu posto per ʿĀʾisha accanto a quello di Maometto. La prima finestra da sinistra permette di osservarne il sacello (vuoto, perché il corpo è stato spostato al cimitero al-Baqīʿ al-Gharqad di Medina).
Attuale luogo di sepoltura di ʿĀʾisha, nel cimitero medinese di al-Baqīʿ al-Gharqad

Maometto morì a 62 anni, quando ʿĀʾisha avrebbe avuto, secondo la tradizione prevalente, 18 anni. Fu sepolto nella camera di ʿĀʾisha, all'interno della sua stanza, su cui fu eretta presto la Moschea del Profeta. Al momento della morte di ʿĀʾisha (che avrebbe avuto la medesima età del marito al momento della morte), un sacello fu posto accanto a quello del marito. Esso è però vuoto, essendo stato il corpo della moglie inumato nel cimitero medinese di al-Baqīʿ al-Gharqad.[13]

Poiché ʿĀʾisha visse a lungo dopo il decesso di Maometto, ella divenne una figura di enorme rilievo per quanto riguarda la tradizione orale relativa alla vita privata del Profeta. Per la sua conoscenza, derivatale dalla frequentazione assidua del marito dal 622 in poi, ʿĀʾisha fu considerata un fondamentale punto di riferimento per le successive generazioni di musulmani. Suo tramite privilegiato fu il nipote ʿUrwa ibn al-Zubayr, che ascoltò dalla viva voce della zia quanto ella aveva memorizzato dei detti del marito.

Note

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  1. ↑ Antonio Ferraiuolo, Maometto, Passerino Editore, 8 novembre 2018, ISBN 978-88-9345-942-6. URL consultato il 2 agosto 2025.
  2. ↑ Bey Essad, Maometto. Il profeta dell'Islam, Taylor & Francis, 1999, ISBN 978-88-09-21565-8. URL consultato il 2 agosto 2025.
  3. ↑ Secondo alcune ricostruzioni non confessionali l'anno sarebbe il 603 o il 604.
  4. ↑ Ṣaḥīḥ di Bukhari, Vol. 5, Libro 58, numeri 234, su usc.edu (archiviato dall'url originale il 22 agosto 2011). e 236, su usc.edu (archiviato dall'url originale il 22 agosto 2011)., Volume 7, Libro 62, Numeri 64, su usc.edu, 14 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2007)., 65, su usc.edu (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2007). e 88, su usc.edu (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2007).), Ṣaḥīḥ di Muslim, Libro 8, Numeri 3309, su usc.edu (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2008)., 3310, su usc.edu (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2008). e 3311, su usc.edu (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2008).), Sunan di Abu Dawud al-Sijistani, Vol. 2, n. 2116, Libro 41, n. 4915, su usc.edu (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2007)., 4916, su usc.edu (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2007). e 4917, su usc.edu (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2007)., Sunan di Nasāʾī, 1, # 18, p. 108, Sunan di Ibn Māja, 3:1876, p. 133 e 3:1877 p. 134, al-Ṭabarī, Taʾrīkh al-rusul wa l-mulūk, vol. 9, pp. 129-131 e vol. 7, p. 7 dell'edizione curata da Ihsān ʿAbbās per la SUNY Press di Albany (NY), Mishkat al-masabīh, Vol. 2, p. 77.
  5. ↑ William Montgomery Watt, s.v. «Aisha», Encyclopedia of Islam Online
  6. ↑ Abdul Wahid Hamid, I Compagni del Profeta, vol. I, Edizioni Al Hikma, cap. 30, p. 191
  7. ↑ The truth about Muhammad and Aisha.
  8. ↑ Colin Turner, Islam: The Basics, Londra, Routledge Press, 2005, pp. 34-35.
  9. ↑ Hilma Granqvist, Marriage Conditions in a Palestinian Village, vol. II, Helsinki, Akademische Buchhandlung, 1934, p. 34.
  10. ↑ Hilma Granqvist, Child Problems among the Arabs, Helsinki, Söderstrøm, 1950, nota 216.
  11. ↑ A. Bausani, L'islam, Milano, Garzanti, 1980.
  12. ↑ Rivista degli Studi Orientali, 26 (1951), pp. 41-46.
  13. ↑ Ibn Kathīr, al-Bidāya wa al-nihāya, vol. 4, capitolo 7, p. 97.

Bibliografia

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  • Ibn Isḥāq/Ibn Hishām, al-Sīra al-nabawiyya (La vita del Profeta), Mustafà al-Saqqā, Ibrāhīm al-Abyārī e ʿAbd al-Hāfiz Shiblī (edd.), Il Cairo, Mustafà al-Bābī al-Halabī, 1955, 2 voll., II ed. (trad. inglese The Life of Muhammad, a cura di A. Guillaume, Oxford, Oxford University Press, 1955).
  • Ibn Sa'd, al-Ṭabaqāt al-kubrā, 8 voll. + Indici, Beirut, Dār Ṣādir, VIII, pp. 58–80
  • Ibn Hajar al-'Asqalani, Tahdhīb al-tahdhīb, 12 voll. Ḥayderābād, Dār al-maʿārif al-ʿuthmāniyya, 1907-09
  • Hilma Granqvist, Marriage Conditions in a Palestinian Village, 2 voll., Helsinki, Akademische Buchhandlung, 1934
  • Hilma Granqvist, Child Problems among the Arabs, Helsinki, Söderstrøm, 1950
  • Colin Turner, Islam: The Basics, Londra, Routledge Press, 2005
  • Roqayyah Maqsood, Aishah - A study of her age at the time of her marriage, Islamic Vision, IPCI, 1996
  • Claudio Lo Jacono, Maometto, Roma-Bari, Laterza, 2011

Voci correlate

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  • Islam
  • Storia della donna nell'islam
  • Movimenti liberali nell'islam
  • Maometto
  • Jihād
  • Banu Khazraj
  • Sahaba
  • Protofemminismo

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Collegamenti esterni

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  • 'A'isha, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010. Modifica su Wikidata
  • (EN) Asma Afsaruddin, ʿĀʾishah, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc. Modifica su Wikidata
  • (EN) ʿĀʾisha, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper. Modifica su Wikidata
  • ʿĀʾisha, su enciclopediadelledonne.it, Enciclopedia delle donne. Modifica su Wikidata
V · D · M
Elenco dei Sahaba
Compagni del profeta Maometto:
ʿAbbād b. Bishr • ʿAbd Allāh b. al-ʿAbbās • ʿAbd Allāh b. ʿAbd al-Asad • ʿAbd Allāh b. al-Zubayr • ʿAbd Allāh b. ʿAmr b. al-ʿĀṣ • ʿAbd Allāh b. Hudhafa al-Sahmī • ʿAbd Allāh ibn Jaʿfar • ʿAbd Allāh b. Jahsh • ʿAbd Allāh b. Masʿūd • ʿAbd Allāh b. Salām • ʿAbd Allāh b. Rawāha • Abd Allah b. Sa'd ibn Abi Sarh • ʿAbd Allāh b. Ubayy • ʿAbd Allāh b. ʿUmar • ʿAbd Allāh b. Umm Maktūm • ʿAbd al-Rahmān b. Abī Bakr • ʿAbd al-Rahmān b. ʿAwf • Abd Ya Layl ibn 'Amr • Abū Ayyūb al-Anṣārī • Abū Bakr al-Ṣiddīq • Abū Dharr al-Ghifārī • Abu Dujana • Abu Fuhayra • Abu Hudhayfa ibn al-Mughira • Abu Hudhayfa ibn 'Utba • Abū Hurayra • Abū l-ʿĀṣ b. al-Rabīʿa • Abu Lubaba ibn 'Abd al-Mundhir • Abū Mūsā al-Ashʿarī • Abu Sufyan ibn Harb • Abū Sufyān b. al-Ḥārith • Abū l-Dardāʾ • Abū Hudhayfa b. ʿUtba • Abu Sa'id al-Khudri • Abu Talib ibn ʿAbd al-Muṭṭalib • Abū ʿUbayd b. Masʿūd al-Thaqafī • Abū ʿUbayda ibn al-Jarrāḥ • Abu Umama al-Bahili • ʿAdī b. Ḥātim • ʿĀʾisha bt. Abī Bakr • Akib ibn Usayd • al-ʿAbbās b. ʿAbd al-Muttalib • al-Aḥnaf b. Qays • Al-Qasim ibn Muhammad • al-ʿAlāʾ al-Ḥaḍramī • al-Bara' ibn Malik al-Ansari • ʿAlī ibn Abī Ṭālib • al-Walid ibn 'Uqba • Amina bint Wahb • ʿAmmār b. Yāsir • ʿAmr b. al-ʿĀṣ • ʿAmr b. al-Jamūq • Anas ibn Nadr • Anas b. Mālik • ʿAqīl b. Abī Ṭālib • al-Arqam ibn Abi l-Arqam • Arwa bint Kurayz •Ashāma b. Abjar • Asmāʾ bt. Abī Bakr • Asmāʾ bt. ʿUmays • ʿAwn b. Jaʿfar • al-Barāʾ b. Mālik al-Anṣārī • Bashīr b. Saʿd • Bilāl b. Rabāḥ • Bilāl b. al-Hārith • al-Ḍaḥḥāk b. Qays • Diḥya b. Khalīfa al-Kalbī • Ḍirār b. al-Azwar al-Asadī • Faḍl b. ʿAbbās • Fākhita bt. Abī Ṭālib • Fāṭima bint Asad • Fāṭima bt. Hizām • Fāṭima • Fayruz al-Daylami • Habib ibn Zayd al-Ansari • Habiba bint Ubayd Allah • Ḥafṣa bt. ʿUmar b. al-Khaṭṭāb • Hakim ibn Hizam • Ḥalīma al-Saʿdiyya (nutrice del Profeta) • Hamna bint Jahsh • Hamza b. ʿAbd al-Muṭṭalib • Hanzala ibn Abi Amir • Haritha bint al-Mu'ammil • al-Hasan ibn Ali • Hassan ibn Thabit • Hāshim b. ʿUtba • Ḥāṭib b. Abī Baltaʿa • Hishām b. al-ʿĀṣ • al-Hubab ibn al-Mundhir • Hudhayfa ibn al-Yaman • Hujr b. ʿAdī • al-Husayn ibn Ali • Ikrima ibn Abi Jahl • ʿIyāḍ ibn Ghanm • Jābir b. ʿAbd Allāh al-Anṣārī • Jaʿfar b. Abī Ṭālib • Julaybib • Jundub ibn Junada • Juwayriyya bint al-Harith • Ka'b ibn Zuhayr • Khabbāb ibn al-Aratt • Khadīja bt. Khuwaylid • Khālid b. Saʿīd • Khālid b. al-Walīd • Khawla bint Hakim • Khunays ibn Hudhayfa • Kumayl ibn Ziyad • Khuzaymat ibn Thabit • Layla bint al-Minhal • Lubāba bt. al-Ḥārith • Lubayna • Malik ibn Dinar • Malik al-Dar • Malik al-Ashtar • Malik ibn Nuwayra • Marya al-Qibtiyya • Maymuna bint al-Harith • Miqdād b. Aswad al-Kindī • Mu'adh ibn Jabal • Mu'awiya ibn Hudayj • Muʿāwiya b. Abī Sufyān • al-Mughīra b. Shuʿba • Muhammad ibn Abi Bakr • Muḥammad b. Abī Ḥudhayfa • Muḥammad b. Maslama • Muṣ'ab b. ʿUmayr • Muḥammad b. Jaʿfar • Muslim b. ʿAqīl • al-Muthannā b. Ḥāritha • al-Nahdiyya • Nawfal ibn Khuwaylid • Nu'aym ibn Mas'ud • al-Nuʿayman b. ʿAmr • al-Nu`mān b. Muqarrin • Nusayba bint Ka'b • al-Qaʿqāʿ b. ʿAmr • Qatada • Rab'ah ibn Umaya • Rabi'a ibn al-Harith • Rabi'a ibn Ka'b • Ramla bint Abi Sufyan • Rayhana bint Zayd • Rumaysa bt. Milḥān (Umm Sulaym) • Ruqayya • Saʿd b. al-Rabīʿ • Saʿd b. Abī Waqqāṣ • Saʿd b. Muʿādh • Saʿd b. ʿUbada • Safiyya bint 'Abd al-Muttalib • Safiyya bint Huyayy • Sahl ibn Hunayf • Sa'id ibn Amir al-Jumahi • Saʿīd b. Zayd • Salama Abu Hashim • Salim, mawla di Abu Hudhayfa • Salit ibn 'Amr 'Ala b. Hadrami • Salman al-Farsi • Sa'sa'a ibn Suhan • Sawda bint Zam'a • Shuja bin Wahab al-Asadi • Suhayb ibn Sinan (Suhayb al-Rumi) • Suhayl ibn ʿAmr • Suraqa ibn Malik • Thabit ibn Qays • Talha b. ʿUbayd Allāh • Tamim Abu Ruqayya • Tamim al-Dari • Thamim Ansari • Thumama ibn Uthal • al-Tufayl b. ʿAmr al-Dawsī • ʿUbāda b. al-Sāmit • ʿUbayda b. al-Hārith • Ubayy ibn Ka'b • Umama bint Abi l-'As ibn Rabi'a • ʿOmar ibn al-Khaṭṭāb • ʿUmar b. Saʿd • Umayr ibn Sa'd al-Ansari • Umayr ibn Wahb • Umm Ayman • Umm Hakim • Umm Kulthum bint 'Ali • Umm Kulthum bint Jarwila Khuzima • Umm Kulthūm • Umm Salama • Umm Sharik • Umm Ubays • Umm 'Umara Nusayba • Umm Waraqa • ʿUrwa b. al-Zubayr b. al-ʿAwwām • Uqba ibn 'Amir • ʿUrwa ibn Masʿūd • Usama ibn Zayd • Usayd b. Ḥuḍayr • 'Utba ibn Ghazwan • ʿUthmān b. ʿAffān • Uthman ibn Hunayf • Uthman ibn Maz'un • Wahb ibn ʿAbd Manaf • Wahshī ibn Ḥarb • Zayd b. al-Khaṭṭāb • Zayd al-Khayr • Zayd ibn Arqam • Zayd b. Ḥāritha • Zayd b. Thābit • Zaynab bt. ʿĀmir • Zaynab bint Ali • Zaynab bint Jahsh • Zaynab • Zaynab bint Khuzayma • Ziyād b. Abīhi • al-Zubayr b. al-ʿAwamm • Zuhra b. al-Ḥawiyya al-TamīmīCalligrafia dei compagni di Muhammad
V · D · M
Mogli del profeta Maometto
Khadīja bt. Khuwaylid · Sawda bt. Zamʿa · ʿĀʾisha bt. Abī Bakr al-Ṣiddīq · Ḥafṣa bt. ʿUmar · Zaynab bt. Khuzayma · Hind bt. Umayya · Zaynab bt. Jaḥsh · Juwayriyya bt. al-Ḥārith  · Ramla bt. Abī Sufyān · Rayḥana bt. Zayd · Ṣafiyya bt. Ḥuyayy · Mārya al-Qibṭiyya · Maymūna bt. al-Ḥārith
V · D · M
Maometto
MissioneIsrāʾ e Miʿrāj · Costituzione di Medina · Egira · Accordo di al-Hudaybiyya · Pellegrinaggio dell'Addio · Sermone dell'Addio · Sariyya
Battaglie guidate
(622-632)
Spedizione di Ḥamza ibn ʿAbd al-Muṭṭalib · Prima spedizione di Badr · Spedizione di Buwat · Spedizione di Dhu Al-Ushairah · Spedizione di Waddan · Battaglia di Badr · Incursione di Al Kudr · Invasione di Sawiq · Invasione di Banu Qaynuqa · Scorreria di Dhu Amar · Invasione di Buhran · Battaglia di Uhud · Battaglia di Hamra al-Asad · Invasione di Banu Nadir · Spedizione di Badr al-Maw'id · Spedizione di Dhat al-Riqa · Spedizione di Dumat al-Jandal · Battaglia del Fossato · Assedio di Banu Qurayza · Spedizione di al-Muraysi' · Invasione di Banu Lahyan · Accordo di al-Hudaybiyya · Conquista di Fadak · Conquista di Khaybar · Battaglie del Wadi al-Qura · Battaglia di Mu'ta · Conquista della Mecca · Battaglia di Hunayn · Spedizione di Tabuk · Battaglia di Autas · Assedio di Ta'if
Persone
FamigliaʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib (cugino)
MogliKhadīja bt. Khuwaylid · Sawda bt. Zamʿa · ʿĀʾisha bt. Abī Bakr al-Ṣiddīq · Ḥafṣa bt. ʿUmar · Zaynab bt. Khuzayma · Hind bt. Umayya · Zaynab bt. Jaḥsh · Juwayriyya bt. al-Ḥārith  · Ramla bt. Abī Sufyān · Rayḥana bt. Zayd · Ṣafiyya bt. Ḥuyayy · Mārya al-Qibṭiyya · Maymūna bt. al-Ḥārith
Dieci BenedettiAbū Bakr · ʿUmar b. al-Khaṭṭāb · ʿUthmān b. ʿAffān · ʿAlī b. Abī Ṭālib · Ṭalḥa b. ʿUbayd Allāh · al-Zubayr b. al-ʿAwwām · ʿAbd al-Raḥmān b. Awf · Saʿd b. Abī Waqqāṣ · Saʿīd b. Zayd · Abū ʿUbayda b. al-Jarrāḥ
SalafCompagni · Seguaci · Tabi' al-Tabi'in
LuoghiHegiaz · Jabal al-Nur · La Mecca (Kaʿba · Al-Masjid al-Ḥarām) · Medina (Moschea del Profeta)
AltroArcangelo Gabriele · Corano
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